Li conoscete i quattro principi della resilienza?

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“Viviamo in quella che Bauman ha definito società liquida, siamo privi di certezze e punti di riferimento, in un contesto simile è indispensabile che l’adulto rimanga ottimista, che sappia rispondere alle frustrazioni e sia capace di automotivarsi; per fare ciò deve vedere gli eventi negativi come momentanei e circoscritti ed essere convinto di poter esercitare un certo controllo sulla propria vita. L’obiettivo è quanto mai ambizioso per questo abbiamo bisogno di principi che ci facciano da guida” – ci spiega Leonilde Perdonò, pedagogista, consulente genitoriale e formatrice.

Il primo principio della resilienza: la caparbietà.
Di fronte ad un sogno o un’ idea che sentiamo nostra l’unico atteggiamento che ripaga è la tenacia, incamminiamoci e poi strada facendo calibreremo il tiro, aggiusteremo la rotta.

Il secondo principio della resilienza: prevenire gli ostacoli.
È indispensabile sviluppare una certa abilità nel filtrare le paure e prevedere quali potrebbero essere gli scogli più grandi da superare sia nell’ambiente che ci circonda che dentro di noi.

Il terzo principio della resilienza: scegliamo le persone utili.
Tra noi e il nostro obiettivo troveremo una serie di persone che ci osteggeranno o non crederanno in noi, questa sarà la nostra personalissima palestra per imparare a trovare soluzioni alternative e creative ai problemi che ci presenteranno, è opportuno a questo punto scegliere le persone utili e nutrirsi dell’energia di chi invece in noi ci crede.

Il quarto principio della resilienza: il giusto sguardo
Per bilanciare la visione della tua vita, calibrare il dispiacere delle tue pene basta allarga lo sguardo e guardare sempre a chi sta peggio di te, questo ti darà immediatamente una iniezione di fiducia e ottimismo.

Leonilde Perdonò è pedagogista, consulente genitoriale e formatrice. www.pedagogistamacerata.com

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