Qual è il segreto per trovare l’equilibrio interiore?

Equilibrio Interiore, Coronavirus
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La parola a Elisabetta Paoletti, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

Spesso si sente dire che prima di stare bene con gli altri, bisogna essere in grado di stare bene da soli. Qual è il segreto per trovare l’equilibrio interiore?

“È vero che per stare bene con gli altri è necessario saper stare bene da soli, ma è anche vero che per stare bene da soli dobbiamo avere delle relazioni intorno a noi che funzionano. Noi siamo il prodotto della nostra storia e le nostre modalità relazionali sono figlie delle nostre prime esperienze con le figure familiari e delle esperienze formative e correttive successive. Quando abbiamo avuto un’esperienza primaria positiva con delle relazioni affettive rassicuranti, all’interno delle quali ci siamo sentiti amati e apprezzati, queste diventano per noi dei punti di riferimento stabili e impariamo anche a tollerare la solitudine. Questo avviene perché abbiamo interiorizzato il senso di amabilità di noi stessi e lo stare soli diventa una condizione necessaria e complementare allo stare insieme agli altri. Quando le nostre relazioni non hanno funzionato e quindi non ci siamo sentiti voluti e pensati, la solitudine è vissuta come la rievocazione della sensazione di rifiuto o di allontanamento che abbiamo sperimentato in tali esperienze relazionali e la percepiamo sempre come una condizione imposta e non piacevole. Ciò non significa che chi non ha avuto delle esperienze “ottimali” nella vita non potrà mai trovare un equilibrio interiore, ma deve avviare un percorso di consapevolezza e conoscenza di se stesso e delle propria storia che permetterà di dare un significato nuovo e diverso a tali sensazioni. Nel momento in cui conosciamo le motivazioni delle nostre reazioni, possiamo comprenderle meglio e questo ci consente di poterle modificare, per poter arrivare al cosiddetto equilibrio interiore. Quello che ci mette in difficoltà con gli altri, infatti, sono spesso reazioni emotive e comportamentali che sono automatiche e che noi non sappiamo gestire. A tutti noi è capitato di sentirci in ansia, di arrabbiarci o di provare angoscia di fronte a una parola, a una situazione o a un atteggiamento di una persona senza saper il reale motivo di quella reazione. Reazione che però ci ha messo in difficoltà e che ha creato problemi nel rapporto con le persone con le quali condividevamo quel momento. Ad esempio, se abbiamo avuto nella crescita esperienze nel quale ci siamo sentiti abbandonati e non ne siamo consapevoli, sarà possibile che reagiamo a una mancata risposta a un messaggio con un’intensità emotiva simile a quella dell’abbandono, perché la nostra mente si attiva con le stesse emozioni in situazioni simili, seppur molto diverse per significato. Essere consapevoli della propria storia e delle proprie reazioni, quindi dargli un senso, ci aiuta a gestire la nostra emotività e a regolare il comportamento con l’altro. Ciò migliora le relazioni e il nostro stato di benessere generale”.

 

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