L’età non è un limite

Francesca Canepa, snowboarder e runner professionista a livello internazionale, nel 2018 è stata la prima donna italiana a vincere l’Ultra Trail du Mont Blanc. Photo Credit: Renato Jorioz

È stata la prima donna italiana a vincere l’Ultra Trail du Mont Blanc nel 2018: come è riuscita a raggiungere questo risultato?

Come dico sempre, è un risultato che arriva da una vita. Perché io sono atleta da sempre, da quando ero piccola, avevo sei anni e sognavo di diventare un’atleta. Poi mi sono messa alla prova in vari sport, prima di arrivare alla corsa, tra cui lo snowboard in cui ho vinto vari titoli italiani e la Coppa Italia per sei anni. Non sono arrivata a questa competizione dall’oggi al domani. È un risultato che è conseguenza della mia storia personale e posso dire che, soprattutto pensandoci retrospettivamente, ho gestito la gara proprio sulla base di tutte le esperienze precedenti. Sono riuscita a concentrarmi, a restare nel momento, a fare tutte quelle cose che riesci a mettere in atto solo se hai la giusta esperienza, ad alto livello e in gare con un elevato carico a livello di pressione. Uno dei momenti che avrebbe potuto destabilizzarmi, avrebbe potuto essere quello in cui sono passata in testa. Perché quando ti trovi al primo posto, la mente inizia a porti scomodi interrogativi, come ad esempio “riuscirò a mantenere la prestazione e posto conquistato”. Il segreto sta nel non farsi distrarre. È stato più che altro un risultato mentale perché fisicamente sono sempre stata pronta. Ero già stata sul podio all’Ultra Trail du Mont Blanc nel 2012 e, quindi, non è stata una cosa fisicamente sorprendente. È stato più difficile prepararla dal punto di vista psicologico. Anche perché tra il podio del 2012 e la vittoria del 2018, ho avuto tre ritiri. E ciò è stato difficile da affrontare a livello mentale: quando sai di aver fatto degli errori, non è, infatti, immediato riuscire a staccarsi da questi pensieri e dirsi che quella che si sta vivendo, è la volta buona. Posso dire che sono stata l’unica al mondo a essere riuscita a avere un podio nel 2012 e vincere sei anni dopo. Questo dato riflette una solidità che mi caratterizza e di cui sono molto fiera.

Quale significa ha per lei la parola resilienza? Come l’ha imparata?

Trovo che sia una parola abusata e non mi piace molto utilizzarla. Credo che sia la capacità di incassare i colpi e fortificarsi. La vita per forza mette difronte, molte volte, a situazioni difficili e credo si possano avere due tipi di atteggiamenti: soccombere e abbassare il proprio livello e le proprie aspettative oppure fare in modo che quella cosa ti fortifichi. A me piace sempre fare un’analogia con il corpo umano: quando ti fai una frattura, il callo osseo diventa più grosso e più forte dell’osso precedente. A me succede proprio così. Magari mi capita una battuta d’arresto o una porta in faccia, questo mi fa sempre diventare più coriacea. E tutte le esperienze e le prove che ho attraversato e superato, anche quando facevo snowboard, mi hanno aiutato a essere ogni giorno più resiliente.

Quali sono i suoi sogni oggi?

Consapevole dei risultati e delle soddisfazioni raggiunte, mi chiedo perché non averne altri? Certamente non voglio fermarmi e se troverò qualche altro sport in cui cimentarmi, lo farò sicuramente. Non ho ancora un’idea precisa, ma voglio provare nuove esperienze. Ma è ancora tutto da costruire.

Francesca Canepa, nata il 14 settembre 1971, è un’atleta professionista versatile ed è mamma di Matteo e Tobia, rispettivamente di 16 e 13 anni. Ha conseguito la laurea specialistica in Psicologia Generale e Sperimentale all’Università di Bologna. Nel 2018 è stata la prima donna italiana a vincere l’Ultra Trail du Mont Blanc. Snowboarder e runner professionista a livello internazionale, è un esempio di come nulla sia impossibile e come ogni giorno sia quello giusto per mettersi alla prova e sfidare i propri limiti.

 

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