“Ciò che non cambierà mai è la mia etica”

Francesco Saverio Russo,
Francesco Saverio Russo, classe '84, è marchigiano di nascita e toscano di adozione. Saverio - così preferisce essere chiamato – è un wine blogger che informa e forma dalla vigna al bicchiere attraverso contenuti che spaziano dall'agronomia allo storytelling, passando per punti di vista sempre equilibrati e puntuali sui temi enoici più dibattuti.  Da oltre 15 anni ha dedicato la sua vita al mondo del vino girando per gli areali vitivinicoli italiani per incontrare vignaioli e produttori, assaggiarne i vini e condividerne le gesta. È stato annoverato più volte, negli ultimi anni, fra i più importanti wine communicator a livello italiano e internazionale in virtù dell'importante afflusso di visitatori del suo wineblogroll.com e dei suoi followers sui social network

Sei un wine blogger, wine writer e wine educator di grande successo. Ma come nascono la tua passione per il vino e per le tue professioni legati a esso?

Il vino è entrato nella mia vita a gamba tesa, in maniera fortuita, come spesso accade per le grandi passioni e per i grandi cambiamenti. È proprio da un periodo di profondo e repentino cambiamento che mi ha visto abbandonare la mia terra natia – le Marche – in maniera non poco dolorosa, che tutto è nato. A casa mia il vino non era consuetudine, eppure da bambino mi ritrovavo spesso a giocare tra le vigne di Verdicchio, dove più avanti avrei fatto le mie prime vendemmie. I colori della vigna, i profumi e i sapori dell’uva matura hanno sempre fatto parte di me, ma non il vino! Per anni, ho fatto sport a livello agonistico e il vino era un tabù da infrangere con moderazione solo in rare occasioni. Diciamo che poi mi sono rifatto con gli interessi! È stato proprio nel momento in cui ho dovuto abbandonare lo sport, la mia casa, parte della mia famiglia che mi sono ritrovato in una terra nuova – la Toscana – a dover affrontare una serie di sfortunati eventi – che non starò qui a raccontarvi nel dettaglio –, ma… il vino era lì! Non per farmi dimenticare, bensì per farmi ricordare quanto la natura sia capace di insegnarci a vivere, nonostante tutto e tutti, nell’incertezza degli accadimenti, ma sempre con tenacia e positività. Sin dal principio la mia ricerca è stata orientata verso i territori, i vignaioli e le proprie vigne, ancor prima che verso la bottiglia in senso stretto. Ho deciso di dedicare la mia vita al vino e in particolare a quello della nostra Italia, viaggiando circa 300 giorni l’anno e toccando praticamente tutti gli areali del Bel Paese alla ricerca di vigneti da condividere, di storie da raccontare e di vini da selezionare.

Qual è il senso di responsabilità che ti deriva dal fatto di avere così tanti follower?

Ti ringrazio davvero per questa domanda! La responsabilità e il rispetto nei confronti di chi ci legge e ci segue è fondamentale, in quanto ciò che andremo a comunicare verrà recepito con fiducia. Questo significa che dare informazioni errate o pubblicare contenuti superficiali e lacunosi può indurre a forti flussi di disinformazione che, purtroppo, proprio a causa di “comunicatori” improvvisati e, spesso, autodefinitisi influencer, sta dilagando sul web e sui social negli ultimi anni. Quando si pubblica un articolo, un post sui social o si parla a un pubblico di avventori winelover durante una video conferenza, un convegno o una masterclass il senso di responsabilità è e deve essere forte. Fare esperienza e formarsi non deve diminuire l’attenzione ai dettagli, anzi deve aumentare la volontà di dare contenuti ancor più precisi e approfonditi. Come mi capita di dire spesso “non sarei nessuno senza chi il vino lo fa e chi il vino lo ama, lo acquista e lo beve”, quindi massimo rispetto e grande responsabilità nei confronti del “pubblico” ma anche dei vignaioli e dei produttori senza i quali non avrei nulla da condividere e raccontare.

Cosa ti rende realmente felice?

Mi rende felice viaggiare e scoprire nuove realtà, magari arrivando “per primo” in vigne e cantine dal grande potenziale ma che non sono ancora state raccontate da nessuno; mi rende felice camminare nei vigneti mentre ascolto le storie dei vignaioli o gli insegnamenti dei tecnici che ho avuto modo di incontrare durante il mio incessante girovagar enoico; mi rende felice condividere qualche buona bottiglia alla cieca con amici capaci di apprezzare il vino senza aver bisogno di conoscerne la provenienza, l’”etichetta” o il prezzo. Insomma, mi rende felice ciò che faccio, per quanto la mia vita dall’esterno possa sembrare molto più semplice di ciò che è veramente, visti gli oltre 100.000 km che ormai faccio ogni anno in auto – voli, treni e traghetti esclusi – per appagare la mia sete di… curiosità.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Domanda che arriva in un momento davvero particolare, in cui sono passato dal timore di dover rivedere alcune priorità a causa del covid-19 – che ha fatto saltare gran parte degli impegni che avevo nella prima parte del 2020 – all’avere l’agenda piena fino a dicembre. Agenda che contempla, giustappunto, 4 importanti progetti presenti e futuri: partire con i corsi di formazione di wine business e comunicazione del vino che condurrò al Palagurmé di Pordenone e con le masterclass che porto in giro per l’Italia; la creazione di una linea di calici tecnici di grande qualità – sia soffiati a bocca sia a macchina – in collaborazione con un’importanza azienda italiana; la pubblicazione di un libro al quale lavoro da più di un anno e che confido di terminare per l’aprile 2021; proseguirà il mio ruolo di ambassador del Ruchè che mi vedrà impegnato nel far conoscere a livello nazionale una delle più interessanti denominazioni piemontesi. Per il resto, continuerò a viaggiare e a condividere le mie esperienze enoiche tramite il mio wine blog e i miei canali social, nonché attraverso alcune importanti riviste internazionali con le quali ho maturato un rapporto di reciproca stima nel corso degli ultimi anni. Ciò che non cambierà mai è la mia etica che da anni mi porta a scrivere di vino in maniera totalmente scevra da mere dinamiche di marketing o commerciali. Nessuna cantina pagherà mai per vedere pubblicato da me un contenuto ad essa dedicato.

Francesco Saverio Russo, classe ’84, è marchigiano di nascita e toscano di adozione. Saverio – così preferisce essere chiamato – è un wine blogger che informa e forma dalla vigna al bicchiere attraverso contenuti che spaziano dall’agronomia allo storytelling, passando per punti di vista sempre equilibrati e puntuali sui temi enoici più dibattuti.  Da oltre 15 anni ha dedicato la sua vita al mondo del vino girando per gli areali vitivinicoli italiani per incontrare vignaioli e produttori, assaggiarne i vini e condividerne le gesta. È stato annoverato più volte, negli ultimi anni, fra i più importanti wine communicator a livello italiano e internazionale in virtù dell’importante afflusso di visitatori del suo wineblogroll.com e dei suoi followers sui social network.

 

 

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