Quali caratteristiche dell’inverno incidono sul nostro umore?

Inverno, Umore
La psicologa e psicoterapeuta Alessia Romanazzi

L’intervista alla psicologa e psicoterapeuta Alessia Romanazzi

Con l’arrivo della stagione fredda e le giornate più corte possono aumentare le azioni compensatorie dei cosiddetti “comfort food”. Quali possono essere, invece, le strategie da mettere in campo per affrontare al meglio a livello psicologico questa tendenza?

I comfort food hanno la caratteristica di essere molto “immediati”, possono essere consumati in fretta e senza pensieri. Qualunque altra strategia altrettanto immediata risolve il problema solo in apparenza, in realtà va a fare lo stesso lavoro: non ascoltarsi e darsi un finto conforto. Un’idea alternativa potrebbe essere quella di predisporre uno spazio, fisico e/o temporale, all’interno del quale ascoltarsi e concedersi tempo. Mi viene in mente la parola “hygge”, che conferisce un senso di calore e accoglienza.

In questo periodo emerge anche il disturbo affettivo stagionale (SAD), anche noto come depressione d’inverno. Quali sono i consigli per combatterlo?

Come si combatte la gioia? Se la domanda appare curiosa, siamo sulla strada giusta. Son dell’idea che le emozioni, anche quelle più difficili e disturbanti, non possano e non debbano essere combattute. Se arrivano, ci comunicano qualcosa e quel qualcosa va ascoltato. Potremmo iniziare chiedendoci cosa accade in inverno e cosalo rende, per noi, diverso dalle stagioni calde. Quali caratteristiche dell’inverno incidono sul nostro umore? Di cosa avremmo maggiore bisogno? Come possiamo prenderci cura di quel bisogno lì? Non intendo necessariamente grosse cose. Un esempio potrebbe essere: “Mi butta giù il fatto che le giornate siano corte. Collego il buio a un senso di freddo e tristezza. Entrare in casa e vedere candele e lucine accese, però, mi regala una sensazione di calore che contrasta quel freddo”. Ecco, forse il “combattere” potremmo tradurlo così.

Come è possibile trasformare l’inverno in un momento positivo a livello psicologico?

Torno sul tema “hygge”, che prendo in prestito dai paesi nordici, dove l’inverno è certamente lungo, freddo e buio. È difficile da tradurre, ma rimanda a un’atmosfera accogliente, familiare, che dona sicurezza e calore. Mi piace perché non corrisponde a un preciso modo di vivere, non sciorina regole preconfezionate, bensì ci accende un’emozione e siamo poi noi a decidere come riempirla e viverla. Nella pratica, potremmo creare una moodboard, una bacheca al cui centro scrivere la parola “inverno” e intorno porre immagini, parole e idee che, a seconda del nostro modo di essere, possono aiutarci a viverlo meglio. Nella mia ci sarebbero sicuramente: una coperta, un caminetto acceso, una candela profumata e una tisana dolce.

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