La vera bellezza consiste nel valorizzare i propri difetti

disabilità, bellezza, femminilità
Anna Adamo è nata a Napoli il 28 marzo 1996 e vive a Scafati, in provincia di Salerno. Dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo Classico Statale G.B. Vico di Nocera Inferiore nel luglio 2015, si è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza all’ Università degli Studi di Salerno. Da sempre nutre una grande passione per la scrittura e ha partecipato e vinto numerosi concorsi letterari. “La disabilità non è un limite” è il suo primo libro. Photo Credit: Pot Agency

In un’intervista hai dichiarato: “Io sono stanca di sentir dire che le donne disabili non possano essere femminili. Che siano femminili a metà. Non è così e voglio dimostrarlo. Si può essere disabili e femminili allo stesso tempo. Le imperfezioni sono sinonimo di femminilità indiscussa e non esiste cosa più bella del connubio tra disabilità e femminilità”. Ce ne puoi parlare?

Molte persone erroneamente ritengono che le donne con disabilità non debbano neanche essere definite donne. Perché non hanno un corpo perfetto e non possono indossare un tacco 12. A me questo modo di pensare fa arrabbiare più di quanto si possa immaginare. Perché, la bellezza e la femminilità di una donna non dipendono dall’indossare un tacco 12 o dall’avere un corpo perfetto. Si può essere disabili e femminili allo stesso tempo. Ci si può prendere cura di sé e si possono indossare bei vestiti, ci si può truccare. Del resto una donna è bella quando si accetta così com’è. Quando abbraccia i suoi difetti e cerca di renderli perfetti. Ci sono imperfezioni che risultano di una femminilità indiscussa e non bisogna assolutamente vergognarsene. Per dimostrare come tutto ciò sia possibile mi sono presentata lo scorso agosto al casting provinciale di Miss Italia: ho sfilato mettendo in primo piano proprio le mie imperfezioni e chiedendo a gran voce che al concorso vengano ammesse ragazze con una qualsiasi tipo di disabilità. Perché la bellezza non è perfezione. La vera bellezza consiste nel saper valorizzare i propri difetti e vivere come se non li si avessero. La vera femminilità per me è questa.

In un’altra intervista hai dichiarato: “Da quando ho pubblicato il libro, “La disabilità non è un limite” ho deciso di intraprendere una battaglia per sconfiggere pregiudizi e tabù legati al mondo della disabilità. Bisogna conferire ai disabili le stesse opportunità dei normodotati. Quali sono le battaglie che stai portando avanti in questa direzione?

Esigo che ai disabili vengano conferite le stesse opportunità dei normodotati. Ritengo sia inaccettabile che nel 2020 solo un ragazzo su tre possa beneficiare delle insegnanti di sostegno poche ore a settimana e, quindi, si ritrovi costretto a rinunciare al diritto allo studio. Trovo ancora più spregevole che le aziende trovino difficoltà ad assumere persone con disabilità, nonostante queste ultime si siano impegnate e abbiamo un curriculum di tutto rispetto. Lavora solo un disabile su tre. È sotto gli occhi di tutti che la prospettiva debba cambiare. Ed è per questo che combatto. Per far sì che ai disabili venga conferita la dignità che gli spetta. Per far sì che abbiano il diritto di dimostrare quanto valgano. Combatto affinché i disabili possano ricevere l’istruzione che meritano e occupare i posti di lavoro che si sono guadagnati con enormi sacrifici, Proprio come i normodotati. È vero che le persone con disabilità non possano fare qualcosa, ma è altrettanto vero che il non poter fare qualcosa non equivalga al non poter far nulla. Le persone con disabilità aspettano solo qualcuno che li tratti con normalità e le metta alla prova, conferendo loro la possibilità di sentirsi parte del mondo e non un mondo a parte.

Dopo la maturità classica conseguita nel luglio 2015, hai scelto di iscrivermi alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno e ora sei prossima alla laurea. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Mi piacerebbe diventare magistrato e dedicare anima e corpo alla difesa dei diritti delle persone diversamente abili. Mi piacerebbe dedicarmi ancora di più ad una mia grande passione che è la scrittura, a breve uscirà il mio secondo libro e chissà se in futuro non ne scriverò un terzo. Mi piacerebbe lavorare anche nel campo istituzionale e redigere qualche proposta di legge che porti il mio nome. Di progetti futuri ne ho tanti, se volessi elencarli tutti dovrei scrivere un altro libro! Sono una persona tanto ambiziosa, la mia carriera e la mia vita professionale vengono prima di ogni altra cosa al mondo. Venderei l’anima al diavolo per la carriera!

Anna Adamo è nata a Napoli il 28 marzo 1996 e vive a Scafati, in provincia di Salerno. Dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo Classico Statale G.B. Vico di Nocera Inferiore nel luglio 2015, si è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza all’ Università degli Studi di Salerno. Da sempre nutre una grande passione per la scrittura e ha partecipato e vinto numerosi concorsi letterari. “La disabilità non è un limite” è il suo primo libro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA