Paola Saia di Pois Gras (Photo Courtesy: Press Office)
Paola Saia fondatrice di Pois Gras (Photo Courtesy: Press Office)

Paola Saia, organizzatrice di eventi, ha una sola parola d’ordine: creatività. È questo che ha reso la sua agenzia, Pois Gras, una delle più gettonate. Questo soprattutto sul fronte degli addii al nubilato, dove riceve anche richieste dall’estero. Il motivo di tale successo sta nella scelta di temi e stili retrò: si va da Chez Tiffany, ispirato ad Audrey Hepburn a Jem & le Holograms.

Paola Saia e la sua Pois Gras

Come mai ha deciso di chiamare la sua agenzia di Pois Gras?
Volevo un nome simpatico, facilmente memorizzabile e con un tocco di francese. Durante il brain storming per la scelta del nome è capitato Pois Gras e mi è piaciuto subito.

Cosa significa per lei creare eventi non convenzionali?
Chi si rivolge a Pois Gras, spesso non sa esattamente che cosa vuole realizzare. Uno dei momenti più interessanti del mio lavoro è cercare di aiutare il committente. Farlo uscire dai soliti schemi razionali. Aiutarlo ad immaginare, sognare, visualizzare momenti, personaggi, suoni, sapori. Un viaggio nei 5 sensi per comprendere il tipo di esperienza che andremo a realizzare insieme.

Ci fa qualche esempio?
Il tema Gatsby per esempio è parecchio inflazionato, ma il nostro modo di vederlo e viverlo è differente dagli altri proprio per questo approccio. Creiamo un’esperienza completa e contemporanea con un tocco di eleganza e cultura vintage. Lo notano coloro che amano osservare i dettagli. Alcuni dei pezzi a disposizione del pubblico per il photo booth, per esempio, sono originali.

È vero che lei vieni dal mondo della fotografia? Quanto quest’ultima influenza l’immaginazione con cui crea gli eventi?
L’origine di tutto è la storia dell’arte, poi ho deviato verso il multimedia a metà del mio percorso universitario. Poiché ho pensato di potermi proporre in modo più incisivo nel mondo del lavoro. Ho approfondito un po’ tutte le arti, scegliendo poi la fotografia per la sua immediatezza. Durante i miei eventi la fotografia è molto presente. Mi piace il fatto che i partecipanti abbiano la possibilità di mantenere un ricordo dell’esperienza vissuta insieme grazie ad una fotografia.

Chez Tiffany by Pois Gras (Photo Courtesy: Press Office)
Un addio al nubilato organizzato da Pois Gras (Photo Courtesy: Press Office)

Paola Saia e gli addii al nubilato

È gettonatissima per gli adii al nubilato. Quanti ne organizza, in media, durante l’anno?
Ne organizzo molti durante l’anno, principalmente da marzo ad ottobre. Le ragazze mi raggiungono a Milano da tutta Italia ed ultimamente anche dall’Europa. Ho anche delle affezionate clienti russe che quando passano dall’Italia mi contattano per qualche evento privato diverso dal solito. Si va dai compleanni con personal shopper vintage alle degustazioni particolari, fino alle visite a location particolari.

Come riesce a personalizzare un addio al nubilato?
I format che propongo sono già studiati per venire incontro alle esigenze di ragazze con gusti differenti, che magari non si conoscono tra loro. Personalizzo poi la cura nella gestione del look di ognuna. Non mi chiedono spesso delle variazioni, ma considerando la mia iper creatività, non ho difficoltà ad effettuare modifiche sui temi.

Un consiglio per chi sta organizzando il suo addio al nubilato durante l’estate…
Suggerisco sempre di creare un gruppo whatsapp, stabilire un budget, definire qualche data con un sondaggio e poi iniziare con un po’ di proposte. Eviterei i soliti luoghi dove si festeggia l’addio al nubilato con cene e spettacoli imbarazzanti. Provate a creare qualcosa di bello e piacevole, magari scovando una bella location per mangiare e bere bene. Potete poi scattarvi qualche foto con la polaroid per un reportage. Ma anche scegliere un outfit carino dove sarete tutte abbinate e passare del tempo di qualità insieme. Per quanto riguarda l’estate, non date per scontato il meteo, che ultimamente è un po’ ballerino. Cercate sempre un piano di riserva, in caso di attività all’aperto.

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Laura Frigerio
Fin da bambina sognavo di fare la giornalista. E così, dopo essermi laureata in lettere con una tesi sulla musica indie italiana, mi sono trovata nella mia prima redazione. Da allora non ho mai smesso di scrivere di ciò che amo: dalla cultura alla moda, passando per tutto ciò che è lifestyle.

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