Esci e corri il rischio!

Comfort Zone
Lara Zucchini Psicologa per il Benessere, Specializzata in Scienze della Performance e Coaching Strategico

Quali sono le strategie per uscire dalla propria comfort zone?

Uscire dalla comfort zone non significa entrare direttamente in quella di panico, ma far sosta in quella dell’apprendimento dove possiamo scoprire le nostre risorse inesplorate e comprendere dove arrivare e cosa realizzare. Se ci pensiamo bene ogni cosa che abbiamo guadagnato nella nostra vita ha comportato l’uscita dalla nostra comfort zone e il confronto con qualcosa che dapprima ci spaventava e ci rendeva insicuri: aver conosciuto il nostro partner, trovato un nuovo lavoro o aver avuto un figlio. La prima strategia utile è quella di fermarsi un attimo per comprendere le proprie resistenze al cambiamento: spesso la paura di sbagliare, l’incertezza verso un futuro sconosciuto, il vedere davanti a sé una strada troppo lunga e tortuosa, possono inibire l’uscita dalla zona di comfort. Capire l’origine delle proprie resistenze e paure, è il primo step per modificare la propria attitudine verso di esso e iniziare a promuoverlo. Un’altra strategia prevede l’inserimento di piccole deviazioni dalla propria quotidianità, come assaggiare cibi nuovi e mai provati prima, attaccare bottone con quel collega che si conosce poco, guardare film diversi da quelli preferiti, insomma si tratta di inserire nella routine quotidiana qualcosa di diverso che modifichi le tue abitudini consuete. L’ultima strategia consiste nel porsi una domanda: “Se la tua vita tra 10 anni fosse la stessa di oggi, come ti sentiresti?”.

Come si può cambiare prospettiva e stravolgere le regole della propria vita?

Ogni situazione ha infiniti punti di vista, nessuno sbagliato, tutti potenzialmente corretti. Il punto è assumere quello più funzionale a quel che si vuole raggiungere nella propria vita. Prospettiva significa “previsione di possibilità”, dunque la prima cosa da fare per cambiare le regole della propria vita e andare nella direzione di quel che si desidera, è chiedersi dove si vuole arrivare e fissare una meta. In questo modo l’obiettivo diventa il punto di partenza attraverso il quale scegliere le prospettive con le quali guardare il mondo. La prospettiva è nel mio gergo tecnico il Mindset, ovvero l’approccio mentale con il quale scegliamo di vedere il mondo e che ha effetti potenti sulla realtà che viviamo. Io faccio sempre questo esempio: Se entrando in una stanza notassi due tuoi colleghi che stanno parlando a bassa voce e che vedendoti smettessero di parlare, che cosa penseresti? Se il tuo pensiero fosse:” Stanno parlando male di me” inizieresti ad essere più freddo e schivo verso di loro e probabilmente anche antipatico. E io ti assicuro che, in questo caso, prima o poi i tuoi colleghi parlerebbero davvero male di te. Se invece, di fronte alla medesima situazione, tu iniziassi a pensare: “Mi stanno organizzando una festa di compleanno a sorpresa!”, beh io ti garantisco che inizieresti ad essere estremamente gentile e cordiale con loro e, molto probabilmente, prima o poi una festa di compleanno a sorpresa te la organizzerebbero davvero. Ecco, il punto è questo: possiamo adottare innumerevoli prospettive di fronte ai fatti e situazioni della realtà, ma quelli che scegliamo di intraprendere possono stravolgerla completamente. E allora di fronte ad ogni situazione, chiediti qual è la prospettiva più funzionale che puoi adottare per raggiungere quello che desideri.

Un consiglio pratico per attivare una trasformazione positiva

Per attivare una trasformazione positiva consiglierei di prendersi un momento per sé in uno spazio concreto, fisico dove poter stare soli e indisturbati, muniti di carta e penna. In questo luogo il suggerimento è di prendersi tempo per iniziare una riflessione su di sé: dove sei oggi, quali sono le tue difficoltà e le tue risorse; puoi aiutarti scrivendo i pensieri che sopraggiungono. Dopo aver perlustrato da dove sei partito a dove sei arrivato oggi, sposta l’attenzione al domani e fissa un obiettivo a lungo termine (di qui a 10 anni) e poi uno a breve termine (di qui a 12 mesi). A fronte di tutte le riflessioni e dei punti che ne hai tratto, devi fare l’ultimo sforzo: trovare il primo e più piccolo cambiamento possibile che puoi agire sin da domani in relazione agli obiettivi che hai trovato, le difficoltà che hai sentito e le risorse che ti sei riconosciuto. Ed è proprio a partire dal più piccolo cambiamento da introdurre nella tua vita, che puoi attivare una trasformazione positiva. Se reitererai ogni giorno quel piccolo cambiamento, passo per passo ti sarai ritrovato nella direzione cui ambisci.

Lara Zucchini è psicologa per il Benessere, specializzata in Scienze della Performance e Coaching Strategico (https://larazucchini.com)

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