come vestirsi tempo libero
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Ricordate il “vestito della festa“? E’ forse uno dei fatti di costume che più evidentemente ci fa capire come sia cambiato radicalmente il mondo. Come vestirsi tempo libero, infatti, è una questione assolutamente moderna, tipica dei nostri tempi. Che una volta, nell’uomo dell’antichità ma anche per la generazione dei nostri nonni e forse dei nostri padri, non era per nulla considerata o concepita decisamente “al contrario”.

Ed è molto interessante analizzare questo fenomeno. Non aspettatevi dunque un banale post dove vi diciamo che per il tempo libero dovete indossare vestiti comodi, farvi trovare pronti in caso di pioggia o mettervi il cappellino sul capo se siete al sole. Di quel genere di articoli è pieno il web. Noi proviamo ad essere un po’ più originali: cosa si è indossato, nel tempo libero, nel corso della storia?

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Come vestirsi tempo libero: l’abito “fa” il monaco

Il vestito nel mondo antico – e per molti secoli successivi – aveva un chiaro significato comunicativo. Serviva a manifestare subito il proprio “status”. Poteva essere il proprio livello sociale, il “clan” cui si apparteneva, la propria professione o la propria disponibilità economica.

Insomma, non esisteva, in origine, un outfit per il tempo ordinario ed uno per il tempo libero. E questo, non tanto perché il concetto di tempo libero fosse particolarmente diverso da quello di oggi. Un soldato era vestito sempre da soldato, sia che fosse in caserma a riposare sia che fosse sul campo di battaglia. E così un senatore romano, un nobile, un carpentiere o un contadino. Il quale, naturalmente, di tempo libero ne aveva pochissimo o non ne aveva affatto.

E’ stato con l’evolversi del concetto di “lavoro” da una parte e con la “sacralizzazione” delle feste che ha cominciato a nascere una differenziazione fra il modo di vestirsi nei diversi momenti della giornata o della settimana. Ci sono ancora, di tanto in tanto, persone che si vestono sempre allo stesso modo, in genere per affermare una propria appartenenza. Ma si tratta di casi sempre più rari.

come vestirsi tempo libero
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Come vestirsi tempo libero: l’inversione dell’abito da lavoro

Si può dire che il “vestito per il tempo libero” sia nato come “vestito della festa”. La logica che infatti si è sviluppata nella cultura contadina tipica dell’Europa occidentale e dalla quale abbiamo attinto anche la nostra cultura attuale, era infatti quella della contrapposizione di questo al “vestito da lavoro”.

Il giorno della festa dunque – se in tutti i giorni feriali si indossavano le “scarpe grosse” – era quello dove tirare fuori l’abito migliore. Ed ancora oggi, sebbene sempre più raramente, si vedono anziani in giacca e cravatta girare per le città il sabato e la domenica. Sono nati ancora quando questa mentalità era ampiamente diffusa.

Poi è arrivato il progresso, le grandi aziende, i “colletti bianchi” ed una vera e propria rivoluzione nel modo di lavorare. E così la logica si è invertita. Essendo costretti a “vestirsi bene” al lavoro, il tempo libero è diventato lo spazio per il “casual”. Ovvero per essere comodi, svincolati dalle consuetudini, liberi dai vincoli. Ed è nato l’outfit per il “tempo libero”. Che poi, altro non è se non libero esso stesso.

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