Per la prevenzione della violenza di genere. Con nuovi linguaggi e senza stereotipi

Settenove Edizioni
Monica Martinelli è editrice, formatrice sui temi degli stereotipi di genere e attivista femminista. Nel 2013 ha fondato la casa editrice Settenove, primo progetto editoriale italiano interamente dedicato alla prevenzione della discriminazione e violenza di genere attraverso albi illustrati, saggistica, percorsi scolastici

Settenove Editrice è una casa editrice per la prevenzione della violenza di genere con nuovi linguaggi e senza stereotipi. Con questi punti fissi: diritti, rispetto, collaborazione. Potete parlarci di come, quando e perché è nato questo progetto?

Il progetto è nato concretamente nel 2013, ma l’idea si è sedimentata man mano, mentre stavo svolgendo altre esperienze in Spagna prima e poi in Italia, dove sono venuta a contatto con la rete della Casa delle Donne di Bologna e ho iniziato a confrontarmi con alcune fondatrici su quali fossero le possibilità concrete per aiutare le donne a uscire dal circuito della violenza, o a non entrarci. È emersa la necessità di lavorare sull’immaginario delle persone, fin dalla più tenera età, per percepire se stessi come persone degne di valore, non reprimibili in ruoli preconfezionati, e vedere gli altri e le altre diverse da noi come ricchezza e non come minaccia. La casa editrice con i suoi testi cerca di liberare l’immaginario dei bambini e delle bambine e sviscerare nel rapporto con gli adulti, attraverso le collane di saggistica e di formazione continua, le dinamiche di potere che portano un gruppo di persone a prevalere e “dominare”, di fatto – con l’assunzione di ruoli di potere a livello privato, sociale e politico – su tutte le altre. Da qui, l’estensione alle tematiche lgbtqi è stata automatica, le dinamiche di potere colpiscono a tutti i livelli e i generi minoritari sono i più colpiti dalla discriminazione e dalla mancata rappresentazione.

“C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?” e “Papà aspetta un bimbo” sono stati tra i vostri primi titoli. Oggi si sta sviluppando una maggiore attenzione a queste tematiche?

Sì, oggi l’attenzione alla presenza di personaggi femminili forti è maggiore, soprattutto nell’ambito della piccola e media editoria. Purtroppo in alcuni casi l’attenzione è sorretta per lo più da ragioni di marketing, risultato di un gender washing o pink washing che attira l’attenzione delle persone più sensibili ma non ha effetti permanenti sul cambio di prospettiva. Ritengo che superare gli argini del solo attivismo e cercare di contaminare più ambienti possibili con una prospettiva femminista e di genere sia fondamentale, ma non bisogna farci ingannare perché il cambiamento deve essere reale, profondo e cosciente.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Ne abbiamo una marea! La casa editrice è piccola, quindi le risorse sono limitate a un certo numero di libri all’anno, ma il potenziale è enorme. Continueremo a implementare la collana «Storie nella storia» per mostrare il contributo delle donne nella storia dell’umanità; ci sono poi molti racconti nel cassetto che faremo uscire appena possibile e stiamo programmando uscite di saggistica che ingloberanno anche altre forme di diversità, per mostrare come le differenze si incrocino tra loro e il fatto che debbano essere considerate nella loro completezza per offrire piena dignità a tutte le persone.

Monica Martinelli è editrice, formatrice sui temi degli stereotipi di genere e attivista femminista. Nel 2013 ha fondato la casa editrice Settenove, primo progetto editoriale italiano interamente dedicato alla prevenzione della discriminazione e violenza di genere attraverso albi illustrati, saggistica, percorsi scolastici. Fa parte della commissione formazione dell’associazione Percorso Donna di Pesaro. È laureata in Giurisprudenza e diplomata al Master in Editoria presso l’Università degli Studi di Urbino. Svolge gli ultimi anni di studio tra l’Ateneo urbinate, l’Universidad Autónoma di Madrid e il Ministero di Giustizia della Capitale spagnola, dove si appassiona ai temi sociali che la condurranno alle esperienze nell’ambito dell’editoria sociale e dell’attivismo antisessista.

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