Così è nato “Vite, storie di vino e di donne”

Vite, storie di vino e di donne
Il progetto nasce alla fine dell’estate 2020 dall’idea di due amiche, Agnes Antal e Vera Prada, professioniste della comunicazione e del marketing digitale, dal loro impegno per l’empowerment femminile e dalla passione per il vino che ha sempre contraddistinto la loro amicizia. Vite è il modo in cui hanno scelto di sostenere le produttrici vitivinicole italiane, duramente colpite dalla situazione economica conseguente alla pandemia

Come, quando e con che modalità nasce il progetto “Vite, storie di vino e di donne”?
Nel corso dell’estate 2020, avevo avuto modo di conoscere alcune produttrici vitivinicole italiane e di innamorarmi delle loro storie e del loro vino; allo stesso tempo, sentivo e leggevo di tante donne che sentivano la necessità di un sostegno in questo periodo difficile. Vite nasce dalla domanda: che cosa posso fare io? Ne ho parlato a fine ottobre con Agnes Antal, amica esperta in sales digitale, che con me condivide la passione per il vino e l’impegno per l’empowerment femminile. E così è nato Vite Storie di vino e di donne. Grazie a Vite infatti sosteniamo le produttrici vitivinicole italiane e, allo stesso tempo, doniamo la possibilità a tutte le donne di entrare in contatto con le loro storie, che raccontano di resilienza, coraggio e sogni da realizzare, e di scoprire i loro vini, prodotti italiani artigianali, unici nel loro genere, fatti con amore, competenza e vocazione.

Qual è il tratto comune che avete colto nelle storie di queste imprenditrici e produttrici vitivinicole italiane?
Sono donne molto diverse tra loro, provenienti da tutta Italia, accomunate dalla passione per il vino e dall’amore per la loro terra; dalla responsabilità nei confronti della loro famiglia, delle generazioni passate da cui hanno ereditato la vigna e delle generazioni future a cui vogliono lasciarla nel massimo rispetto della naturalità e del territorio; da un atteggiamento sostenibile e responsabile nei confronti dell’ambiente; dal coraggio di essere una “vignaiola” nel mondo vitivinicolo italiano ancora dominato dalla presenza maschile; dalla forza con cui hanno voluto essere protagoniste nelle loro aziende; dalla tenacia e dalla resilienza che le porta, di vendemmia in vendemmia, a trovare nuovi modi per restare su un mercato molto competitivo; e dalla tensione all’incontro con l’altra persona, che le spinge a investire molto nell’enoturismo e nelle esperienze di visita in vigna e in cantina: come noi, anche loro credono nella forza delle connessioni tra persone, tra donne, come strumenti per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissate.

Come stanno trovando la forza di andare avanti anche in un momento così complesso, a causa dell’emergenza sanitaria?
Ciascuna a suo modo, con la sua sensibilità e le sue caratteristiche. C’è chi si è concentrata molto sul prodotto, passando in vigna e in campagna gran parte delle quarantene; chi, invece, ha trovato il modo di aprirsi a nuovi esperimenti, come Vite, per esempio, o le degustazioni in diretta o, ancora, la consegna di vini a domicilio; chi, poi, ha trovato nella sfida una nuova spinta per esplorare e sperimentare qualcosa di nuovo nella vendemmia 2020. È stato molto bello per noi vederle aderire, tutte, a Vite con entusiasmo e con gioia. E non è finita qui: dopo Natale, prevediamo di accogliere sempre più produttrici vitivinicole per raccontare sempre più storie, più territori, più modi di essere donne e di fare il vino.

Quali sono i progetti che avete pensato per il Natale per supportare le donne che avete incontrato?
Ogni artigiana dell’uva, così amano definirsi le produttrici ospiti su Vite e noi abbiamo scelto di assecondarle in questo, ha aderito a Vite storie di vino e di donne proponendo un cofanetto degustazione. Ogni cofanetto contiene: un vino, che hanno scelto perché particolarmente rappresentativo della loro storia, della loro personalità o della loro terra; la loro storia, raccontata in formato testuale o video; e una degustazione guidata, in formato testo o video. Ogni cofanetto è accompagnato da un’illustrazione, che l’artista Mariachiara Tirinzoni ha voluto donarci per sostenere il progetto attraverso la sua arte. Abbiamo voluto inserire anche la degustazione guidata perché quello, quando si apre la bottiglia e si versa il vino in due bicchieri, è il momento in cui le due anime, quella della donna che ama il vino e quella della donna che lo produce si possono incontrare davvero. Perché le storie? Perchè siamo convinte che le artigiane dell’uva abbiano da donare anche ispirazione e forza a tante donne, che stanno facendo i conti con questo periodo difficile. Per Natale, abbiamo immaginato di farle incontrare.

Vera Prada è giornalista e brand storyteller freelance e si occupa di progettare racconti di persone e aziende sul web e sui social media. Per Vite storie di vino e di donne si occupa di storytelling, comunicazione e pubbliche relazioni. Il suo vino preferito è il Pinot Noir.

Agnes Antal è digital sales specialist, ha creato il vodcast #mydigitalife ed è stata community manager per il settore wine and food tech a Talent Garden Milano. Per Vite storie di vino e di donne si occupa di commerciale e vendite. Il suo vino preferito è il Rosè.

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