Riprenditi il tuo tempo!

Slow Time
Foto di nile da Pixabay

Rallentare significa focalizzarsi sulle cose fondamentali e su quelle che determinano il significato della nostra esistenza. Perché la scelta di uno stile di vita con un ritmo più slow influisce in modo benefico sulla salute, l’umore e il comportamento e migliora le relazioni con gli amici, la famiglia, la comunità, il proprio paese e il mondo. L’intervista a Samuele Corona, psicologo professionista che si occupa di Psicologia Clinica, Formazione e Coaching

Rallentare il ritmo e ricollegarsi ai valori fondamentali, concedersi più libertà, ascoltarsi, aprirsi agli altri, dare più tempo ai propri cari, ritrovare le energie immersi nella natura, reinquadrare il proprio lavoro, mangiare sano: sono tutti elementi che sono alla base di una slow life. Perché è così importante rallentare?

È importante rallentare per riappropriarsi del proprio tempo e della tranquillità di creare connessioni significative con le persone, con la natura, con il lavoro, con il nostro corpo e con la nostra mente. In Occidente il tempo viene percepito come una risorsa finita che si sta prosciugando. O lo usi, o lo perdi; quindi cosa facciamo? Cerchiamo di fare più cose in sempre meno tempo. Rallentare ci permette di meditare sul tempo che viviamo, anziché essere perennemente concentrati sulle cose con cui dovremmo riempire questo tempo. Rallentare significa focalizzarsi sulle cose fondamentali; su quelle che determinano il significato della nostra esistenza. Rallentare ci permette di essere più attenti, più ricettivi nel “momento presente” e spendere consapevolmente il tempo di cui disponiamo.

La slow life, hai dichiarato in tuo post, è un’arte di vivere che punta ad alleggerire le giornate, a frenare l’iperattività per concentrarsi sull’essenziale, vivere il momento presente e realizzare il proprio potenziale. Quali sono i primi passi da fare per iniziare a muoversi in questa direzione?

Vi sono due regole fondamentali per approcciarsi alla filosofia slow life. La prima regola dice che occorre evitare di fare due cose insieme: godersi a fondo un’esperienza significa dedicarvi la giusta attenzione senza essere distratti da altre attività. La seconda regola riguarda la scelta dei cibi sani, possibilmente stagionali, e cucinare ricette semplici da condividere a tavola. Il punto di partenza è diventare consapevole di quello che sei, che non corrisponde a quello che fai ogni giorno. Occorre fare il punto dei comportamenti abituali che vorremmo modificare e rivedere le nostre priorità. Tutti noi siamo circondati da stimoli che innescano delle abitudini. Prendi ad esempio lo squillo di notifica whatsapp del tuo smartphone, è un incentivo per controllare i nuovi messaggi. Una volta compreso che determinati stimoli possono indurre comportamenti abituali, puoi usare questa conoscenza per cambiare le tue abitudini.  Possiamo allora pensare di decondizionarci, giorno dopo giorno, con dei piccoli cambiamenti quotidiani che pian piano trasformano il nostro stile di vita, in modo da sentirci in armonia con noi stessi. Il cambiamento è il prodotto di piccole abitudini quotidiane, non delle trasformazioni che si fanno una sola volta nella vita. Spesso trascuriamo di fare piccoli cambiamenti perché non sembrano molto rilevanti sul momento ma nell’arco dei tanti momenti che compongono una vita, quelle scelte determinano la differenza tra chi siamo e chi potremmo essere. Dire “Mangerò meglio” senza aver stabilito un piano d’azione è difficile ottenere risultati. Puoi iniziare ad esempio sostituendo lo snack fuori pasto con un frutto di stagione, un piccolo cambiamento al giorno per un mese. Il secondo mese puoi provare ad introdurre due cibi sani al giorno e così via…Se vuoi dedicarti al tuo “progetto nel cassetto” che hai sempre rimandato per mancanza di tempo, puoi iniziare dal 20%. Puoi dedicare un 20% del tuo tempo a lavorare sul tuo progetto che ha senso solo per te, senza controllo alcuno. È una strategia che ha funzionato in grosse aziende come Google. Ogni impiegato dedica il 20% del proprio tempo a un progetto che nessun superiore controlla, su cui ha scelto di lavorare perché crede che possa generare valore. Così sono nati i servizi Gmail, Google News e Google Adsense. Infine possiamo aiutarci con la meditazione Mindfulness per imparare a percepire il momento presente, riportare la calma dentro di noi, gestire lo stress e sentirci più leggeri al lavoro.

