“Sono la donna che volevo essere”

Francesca Chelli
Nata a Genova, Francesca Chelli vive da sempre a Milano dove ha studiato e si è laureata in Università Bocconi. È sposata e ha due figlie. Ha ricoperto ruoli di vertice in azienda sia in Italia che all’estero. È stata per dieci anni amministratore delegato di un’importante multinazionale del caffè in Italia. Ha fondato la sua società di consulenza specializzata in marketing e comunicazione e tiene spesso lezioni in Università sull’Influencer Marketing. Sul suo blog www.mystylenotebook.com pubblica articoli di lifestyle, con immagini e contenuti di ispirazione, toccando argomenti legati alla moda, ai viaggi e alla bellezza, le sue passioni. Quotidianamente posta sull’account Instagram @franci_chelli raccontando di sè ai suoi followers con i quali c’è un fedele emotional engagement. Ha appena pubblicato il suo primo libro “Metti che Vivo” edito da La Torre dei Venti e sta attualmente scrivendo un nuovo romanzo

Hai appena pubblicato “Metti che Vivo”, edito da La Torre dei Venti, il tuo romanzo d’esordio in cui affronti il tema della malattia che serve anche a “individuare chi vuoi vicino, serve a capire chi sono le persone con cui costruire un rapporto sano di affetto reciproco”. Come mai hai scelto di trattare questo tema?

In realtà non è stata una scelta quella di trattare questo tema. È stato un bisogno impellente, quasi una necessità che ho sentito dentro. La scrittura, anche attraverso la finzione e la fantasia, ha avuto un effetto terapeutico su di me e mi ha aiutata a radiografare momenti di vita per raccontarli, passando dei messaggi. La storia è ispirata alla malattia misteriosa che ha colpito mio marito e che i medici per lungo tempo non hanno saputo decifrare. Questa situazione che ci ha investiti ha avuto implicazioni di ogni genere, rivoluzionando la sfera professionale di mio marito e la nostra vita personale, famigliare, sociale, ma soprattutto suscitando in me emozioni, sentimenti e pensieri che ho sentito di dovere fermare su carta per descriverli, in pratica tessendo un romanzo che racconta anche molto altro. Infatti la storia, pur essendo tormentata, non ha solo uno sfondo drammatico. Attraverso un io narrante accompagno il lettore nel vivo della vicenda con flashback, colpi di scena, spunti divertenti e personaggi nei quali il lettore può ritrovare qualcosa di sé.

Sempre nella trama del tuo libro si legge: “Ma chi è stato malato, dopo avere vissuto l’inferno insieme ai suoi cari, guarisce e ritorna più forte di prima. Ha una marcia in più: l’esperienza che l’ha segnato è tanto dura quanto arricchente, è in grado di portare nuova linfa e prospettive più ampie alla sua vita e a quella degli altri”. Ce ne puoi parlare?

“Soffrire fa cambiare più che avere successo o fortuna” dico in un passo del romanzo. La malattia con tutta la sua carica di sofferenza porta necessariamente a momenti di riflessione personale profonda che aprono a una evoluzione e a un cambio di pelle. Si rivoluziona la propria scala di valori e di priorità, ci si apre al nuovo, più disponibili e aperti a intravedere opportunità che prima non si sarebbero prese in considerazione. È una vera e propria rinascita emotiva, riacquistata attraverso forza e leggerezza nuove, un punto di partenza per una nuova vita. Ma questa è la prossima puntata!

Hai avuto una carriera manageriale di alto livello e oggi sei influencer e scrittrice. Quali erano i tuoi sogni da bambina? Sei diventata la donna che volevi essere?

Non avevo tra i miei sogni di bambina l’idea di essere questo o quello, di fare la manager o la ballerina. Quello che mi ha sempre accompagnata, e che di sicuro mi ha spinta verso determinate scelte anche importanti, è sempre stato il bisogno di esprimermi e di realizzare progetti nuovi in modo indipendente e creativo. Da un percorso tradizionale di studi e anche molto sbilanciato sul fronte razionale sono passata via via a tirar fuori da me stessa la mia creatività in vari modi. Anche essere leader richiede creatività, capacità di sognare e di avere una visione, sapendola trasmettere agli altri. La comunicazione è sempre stata la mia passione: passare dei messaggi, avere un seguito, tracciare una strada. L’ho applicato in azienda, lanciando nuovi prodotti, costruendo team e guidandoli verso la realizzazione di obiettivi ambiziosi. E l’ho applicato negli ultimi anni, fondando la mia società di consulenza che si occupa di marketing e comunicazione, lanciando il mio blog che parla di lifestyle, ispirando chi mi segue e adesso romanzando un pezzo di vita che mi sono trovata davanti. Sì, sono la donna che volevo essere.

Nata a Genova, Francesca Chelli vive da sempre a Milano dove ha studiato e si è laureata in Università Bocconi. È sposata e ha due figlie. Ha ricoperto ruoli di vertice in azienda sia in Italia che all’estero. È stata per dieci anni amministratore delegato di un’importante multinazionale del caffè in Italia. Ha fondato la sua società di consulenza specializzata in marketing e comunicazione e tiene spesso lezioni in Università sull’Influencer Marketing.
Sul suo blog www.mystylenotebook.com pubblica articoli di lifestyle, con immagini e contenuti di ispirazione, toccando argomenti legati alla moda, ai viaggi e alla bellezza, le sue passioni. Quotidianamente posta sull’account Instagram @franci_chelli raccontando di sè ai suoi followers con i quali c’è un fedele emotional engagement. Ha appena pubblicato il suo primo libro “Metti che Vivo” edito da La Torre dei Venti e sta attualmente scrivendo un nuovo romanzo.

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