Con le mie creazioni voglio ricreare emozioni

    Largentaria
    Photo Credit: Marco Arienti

    Dopo una lunga esperienza nelle case di moda a Milano come Fashion Designer, nel 2006 ti trasferisci a Orbetello. Da qui in poi scopri la tradizione orafa artigiana e da lì nasce un’idea che poi diventa progetto che prende vita e si trasforma ne Largentaria. Puoi parlarcene?

    Tutto ha avuto inizio con il mio trasferimento in Toscana, per un nuovo incarico come Fashion Designer per un’importante casa di moda fiorentina. Anni prima mi ero innamorata dell’Argentario e ho colto l’occasione per trasferirmi definitivamente in Maremma. All’inizio eravamo solo io e la mia cavalla Marylin, ci siamo godute in ogni momento libero la magia di quei luoghi, poi è arrivato Alex, ragazzo che avevo conosciuto anni prima, e che nel 2012 è diventato mio marito. All’epoca lui lavorava in un rinomato laboratorio Orafo di Orbetello ed è qui che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare da vicino questa forma d’arte. Veder nascere da materiale liquido piccoli capolavori mi ha sempre appassionata: il metallo liquido diventa materia, la materia diventa gioiello… affascinante. Quando nel 2014 è nata nostra figlia, sotto il segno dei pesci, feci realizzare un gioiello da dedicare a lei. Ho voluto una lisca, e non un pesce, per esorcizzare le mie paure, la mia timidezza prima di tutto e dare risalto a quella parte di me più intima e nascosta. Con il passare del tempo cresce in me il desiderio di trasformare questo gioiello in un progetto mio, e due anni dopo durante un periodo di cambiamento radicale della mia vita ho focalizzato Largentaria, da quel giorno mi sono dedicata alla sua realizzazione.

    Quali sono le peculiairtà della tua linea di gioelli?

    Ho cercato di portare ne Largentaria la mia filosofia di vita, coniugando l’amore per il design con l’unicità del pezzo realizzato a mano, scegliendo di utilizzare materiali pregiati e manodopera locale, dando risalto al Made In Italy. Con le mie creazioni non voglio solamente riprodurre oggetti ma ricreare emozioni, riscoprendo l’amore per l’attesa, ad esempio, necessaria per avere un gioiello unico, realizzato in esclusiva. Viviamo in un periodo storico dove siamo abituati ad avere tutto subito, a discapito a volte del valore intrinseco delle cose, dal rispetto di chi le produce, dell’ambiente che ci circonda. Anche la tutela dell’ambiente per me è un sine qua non imprescindibile che mi ha spronata giorno dopo giorno a minimizzare il più possibile il mio impatto sull’ecosistema. Sono molto orgogliosa del mio packaging realizzato a mano utilizzando cartone riciclato e preferendo una serie di incastri all’uso della colla. Si tratta di piccole attenzione che però possono fare la differenza.

    Quali sono oggi i tuoi progetti per il futuro?

    Progetti per il futuro ne ho sempre tanti, ma prima di tutto è mio dovere far crescere questo, che nella sua struttura si dimostra completo ma deve ancora mettere le radici e crescere.

    Arianna Guerreri è Fashion Designer. Nata e cresciuta nella Milano delle grandi sartorie, ha dedicato la maggior parte della sua vita ai frenetici ritmi delle grandi case di moda. L’amore per la natura l’ha portata a scoprire la bellezza romantica della Maremma, che diventa suo amore e sua ispirazione ed insieme alla moda si fanno strada in lei nuove influenze. Nel 2006 si trasferisce a Orbetello e come in ogni storia che funziona davvero, l’amore lega le persone ai luoghi, i luoghi alle memorie e le memorie agli oggetti, ai colori, agli odori. Curiosi percorsi della vita la portano a scoprire la tradizione orafa artigiana, da lì un’idea che poi diventa progetto che prende vita e si trasforma ne Largentaria.

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