Cocktail revolution, nuove tendenze tutte da bere con il mixologist Diego Ferrari

Il mixologist Diego Ferrari parla della sua rivoluzione: Cocktail Low Alcohol, bere ma solo alcolici sotto i 21 gradi. Ne parla sulle pagine di febbraio di Voilà.

Dimenticate Appletini, Cosmo e Manhattan, è in atto una cocktail revolution che cambierà per sempre il vostro modo di bere. Su Voilà di febbraio abbiamo parlato di nuove tendenze dietro il bancone con il mixologist Diego Ferrari. 

Diego Ferrari è uno dei mixologist più famosi in Italia e in Europa e per il vecchio continente è il brand ambassador di Matusalem Rum. È anche autore della bibbia del bere bene e con poche dosi di alcool, Cocktail Low Alcohol. La rivoluzione in atto nel mondo dei cocktail parte dai colori o meglio dalla parola stessa: “Alcune leggende narrano che la parola cocktail abbia diverse fantasiose origini, ma la più accreditata è che provenga dai colori brillanti derivanti dalla miscelazione di diversi ingredienti, così variopinti da ricordare i colori della coda del gallo. Da qui il nome combinato cock-tail”.

Grazie a quest’alternanza di colori e sensazioni si è evoluto il mestiere di bartender in un secolo e mezzo di storia:

L’alternarsi di diverse categorie di cocktail ha arricchito ulteriormente questa visione grazie al continuo studio e il lavoro dei bartender, oggi conosciuti come mixologist. 

Un’altra delle caratteristiche più amate e innovative dei cocktail è la loro “presa” su Instagram:

L’instagrammabilità padroneggia e uno scatto bello o meno bello può fermare il tempo in un preciso momento della nostra giornata.

Il colore dei nostri cocktail poi ha anche una connessione con il nostro appetito, parafrasando il proverbio l’appetito vien bevendo. Come spiega Ferrari lo Spritz per via del suo colore arancione è il classico drink da aperitivo: “Drink rossi e arancioni sono indirizzati e consumati prevalentemente nella fascia aperitivo. Sembrerebbe che questi colori stimolino subconsciamente l’appetito e classifichino questi cocktail o bevande nella fascia giornaliera da noi italiani più amata”. 

Il mixologist ha anche dedicato un libro ai cocktail a basso contenuto alcolico, un volume nato per caso quando era il bartender del bistrot del Muba, il Museo dei bambini di Milan, e che si inserisce in una tendenza sempre più diffusa bere ma con moderazione:

Il comune imponeva di non utilizzare superalcolici superiori ai 21 gradi. Rispettando questa clausola, io e il mio team abbiamo scoperto ricette e ingredienti incredibili dandoci l’opportunità di creare qualcosa di nuovo. 

Il trend è stato poi aiutato dalla diffusione in tutto il mondo del “bere consapevole” che hanno reso Ferrari e il suo team fra i precursori del Low Abv. Su Voilà di febbraio trovate anche due ricette di cocktail il Lupin III e il Big Apple. Voilà di febbraio si può scaricare per i dispositivi Apple e Android, l’ultimo numero lo trovate qui per Apple e qui per Android.

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