Perché cambiare fa così paura?

Cambiare; Comfort Zone
Salvatore Panza è psicologo, psicoterapeuta e ipnotista (https://www.salvatorepanza.it)

“La zona di comfort rappresenta un sostegno per ciascuno di noi perché il nostro cervello ha bisogno di sicurezze. È come se si trattasse di un recinto all’interno del quale abbiamo la sensazione di avere delle certezze e in cui ci sentiamo a nostro agio. Le attività all’interno di questa zona di comfort non sono nient’altro che le nostre abitudini, le cose che facciamo sempre, che sappiamo fare e che ci fanno sentire tranquilli e rilassati. A queste consuetudini positive, si aggiungono anche quelle negative, come ad esempio il fumare e, in generale, tutte le dipendenze che rappresentano un modo per compensare stati d’animo non favorevoli e per darci una sensazione di piacere e sicurezza. Però un altro bisogno indispensabile per ogni cervello è anche quello di crescere e di migliorarsi. Pena, se non facciamo questo tipo di evoluzione, l’arrivo di sintomi sgradevoli. Quindi, arrivati a un certo punto e dopo esserci crogiolati nella zona di comfort, il nostro cervello ci chiede nuovi stimoli. E questo inizia a crearci qualche problema perché, al di fuori della zona di comfort, c’è l’insicurezza e, molto spesso, l’emozione della paura, che cerca di spingerci a rimanere all’interno del recinto di comfort. Fuori dalla zona di comfort ci sono i cambiamenti che sono sempre dei miglioramenti, però c’è l’incertezza perché il cervello non ha mai affrontato quella determinata attività o situazione. All’inizio, quindi, proviamo un po’ di ansia e timore, ma se continuiamo semplicemente a insistere, a provare e riprovare a svolgere quell’attività, a installare una nuova abitudine, a mettere in atto qualche comportamento nuovo che non faceva parte del nostro solito schema, ecco l’insicurezza si trasforma molto presto in sicurezza. Iniziamo così a sentirci tranquilli anche in queste nuove azioni. In questo modo allarghiamo il recinto della zona di comfort e stiamo diventando più forti e più maturi” – spiega Salvatore Panza, psicologo, psicoterapeuta e ipnotista.

Come è possibile superare i timori che bloccano una persona nella comfort zone?

Innanzitutto affrontare la nuova situazione fuori dalla propria zona di comfort in maniera molto graduale. Quindi, ad esempio, se fumiamo, 20 sigarette, possiamo iniziare a scalare gradualmente a 19 per un paio di giorni, per il tempo che ci permette di abituarci a quella nuova quantità di nicotina. Poi possiamo scalare ancora a 18, 17 e così via. Comportandoci in questo modo, abituiamo il nostro corpo e il nostro cervello a non sentire una grande sofferenza, ma anche, piano piano, a evolverci e raggiungere il nostro obiettivo, che può essere quello di smettere di fumare. Un primo consiglio è quello di spezzettare in piccole parti il cambiamento che vogliamo effettuare. Perché se lo facciamo tutto insieme, il cervello si spaventa, le emozioni sono troppo forti e, non conoscendo delle strategie e tecniche per affrontarle, si rischia di bloccarsi o retrocedere nella zona di comfort. L’altro consiglio che potrei dare è quello di imparare qualche tecnica di rilassamento per imparare a gestire la respirazione e la tensione muscolare per sapersi gestire nei momenti critici. Perché appena il cervello si spaventa, ad esempio per una nuova attività, i primi parametri su cui interviene sono il battito cardiaco, la respirazione e la tensione muscolare.

 

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