La felicità? Tanto dipende da noi

coronavirus
Elena Vaccari, 36 anni, è avvocato a Reggio Emilia. Ha vissuto due anni negli Stati Uniti, ad Atlanta e a New York, laureandosi alla Columbia Law School, e due anni a Milano, dove ha collaborato con uno studio legale internazionale. La sua passione più grande è viaggiare: passione che - ahimè - ha dovuto mettere rigorosamente in stand-by da quando si è ammalata, e a maggior ragione da quando il Coronavirus ha fatto la sua comparsa

Quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus, tu hai creato un post sulla tua pagina Facebook in cui, essendo malata di leucemia e immunodepressa, lanciavi un appello per sensibilizzare gli italiani ad avere rispetto delle persone veramente a rischio non razziando indiscriminatamente mascherine e disinfettanti. Qual è stata la risposta che hai ricevuto?

La risposta è stata un fiume in piena di solidarietà. Sono stata investita da un calore che mi ha veramente riempito il cuore: messaggi di vicinanza, offerte di mascherine e disinfettanti, persone che si sono dette dispiaciute per avere agito sulla scia della paura. È stata una bella energia. Il mio messaggio era nato come un tentativo per dare voce alle persone che in momenti come questo sono schiacciate da alcuni comportamenti che possono sembrare poco importanti ma in realtà non lo sono. Quel giorno ero sconcertata da quello che stava accadendo in Italia, mi sembrava tutto assurdo. Ma poi ho pensato che anche io forse “da sana”, giovane e con una grande voglia di fare, avrei avuto la tendenza a minimizzare l’impatto delle mie azioni. Alterare le proprie abitudini (ad esempio rinunciando alle uscite nei locali) o controllare le proprie paure (che potevano portare a fare razzia di ogni cosa) richiede una grande forza di volontà. Bisogna comprenderne le ragioni. Da qui il mio messaggio: per cercare di spiegare l’impatto di questi comportamenti sulle persone in situazioni simili alla mia.

Quanto conta per una persona in un momento di fragilità trovi realmente supporto, energia positiva e calore umano?

Credo che sia come una medicina. Una potentissima medicina. Ma questo non solo per le persone malate o le persone fragili: per tutti. Ci sono alcuni comportamenti che sono capaci di generare felicità, in chi li pone in essere e in chi li riceve. E credo che la felicità sia qualcosa che sta a cuore a tutti noi. Proprio per questo, durante la mia malattia, nei tanti mesi in cui sono dovuta stare isolata dal mondo per via delle cure, ho deciso di dedicarmi anima e corpo ad approfondire il tema della felicità, studiandone i principi dal punto di vista psicologico. Tra questi ci sono certamente l’altruismo, la gratitudine, la gentilezza. Tanto dipende da noi.

Sempre su Facebook, hai scritto “La strada è ancora lunga e le persone fragili confidano nel fatto che voi agirete in maniera responsabile”. Quali sono quei comportamenti che le persone possono mettere in atto per aiutare chi attraversa un momento di difficoltà come il tuo?

Credo che occorra prima di tutto riconoscere che ciascuno di noi è parte della stessa umanità. Condividiamo tutti gli stessi desideri e viviamo tutti le medesime difficoltà – solo con diverse gradazioni e in diversi momenti della vita. Se riconosciamo nell’altro non qualcuno di diverso da noi, ma una persona che è come noi e che sta solo affrontando un’esperienza che magari toccherà anche a noi, allora i principi che ci guidano sono gli stessi che sono alla base della felicità, personale e degli altri: praticare atti di gentilezza, fare sentire la propria vicinanza, essere disponibili all’ascolto. Il mio progetto ora è proprio questo: far sì che le persone comprendano che per essere felici ci sono alcuni semplici comportamenti attuabili da tutti. Sul blog che ho da poco aperto su Facebook, alla Pagina “Viaggio nella felicità”, cercherò di trasmettere proprio questo alle persone. Perché tutti, persone fragili e persone meno fragili, possano essere felici.

Elena Vaccari, 36 anni, è avvocato a Reggio Emilia. Ha vissuto due anni negli Stati Uniti, ad Atlanta e a New York, laureandosi alla Columbia Law School, e due anni a Milano, dove ha collaborato con uno studio legale internazionale. La sua passione più grande è viaggiare: passione che – ahimè – ha dovuto mettere rigorosamente in stand-by da quando si è ammalata, e a maggior ragione da quando il Coronavirus ha fatto la sua comparsa. Ama la vita e vorrebbe essere utile alle altre persone: per questo ha realizzato e continua a realizzare vari progetti di sensibilizzazione. Sito: www.viaggionellafelicita.com/
Pagina Facebook: www.facebook.com/elena.vaccari.viaggio

© RIPRODUZIONE RISERVATA