Come aiutare i nostri figli e noi a riscoprire il gusto dell’attesa?

Ecco alcuni consigli suggeriti da Marzia Molteni, psicologa e psicoterapeuta sistemico relazionale e terapeuta Emdr

Saper creare un proprio rituale dell’attesa può voler dire anche ritrovare il tempo per piccoli momenti che ognuno può personalizzare e costruirsi su misura. Può essere opportunità costruttiva, ma come è possibile vincere le proprie resistenze in questa direzione?
I momenti di festa rappresentano un vero e proprio microcosmo dal punto di vista culturale, antropologico e sociale. Le normali attività quotidiane vengono stravolte per un periodo di tempo limitato, le regole sociali e famigliari cambiano e spesso un po’ di trasgressione è non solo tollerata, ma anche auspicata. Nel mondo contemporaneo il momento di festa è spesso svuotato del significato più profondo e viene assorbito dall’industria, dal consumismo e dall’ingranaggio della produzione industriale su larga scala. Il rischio è che si trasformi in un modello individualista di ottenimento di benefici solo per sé e questo azzardo è ancora più sentito da chi ha meno filtri e capacità di analisi come i bambini. Il Natale rischia di diventare una semplice lista di regali da ottenere, consegnati da un simpatico fattorino dall’aspetto confortante e con un mezzo di trasporto non convenzionale; la Befana potrebbe essere vista come una strana vecchia signora che porta dei dolcetti in una calza e si aggira a bordo di una vecchia scopa volante (proprio come le streghe). Entrambi però hanno una grande valenza simbolica talmente potente da poter diventare un’occasione di crescita e riflessione per lanciare un messaggio educativo importante per i nostri figli. Recuperare la magia del Natale e dell’attesa significa anche non farsi condizionare da quello che gli altri si aspettano da noi, ma vivere il Natale come un momento magico per sé e la propria famiglia. Il tempo dell’attesa non è un momento sterile ma un tempo creativo. Per esempio, i regali di Natale possono essere un momento vuoto (chiedo un oggetto e aspetto che arrivi) oppure un momento pieno: scelgo il regalo e verbalizzo il motivo per il quale lo desidero, scrivo la letterina, invio la lettera, preparo il latte e i biscotti per Babbo Natale. I rituali diventano fondamentali per poter imparare a coltivare l’attesa e il desiderio, se ci dimentichiamo di questo aspetto difficilmente riusciremo a educare i nostri bambini ad aspettare e godere di ciò che desiderano.

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