Slow life, secondo te, significa anche prendere coscienza di una globalità, di un tutto. Quando scelgo di acquistare il pane dal panettiere, anziché al supermercato per guadagnare tempo, permetto a un artigiano locale di lavorare, partecipo alla vita della mia comunità, creo un legame sociale e mi concedo qualcosa di buono. Ha anche una valenza sociale questa scelta di vita?

Molti avranno sentito parlare del movimento Slow Food, riguardante il cibo. È iniziato in Italia e si è diffuso in tutto il mondo. Il concetto principale è che ricaviamo più piacere dal nostro cibo e viviamo in maniera più salutare quando lo condividiamo, cuciniamo e mangiamo ad una velocità ragionevole. In seguito è nato un altro movimento chiamato Slow Cities e all’interno di questo movimento le città iniziano a ripensare l’organizzazione dell’architettura urbana in modo che le persone siano incoraggiate a rallentare e a relazionarsi con gli altri. Slow life è centrato sulla costruzione di relazioni significative, in contrapposizione alle relazioni veloci della nostra era, fatta di comunicazioni via social network che per darci accesso a tutto ci tolgono quello che è più importante e pienamente soddisfacente, il contatto umano. Slow life migliora le relazioni con gli amici, la famiglia, la comunità, il proprio paese e il mondo. Sopravviviamo e prosperiamo perché ci sono gli altri, quindi direi che la capacità di stabilire legami è forse la più importante da coltivare.

Quali sono i principali benefici dello slow life style?

Direi benefici fisici e mentali. Slow life influisce in modo benefico sulla salute, l’umore e il comportamento. Possiamo riscoprire le nostre qualità più profonde e dare più spazio alla creatività. Il corpo, costantemente sollecitato da numerosi stimoli, è il primo a trarre benefici dal rallentare. L’idea è quella di portare attenzione ai segnali del corpo, cercando di ritrovare il proprio ritmo naturale. Il cervello è una macchina lenta e, nel tentativo di imitare le macchine veloci, andiamo incontro a frustrazioni e affanni. La mente si concentra spesso su avvenimenti accaduti in passato, ciò che verrà dopo o sull’idea del come dovrebbe essere il futuro. Spesso l’attenzione si è cristallizzata su quello che preoccupa e non su ciò che la persona vorrebbe fare. Modificando questa abitudine mentale e focalizzandosi sul presente si ottengono importanti benefici alla struttura stessa del cervello, così come al suo funzionamento. Per questi scopi può essere utile praticare la meditazione mindfulness. La meditazione di consapevolezza (Mindfulness) può prevenire il rischio che le normali sensazioni di ansia, stress e tristezza ci spingano in una spirale discendente verso periodi prolungati di infelicità e di esaurimento. Vorrei porre l’accento sul prevenire perché molte persone decidono di rallentare solo quando sono “logorate”, sovraccaricate, o sopraggiunge una malattia. Tipo un bel esaurimento nervoso, quando il corpo non ce la fa più e si arrende. Molti studi hanno dimostrato che chi medita con regolarità va meno spesso dal medico e passa meno giorni in ospedale. La memoria migliora, s’incrementa la creatività, i tempi di reazione si fanno più veloci.

Rallentare possiamo dire che riguardi anche la capacità di vivere meglio e di gustarsi più profondamente la vita?

Sicuramente. Rallentare contribuisce a mettere in moto risorse e ad essere più coerenti con se stessi, con l’ambiente che ci circonda e con i propri valori. Rallentando consapevolmente ci ricolleghiamo alle nostre sensazioni più profonde facendo di tutto per dedicare il nuovo stile di vita al piacere in modo rispettoso e sostenibile.

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