“Non è sbagliato commettere degli errori, ma rifiutarsi di osare per paura di sbagliare”

Daria Sessa
Daria Sessa è Life Coach e autrice di Balance, che permette alle persone di scoprire cosa fare per vivere meglio ed essere più felici

La parola a Daria Sessa, Life Coach e autrice di Balance, che permette alle persone di scoprire cosa fare per vivere meglio ed essere più felici.

Ha dichiarato: “da alcuni anni che mi impegno per muovermi dal perfezionismo verso l’eccellenza, ovvero per passare dal concetto di il/la migliore al concetto di miglioramento. E la differenza è sostanziale: essere “i migliori” significa inevitabilmente criticarsi mantenendo un perenne stato di insoddisfazione, perché realisticamente possiamo davvero credere di arrivare a essere perfetti?”. Ce ne può parlare?

Conosci il detto: “Non appena senti di essere maestro in qualcosa, preoccupati di essere subito allievo in qualcos’altro”? Questo è il concetto di eccellenza: crescere e migliorare nella consapevolezza di non poter mai, e sottolineo mai, essere perfetti. E varcare i limiti angusti della perfezione permette anche di considerare quanto l’umana fallibilità sia in realtà un dono utile a spronare ciascuno di noi a crescere e migliorare. Perché fortunatamente c’è e ci sarà sempre qualcosa di nuovo da apprendere in ogni contesto, momento e situazione. Del resto, come dicevamo, nessuno è perfetto!

Sul tuo blog hai scritto: “Non ci si rende grandi per la propria infallibilità. Ci si rende grandi per la capacità che si ha di rialzarsi dopo ogni caduta e per l’attitudine a muoversi costantemente in direzione del proprio obiettivi a dispetto delle difficoltà e delle avversità”. Come è possibile comprendere che la perfezione non significa assenza di problemi, ma è legata allo sviluppo della propria resilienza e all’evoluzione personale?

Così come possiamo decidere cosa indossare al mattino o che tipo di alimentazione seguire, non abbiamo la facoltà di scegliere o controllare le risposte delle persone che ci circondano né gli imprevisti della vita. Esistono situazioni e circostanze che, indipendentemente dalla nostra volontà, semplicemente capitano. E all’interno di queste premesse è ideale non tanto credere che i problemi possano sparire – sappiamo tutti che è inverosimile – quanto piuttosto allenare la nostra capacità di rialzarci da ogni caduta, la cosiddetta resilienza. Forte non è colui che non cade mai, ma colui che cade 8 volte e si rialza 9.

Sbagliare e commettere errori può essere visto anche una grande opportunità?

Assolutamente sì. Anzi, l’errore è proprio credere che gli sbagli siano fini a se stessi e non servano a nulla. Ogni volta che siamo a terra ci troviamo anche nella posizione ideale per raccogliere qualcosa, e sarebbe una grave spreco di opportunità non afferrare l’insegnamento custodito in ogni esperienza felice o dolorosa che sia. Pertanto evitiamo di credere sia doveroso non commettere nessun errore – è una convinzione molto limitante e depotenziante – e impegniamoci piuttosto a fare ogni giorno degli errori diversi. Impegniamoci a fare di ogni esperienza una variabile di conoscenza. Perché non è sbagliato commettere degli errori, ma rifiutarsi di osare per paura di sbagliare.

 

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