In un mondo dove tutto transita sulle pagine dei social network, la pubblicità passa attraverso nuove figure professionali, conosciute come influencer. Si tratta di persone in grado di dettare stili e trend facendo uso della propria immagine. Chiara Ferragni, Mariano Di Vaio, solo per citare i più famosi, hanno creato la loro fortuna con questo lavoro. E se c’è chi lavora a lungo per diventarlo, c’è chi invece lo diventa per caso. È il caso di Lyn Slater, l’insegnante newyorkese di 64 anni diventata un’icona fashion qualche anno fa. Ecco chi è Chi è Lyn Slater.

Chi è Lyn Slater: influencer… per caso

Stava bevendo un caffé con un amico al Lincoln Center a New York durante la Fashion Week di settembre 2014, quando fotografi e giornalisti si sono accorti di lei e hanno cominciato ad immortalarla. Saranno stati forse il suo caschetto grigio-bianco, la borsetta di Chanel e l’abito Yamamoto, o una sicurezza e uno stile unico, non si sa. L’unica cosa che è certa, è che da quell’autunno di qualche anno fa Lyn è diventata un’influencer di fama mondiale.

“Tu sei un’icona per caso”, pare le abbia detto il suo amico e lei ha deciso di chiamare il suo blog proprio così: accidentalicon.com.

Chi è Lyn Slater
Lyn Slater e Leah Cooper a New York. Photo credits Getty Images

La moda non ha età

Dal 2014 ad oggi Lyn è diventata un modello di stile per “donne normali” che come lei fondano a loro vita sull’intelligenza, la cultura e la passione per la moda.

Il blog raccoglie i suoi outfit cittadini, adatti per una donna colta e disinvolta che è sicura del suo corpo. Come ogni influencer che si rispetti, è spesso vista nel front row delle maggiori sfilate della Grande Mela e ha aperto anche un profilo Instagram, Accidental Icon, con quasi 500 mila follower.

Come modella è rappresentata dall’agenzia Elite di Londra e ha posato per diversi brand internazionali. A dimostrazione della sua grande intelligenza, ha deciso di rimanere al passo con i tempi e iscriversi a un corso sui social media all’Institute of Technology di New York. Chi l’ha detto che i social sono dunque solo per i Millennials?

Photo credits: Getty Images

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