abbronzatura artificiale
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Abbronzatura artificiale: se ne parla e si utilizza tanto, ma è bene sottolineare la pericolosità di un uso smisurato e irresponsabile di lettini e docce solari. Le lampade abbronzanti consentono di ottenere un bel colorito in tempi più rapidi della naturale esposizione solare, ma non senza rischi. Ciò non signfica che ci si debba tenere alla larga da tali apparecchi, ma approcciarsi con la giusta consapevolezza.

Abbronzatura artificiale: le lampade esistenti

Nei saloni di bellezza è possibile trovare due tipologie di lampade abbronzanti.

Lampade UVA ad alta pressione: l’intensità supera di 5-10 volte quella del sole alla nostra latitudine. I tempi di esposizione variano dai 15 minuti per il viso ai 20 per il resto del corpo, e regalano un’abbronzatura immediata ma poco duratura. Ciò è legato al fatto che tali lampade solari agiscono sulla melanina già presente nelle cellule, tramite la foto-ossidazione. Non ne stimolano la produzione.

Lampade fluorescenti UV a bassa pressione: a raggi misti UVA e UVB, con una quantità maggiore di questi ultimi. A differenza delle precenti lampade, queste garantiscono un’abbronzatura più duratura, perché i raggi UVB stimolano la produzione di nuova melanina. Di contro, però, l’abbronzatura non è immediata ma compare dopo alcune sedute. I tempi di esposizione vanno dai 6 ai 12 minuti.

Abbronzatura artificiale: più contro che pro

Non demonizziamo né minimizziamo: le lampade solari possono nuocere gravemente alla salute. Nel 2009, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’IARC ne hanno sconsigliato l’uso classificandole come potenzialmente cancerogene – gruppo 1 – equiparandole quindi a fumo, alcol e amianto.

abbronzatura artificiale
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L’esposizione ai raggi UV aumenta il rischio di melanoma e, in generale, danneggia la pelle, esponendola alla comparsa di arrossamenti, eritemi e irritazioni. Inoltre, l’abbronzatura artificiale, così come quella naturale, accelera l’invecchiamento cutaneo, con la conseguente comparsa di rughe e secchezza.

Fatte queste sacrosante precisazioni, qualche seduta di pochi minuti, a distanza di 40/60 giorni l’una dall’altra non viene ritenuta pericolosa dai dermatologi, anzi. Un velo di abbronzatura artificiale prima di recarsi al mare può scongiurare l’esposizione selvaggia a caccia dell’abbronzatura perfetta. Che poi sarà tutt’altro che perfetta. Visto che, per ottenere un’abbronzatura bella e omogenea, ed evitare pericolose scottature, bisogna esporsi con costanza e per brevi periodi di tempo. Non è la quantità delle ore passate sotto il sole a farci abbronzare, ma la qualità dell’esposizione.

Sono da preferirsi le lampade UV a bassa pressione, le meno gettonate, in realtà, perché non danno effetti immediati.

Soggetti sensibili

Secondo il decreto ministeriale del 2011, le lampade UV sono vietate a soggetti minori di 18 anni, donne incinte, soggetti di fototipo I e II (inclini a scottarsi), persone affette da malattie dermatologiche che potrebbero peggiorare, soggetti che soffrono o hanno sofferto di neoplasie della pelle.

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