La resilienza ai tempi del Coronavirus

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In foto: Ahed Tamimi, icona della resilienza palestinese, ritratta in un murales sul muro di Betlemme. Photo Credit: Silvia Cipolli

“La resilienza, in psicologia, è un concetto che indica la capacità delle persone di far fronte, in maniera positiva, a eventi traumatici; la capacità di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. In questo difficile e delicato momento della nostra vita, in cui tutti noi siamo costretti a rivedere la nostra quotidianità e il nostro equilibrio, il mio lavoro clinico si incentra proprio sul concetto di resilienza. L’OPL, l’Ordine degli Psicologi della Lombardia, ha invitato tutti noi professionisti a continuare a essere di supporto ai nostri pazienti, a mantenere attivi i percorsi terapeutici attraverso i canali virtuali” – ci spiega la psicologa e psicoterapeuta Silvia Cipolli.

Come consiglia di affrontare da un punto di vista psicologico questa quotidianità “alterata”?

Nelle mie sedute via Skype cerco di accompagnare i miei pazienti in una ricostruzione sana della propria quotidianità, cercando di aiutarli a dare un ordine alla cura di sé e alle attività da distribuire nella giornata. Fondamentale anche non permettere alla mente e ai propri pensieri di concentrarsi in modo monotematico sulla preoccupazione del contagio e sull’incertezza del tempo che ci vorrà per superare questa situazione. È importante spostare la mente in forme di progettazione e costruzione sane e creative di attività sia per se stessi sia da condividere con i partner o i figli con cui dividiamo questa convivenza forzata.

Come può essere interpretato nell’attuale situazione il concetto di resilienza?

La resilienza si basa sulla trasformazione positiva di un evento/situazione negativa, ovvero sulla capacità di cogliere elementi di positività anche in un evento negativo e il principale elemento di positività adesso è per noi la qualità del nostro tempo; viviamo una dimensione dilatata del tempo a cui dobbiamo dare qualità. Non è un’operazione semplice, anche perché oltre che della libertà personale, questa pandemia ci sta privando degli elementi più caratteristici del nostro essere umani: un abbraccio, una stretta di mano, un aperitivo con gli amici, una passeggiata. Una mia paziente medico mi ha detto che una delle maggiori sofferenze relazionali che prova con i degenti Covid 19 è quella di non poter loro neanche sorridere…il sorriso non passa dalla mascherina. Questa malattia costringe a soffrire e a morire da soli, senza l’affetto e il sostegno dei propri cari. Ma non lasciamo che il virus ci privi anche di altri elementi fondanti del nostro essere persone: lo spirito di solidarietà e la resilienza.

Silvia Cipolli è psicologa-psicoterapeuta, specializzata in percorsi clinici individuali con gli adulti sia in uno studio privato sia come consulente nel consultorio, CPD – Centro Progetti Donna di Milano.

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