“La vita ti presenta gli ostacoli, i limiti li poni tu”

disabilità, normalhero
Anna Fusco, ha 29 anni ed è di Roma. Nel 2018 si mette in gioco partecipando nuovamente (la prima era stata nel 2014) alle selezioni di Miss Italia classificandosi in finale regionale, questa volta senza il bisogno di indossare la protesi. È una motivational coach per i genitori con bambini con la sua stessa patologia ed è anche una cantante, modella e ballerina di reggaeton. A febbraio 2020 ha sfilato alla Milano Fashion Week. Photo Credit: Giancarlo Fiori

In un recente post su Instagram hai dichiarato: “Quest’anno mi sento di dire a tutti voi di prendere le proprie vite in mano. Le situazioni, le vicende, non rimandatele perché tanto tornano, pronte per essere gestite, affrontate, sempre. Nessuno può farlo al posto nostro. Se ritenete che una cosa sia giusta, anche se dura da accettare, affrontatela, vivetela in pieno, anche se fa tanto male, meglio prima che dopo. Arriveranno tempi migliori. Il nostro futuro è nelle nostre mani. Non rincorrete la felicità perché non arriverà mai se prima non raggiungerete la vostra serenità d’animo, cosa più importante. Imparate ad accettare le situazioni, ad accettare il cambiamento, ad accettare la vita. Vi auguro l’accettazione. Puoi parlarcene?

In questo post ho preso spunto dalle mie vicissitudini personali. E proprio in questo post ho scritto ciò che ho imparato superando parte dei miei ostacoli. C’è da dire che sin da bambina, per via dalla mancanza della mano sinistra, mi sono contraddistinta per aver sempre preso in mano ogni situazione e difficoltà affrontandola sempre di petto, anche perché non potevo fare diversamente. Ad esempio ho sempre trovato una soluzione per adattarmii a fare con una sola mano tutto ciò che si normalmente si fa con due mani. Per quanto riguarda l’accettazione, c’è voluto tempo, e il fatto che io abbia sempre preferito vivere la mia vita senza protesi non mi ha aiutata affatto. Questo perché volente o nolente ero, e sono, costantemente posta a giudizio altrui, positivo o negativo che sia, ogni volta che entro in società e cade all’occhio “la mancanza”. Il punto è che ogni sguardo triste, disgustato, compassionevole, divertito che poteva arrivarmi lasciavo mi toccasse e ferisse nel profondo. Pensavo di non poter far nulla per questo e mi sforzavo ad andare avanti cercando di abituarmi e di dimenticare, e pensavo davvero di farlo, ma la verità che celavo a me stessa non era quella. Imparai che se non mi accettavo io non potevano farlo gli altri e ad oggi posso dire che è proprio così. La cosa importante non era la non accettazione di me da parte di alcune persone, ma ero io che ancora non mi accettavo. Quando lo capii decisi di toccare il fondo per superarlo e a oggi sguardi come questi mi scivolano addosso. Se prima, alla vista di ciò rimanevo male per me stessa, ora rimango male per loro. Per questo parlo di accettazione, nel mio caso “accettazione” della mia condizione fisica che non ho potuto, non posso e non potrò cambiare (e onestamente non voglio neanche), nonchè accettazione della vita stessa. Ho vissuto tante situazioni, belle e brutte, che mi hanno portato a cambiare me stessa e a ritrovarmi in circostanze diverse da quelle che credevo o speravo. Ma la vita è anche questa e per questo tante cose se non si possono cambiare vanno accettate. Da qui l’accettazione delle situazioni e del cambiamento. A oggi ringrazio di essere me stessa perché le affronto e la vittoria sulle mie vicissitudini legate alla mia disabilità mi permettono di riuscire a gestire episodi particolari di vita quando si presentano. Lavorare su noi stessi apre un mondo infinito di conoscenza personale di sé, dei propri limiti, delle proprie paure e delle proprie capacità. Siamo noi a decidere quale sia la base migliore per capire come migliorarsi fino al punto di riuscire ad accettarsi.

Cosa significano per te i termini bellezza e accettazione?

Per me la bellezza ha più sfumature. C’è la bellezza fisica, oggettiva. Credo che se si è belli, lo si è e basta. Può mancare un braccio o una gamba, ma questo non pregiudica l’innegabilità della bellezza. Conosco ragazzi e ragazze esteticamente bellissimi, a cui mancano un braccio o una gamba. C’è la bellezza interiore che vince sempre sulla bellezza fisica. E poi c’è la bellezza legata all’accettazione, la mia preferita. Se accetti te stesso interiormente e fisicamente, anche gli altri ti vedranno bella così come sei e come ti senti. Diamo valore alle nostre imperfezioni perchè sono quelle a renderci unici e belli. Ed è proprio con questo criterio che non ho avuto alcuna remore a presentarmi e a partecipare al concorso di Miss Italia per ben due volte sia nel 2014 sia nel 2018 e, in entrambi i casi, sono giunta fino alle finali regionali. Nel 2014 ho partecipato indossando la protesi, mentre nel 2018 inizialmente l’ho messa, ma poi l’ho tolta e ho proseguito sfilando davanti al pubblico e alla giuria senza quel peso ingombrante perché questa sono io e non me ne vergogno.

Quali erano i tuoi sogni da bambina? Sei diventata la donna che volevi essere?

Da bambina scoprii di avere le corde vocali sottili, cantavo, quindi, con voce a impostazione lirica. Poi ho studiato, e studio ancora, canto e mi esibisco anche con musica leggera. Il mio sogno sin dall’infanzia era ed è quello di diventare una cantante famosa. Col tempo ho trovato anche nuove passioni e ispirazioni. A oggi faccio ciò che amo: canto, sfilo e soprattutto sono una life coach e mi occupo di famiglie con bambini, e adulti, con la mia patologia. Sono anche una speaker motivazionale. Sono diventata la donna che volevo essere e su questo non ho dubbi. Ma posso dire di sentirmi realizzata solo in parte. Questo perché ho tanta voglia di fare, di inseguire i miei sogni e di poter dare ancora di più a me stessa e agli altri. Posso dire che la vita mi ha messo a dura prova sin dalla nascita ma io l’ho ricambiata e ostinatamente. Evviva la vita. È tanto bella anche quando è difficile e complicata. Se fosse solo tranquilla sai che noia. La mia massima: “la vita ti pone gli ostacoli, i limiti li poni tu”.

Anna Fusco, ha 29 anni ed è di Roma. Nasce senza la mano e l’avambraccio sinistri, senza che i medici le sappiano dare una motivazione. Nel 2018 si mette in gioco partecipando nuovamente (la prima era stata nel 2014) alle selezioni di Miss Italia classificandosi in finale regionale, questa volta senza il bisogno di indossare la protesi. È una motivational coach per i genitori con bambini con la sua stessa patologia ed è anche una cantante, modella e ballerina di reggaeton. Svolge nuoto paralimpico. Nel 2019 è stata scelta da Miss Universe Italy per svolgere il ruolo di mental coach delle ragazze finaliste durante il reality di una settimana, compresa la serata finale andata in onda su La5. A febbraio 2020 ha sfilato alla Milano Fashion Week.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA