L’inedito gioco di Henri Cartier-Bresson

Venezia
@Palazzo Grassi Photo Credit: Matteo De Fina

Palazzo Grassi presenta la mostra “Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu” co-organizzata con la Bibliothèque Nationale de France e in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson. La mostra è un progetto inedito basato sulla Master Collection, una selezione di scatti operata dallo stesso Cartier-Bresson nel 1973, su invito di due amici collezionisti, Dominique e John de Menil. Fu, infatti, lo stesso fotografo a scegliere, tra le proprie stampe a contatto, le 385 immagini che considerava migliori. Esistono solamente sei esemplari di questo prezioso nucleo dell’opera di Cartier-Bresson, custoditi rispettivamente all Victoria and Albert Museum di Londra, la University of Fine Arts di Osaka, la Bibliothèque Nationale de France, la Menil Foundation di Houston, ma anche presso la Pinault Collection e naturalmente alla Fondation Henri Cartier-Bresson. La mostra, aperta lo scorso 11 luglio nella suggestiva cornice di Palazzo Grassi a Venezia, sarà visitabile fino al 20 marzo 2021.

Attraverso lo sguardo di cinque curatori d’eccezione
In occasione della mostra la Master Collection è stata sottoposta allo sguardo di cinque curatori d’eccezione: il collezionista François Pinault, la fotografa Annie Leibovitz, lo scrittore Javier Cercas, il regista Wim Wenders e la conservatrice Sylvie Aubenas. “Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu” non è dunque una mostra monografica e nemmeno una selezione di immagini legate a un tema, un periodo, o un’area geografica, quanto piuttosto il confronto tra cinque punti di vista sul lavoro dell’”Occhio del secolo”. Come scrive Matthieu Humery, curatore generale della mostra: “Il “gioco” del titolo, oltre a richiamare il tema della casualità, caro ai surrealisti, fa riferimento innanzitutto alla selezione compiuta dall’artista. Ricco di sfumature di significato, il termine evoca divertimento e svago, ma può rinviare anche all’insieme di regole, “le regole del gioco” a cui è necessario assoggettarsi. Tuttavia, in francese la parola “jeu” si avvicina a “je”, che significa “io”. Il “Grand Je” viene celebrato in primo luogo attraverso l’omaggio all’opera di un unico artista e, simultaneamente, attraverso l’“io” di ogni curatore che emerge, in controluce, nella scelta delle immagini”.

Un percorso di esposizioni autonome e indipendenti tra loro
Le regole del gioco sono semplici: ognuno dei cinque curatori è stato invitato a selezionare una cinquantina di immagini dell’artista. Tale selezione è stata circoscritta agli scatti scelti dallo stesso Henri Cartier-Bresson contenuti nella Master Collection. Ogni curatore, inoltre, ha operato la propria selezione senza conoscere quella degli altri. Nello stesso modo l’allestimento, così come ogni elemento della mostra, è stato lasciato a discrezione di ciascun curatore. Il percorso risulta, quindi, essere composto da cinque esposizioni autonome e indipendenti tra loro. I cinque curatori ci raccontano in totale libertà la loro storia, le loro sensazioni e il ruolo che queste immagini possono aver rappresentato per il loro lavoro e la loro vita. Ciascuno di questi allestimenti della mostra conduce il visitatore ad arricchire lo sguardo sull’universo del fotografo e di ogni singolo curatore.

La mostra nel 2021 vola a Parigi
L’esposizione è accompagnata da un catalogo in tre lingue, pubblicato in co-edizione da Palazzo Grassi – Punta della Dogana in collaborazione con Marsilio Editori, Venezia, e la Bibliothèque nationale de France, che contiene testi firmati dai cinque curatori, da FranÇois Hébel, Agnès Sire, Aude Raimbault, della Fondation Henri Cartier-Bresson, e da Matthieu Humery, curatore principale della mostra. “Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu” sarà presentata alla Bibliothèque Nationale de France a Parigi dal 16 marzo 2021 all’11 luglio 2021.

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