“Così ho portato la mia danza a tutto il mondo”

diversità, disabilità
Ivan Cottini, marchigiano di Urbania, classe 1984. Fino a poco tempo fa lavorava come fotomodello. Quando ad aprile 2013 sono arrivati all’improvviso i primi disturbi: una brutta diplopia seguita da gravi difficoltà a deglutire, masticare e perfino parlare. Gli è crollato il mondo addosso. Con la diagnosi di una forma grave di Sclerosi Multipla, è svanito tutto in un attimo: il lavoro, la fidanzata di allora e il futuro. La sua vita non poteva finire così e lui non poteva star seduto ad aspettare. Così si è reinventato. È nato il nuovo Ivan. Photo Credit: Ubaldi Fotovideo

In un’intervista hai dichiarato: “Non esiste oceano che non possa essere superato”: cosa significa per te questo aforisma?

Con la tenacia e la forza si supera tutto, qualsiasi cosa anche la più difficile. Perché se vuoi, puoi. Bisogna vivere sempre da protagonisti, anche se si è malati!

Sei stato ospite dell’ultima puntata di Ballando Con le Stelle, programma tv di Milly Carlucci, colei che ha scoperto il tuo talento e ha creduto in te e alla finalissima di Sanremo dove hai ricordato che “La diversità è bellezza e io ne ho fatto un’arte”. Ce ne puoi parlare?

Con Milly, ho fatto tutto come doveva essere fatto fin dall’inizio. Dai provini di Ballando on the road, fino ad esser scelto, alle registrazioni del pomeridiano, sempre di Ballando on the road. Poi li la decisione di non farmi esser in gara, ma di portare la danza e questa mia arte a tutti, come insegnamento e messaggio. La decisione è stata unica per tutti, dai maestri ballerini, ai giurati, soprattutto Carolyn Smith e la stessa Milly che senza pensarci un attimo mi ha voluto nella finalissima di Ballando Con le Stelle, per portare questa ventata di positività e di nuovo, che non si era mai visto in tv, un malato di sclerosi, scendere dalla sedia e ballare ed emozionare chi lo guarda. Sanremo, mi ha chiamato Amadeus dopo avermi visto ballare a Ballando con le stelle, e mi ha voluto a tutti costi sul palco dell’Ariston. Così ho portato la mia danza a tutto il mondo. Ed il messaggio che la diversità è bellezza ed è un valore aggiunto alla società e alla televisione ed io ne ho fatto un’arte!

Cosa ha significato per te diventare padre di Viola?

Diventare padre, è sempre stato un mio sogno. Ti rende completo. Per via dei farmaci non potevo svolgere le mansioni da maschio, quindi di testa mia ho sospeso le cure, portando ad una accelerazione della malattia, ed è così che è arrivata Viola! La mia cura! Io con lei sono guarito! La sera in cui è nata, io sono tornato a camminare. Ho fatto una mini sfilata fuori dell’ospedale, sorretto da due miei amici. Ed oggi lei è la mia cura. E in questi giorni, per tenermi in allenamento, inventiamo insieme coreografie!

Ivan Cottini, marchigiano di Urbania, classe 1984. Fino a poco tempo fa lavorava come fotomodello. Quando ad aprile 2013 sono arrivati all’improvviso i primi disturbi: una brutta diplopia seguita da gravi difficoltà a deglutire, masticare e perfino parlare. Gli è crollato il mondo addosso. Con la diagnosi di una forma grave di Sclerosi Multipla, è svanito tutto in un attimo: il lavoro, la fidanzata di allora e il futuro. La sua vita non poteva finire così e lui non poteva star seduto ad aspettare. Così si è reinventato. È nato il nuovo Ivan. Si è ripreso i sogni ed ha iniziato a volare. È ritornato a fare il modello ma questa volta in veste diversa. Ha realizzato il sogno di diventare padre. Poi un giorno, incontra la danza, che diventerà la sua più grande passione fino a portarlo a partecipare a trasmissioni televisive come Amici, in veste di insegnante, e come Ballando con le stelle in veste di ospite d’onore e Sanremo. La sua storia ha fatto il giro del mondo. È arrivata alle orecchie del Papa, che ha benedetto lui e sua figlia, fino al Presidente della Repubblica che l’ha incontrato e nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Protagonista di tante sfide con i più grandi campioni sportivi, dai rigori con Massimo Ambrosini, ex calciatore Milan, al nuoto con Filippo Magnini. Lotta ogni giorno per fermare la progressiva perdita di autonomia, per non lasciarsi vincere dalle difficoltà e per trasmettere un messaggio importante a chi vive situazioni complicate. È lui, mattina dopo mattina, a vincere sulla malattia.”

 

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