Con la meraviglia negli occhi

Natale
Foto di Terri Cnudde da Pixabay

 “La magia del Natale sta nella capacità di “meravigliarsi”, di provare stupore davanti al nuovo o anche di guardare con occhi nuovi ciò che è noto. Spesso questa capacità viene denigrata: chi si stupisce è sciocco o infantile e allora la maschera della durezza, del “non mi stupisco più di nulla” ostentata con fierezza, ci fa perdere il contatto con il piacere delle piccole cose” – ha dichiarato. Quali sono i suoi consigli per riuscire a ritrovare questa capacità di stupirsi e vivere appieno le festività e il periodo natalizio?

La perdita della capacità di stupirsi, ahimè, non è legata solo al Natale, ma a una errata convinzione che “non meravigliarsi di nulla” sia indice di maturità, esperienza, di una conoscenza del mondo che manca ai bambini. Ma a ben vedere è proprio la mancanza di stupore che fa perdere il gusto delle piccole cose, portando molte persone a vivere il Natale come ricorrenza stressante, triste e noiosa. Per questo motivo credo sia essenziale un cambiamento di prospettiva: lo stupore non è infantile, ma è la via maestra verso la felicità. Lo sguardo del bambino che spalanca gli occhi e la bocca davanti allo scintillio delle lucine colorate, alle immagini di Babbo Natale, alle enormi scatole da regalo che vede nei negozi o sotto l’albero, appartiene anche a noi adulti, anche se a volte lo abbiamo seppellito sotto a una montagna di “devo”, di impegni e di scadenze. Non è mai troppo tardi per stupirsi, per riprendersi la gioia di vivere! Lo stupore è una capacità, quindi, se l’avevamo da piccoli, ci appartiene da sempre e per sempre e se già da bambini era alterata possiamo sempre recuperarla. Una volta che abbiamo maturato questa “scelta” di essere felici, possiamo allenare il nostro sguardo a vedere il nuovo nel noto. Ad esempio: soffermarci a guardare lo scintillio delle lucine colorate come se fosse la prima volta che le vediamo, senza preoccuparci del loro costo, della necessità di averle per decorare casa e per fare bella figura con gli ospiti. In altri termini possiamo riscoprire lo stupore stando nel qui e ora, dandoci il permesso di incantarci, di perdere del tempo per osservare un tramonto, un oggetto, un paesaggio. Se la mente è occupata da quello che non ho più o da quello che non ho ancora non posso stupirmi o percepire la bellezza di quello che ho lì proprio davanti a me.

Ivana Gallo è psicologa, psicoterapeuta, formatrice ed esperta nel trattamento di traumi, disturbi d’ansia e dell’umore

© RIPRODUZIONE RISERVATA