Io non potevo fare diversamente!

Giusy Versace
Photo Credit: Jennifer Lorenzini

In un recente post su Instagram hai dichiarato: “ho iniziato a correre per solidarietà, non solo per me, ma anche per chi non lo può fare”. Ce ne puoi parlare?

Ricordo bene l’emozione e la gioia della prima volta che ho corso, che ho indossato le mie nuove gambette da sport. Non credevo di raggiungere obiettivi così grandi e che mi avrebbero portato addirittura fino a un’olimpiade. Ho pianto dalla gioia e mi commuovo ancora oggi quando incontro ragazzi che hanno subito come me un’amputazione e vedono in me un punto di riferimento. Tuttavia, mi rattrista che per molti l’accesso a questo tipo di ausili o protesi di tecnologia avanzata sia considerato un lusso. Credo fortemente che lo sport debba essere un diritto di tutti e per molti diventa anche la banale scusa di uscire di casa o relazionarsi agli altri. Questo è il principale motivo che mi ha spinta a fondare la mia onlus “disabili no limits” con cui non solo organizzo eventi per promuovere lo sport come strumento di inclusione, raccogliamo fondi per donare protesi e ausili di tecnologia avanzata a chi non può permetterseli. Mi fa stare bene aiutare gli altri e regalare nuove opportunità di vita aiuta anche a me a dare un senso a quello che faccio ogni giorno. (info su: www.disabilinolimits.org)

Resilienza oggi è forse un termine abusato, ma tu sicuramente ne sei un esempio in carne ossa. Che cosa significa questa parola per te?

Forse è così, non saprei. Del resto tutti sanno che la resilienza non è altro che quella capacità di reagire, in modo positivo, a eventi traumatici e di conseguenza saper riorganizzare la propria vita di fronte al cambiamento improvviso e non scelto. Saper cogliere le opportunità celate da un problema. Io non potevo fare diversamente! Il giorno del mio incidente non ho perso i sensi e ho lottato per vivere. Ho visto la morte in faccia e oggi non posso che ringraziare e reagire. Tuttavia, il termine “resilienza” mi piace sintetizzarlo con tre parole: fede, coraggio, amore per la vita. Questi tre elementi insieme diventano un grande motore di reazione.

Hai dimostrato sempre di saperti rialzare a ogni caduta, anche quelle più difficili da affrontare. Che cosa consiglieresti alle persone che stanno attraversando un momento di difficoltà?

Mi sento di dire che nessuno è invincibile e soprattutto quasi nessuno si attribuisce davvero quella straordinaria forza che riusciamo a tirare fuori nei momenti più bui. io, semplicemente… ci ho creduto; ho lavorato; ho pianto; sono caduta ma mi sono sempre rialzata. Non ho mai mollato! Anche quando credevo di non farcela. Certo, ammetto di essere stata anche fortunata perché’ ho avuto accanto delle persone eccezionali che ci hanno creduto ancora prima di me e più di me. Forse l’idea di non deluderli mi ha dato quella spinta necessaria a lavorare duramente su me stessa. Oggi posso dire che se ce l’ho fatta io, possono farcela tutti. Basta volerlo, avere pazienza, fede e amore. I risultati arrivano solo se non si molla.

Giusy Versace, classe 1977, è reggina di origine e milanese di adozione. Il 22 agosto del 2005, durante una trasferta di lavoro, Giusy ha un terribile incidente automobilistico sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, nel quale perde entrambe le gambe. Un evento che rimette tutto in gioco, ma che per lei non ha mai avuto il significato di una resa. Nel 2010 inizia a correre con le protesi in carbonio e diventa la prima atleta italiana della storia a correre con amputazione bilaterale. In 7 anni colleziona ben 11 titoli italiani e segna diversi record nazionali sui 60, 100, 200 e 400 metri. Entra nel gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre e nel 2016 vince le sue prime medaglie internazionali (Campionati Europei : Argento sui 200m e Bronzo sui 400 m). Nello stesso anno raggiunge il suo più grande obiettivo e partecipa alle Paralimpiadi di Rio, entrando in finale nella gara dei 200m. Nel 2013 scrive la sua prima autobiografia “Con la testa e con il cuore si va ovunque”, libro che oltre ad essere diventato un best seller (edizione Oscar Mondadori), nel 2017 ha ispirato il regista Edoardo Sylos Labini che lo ha trasformato in uno spettacolo teatrale in prosa, musica e danza. Dal 2014 è ambasciatrice della campagna internazionale di promozione dell’integrità sportiva tra i giovani “Save the Dream” insieme ad altri sportivi di fama internazionale tra cui Alex Del Piero. Il 5 settembre 2018 esce, invece, nelle librerie il suo primo libro illustrato per ragazzi “WonderGiusy” (ed. Mondadori), che racconta le avventure della supereroina dotata del potere del sorriso e di un paio di gambe alate sempre pronta ad aiutare il prossimo e a salvare chi si trova in difficoltà. Giusy è impegnata anche nel sociale e nel 2011 crea la Disabili No Limits Onlus di cui è tutt’oggi presidente.

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