“Se hai avuto dei vantaggi dalla realtà in cui vivi e lavori, devi restituire alla comunità”

Accademia Carrara Bergamo
Maria Cristina Rodeschini dal 1990 è conservatore dell’Accademia Carrara di Bergamo. Ha contribuito alla nascita e allo sviluppo delle attività della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, inaugurata nel 1991, della quale è direttore dal 1998. È stata responsabile dell’Accademia Carrara dal 2005 al 2016, sviluppando progetti internazionali ( in Europa – Svezia e Polonia, negli Stati Uniti – New York, Washington) e cooperando attivamente alla riapertura del museo avvenuta nel 2015. Curatrice di progetti espositivi d’arte antica, moderna e contemporanea ha pubblicato numerosi scritti di carattere scientifico. Dal febbraio 2017 è direttore della Fondazione Accademia Carrara. Photo Credit: Federico Buscarino

Si è laureata in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano nel 1980 con la votazione di 110 e lode. Quali erano i suoi sogni da neolaureata? Oggi è la donna che voleva essere?

Il mio sogno era di lavorare nell’ambito dei beni culturali; la scelta, a differenza di quanto chiedevano i miei professori, di fare una tesi che avesse per argomento il patrimonio dell’Accademia Carrara indicava già la mia predilezione. Perché andare a studiare uno sconosciuto pittore del centro Italia, quando vi erano ancora tanti ambiti inesplorati nel museo della mia città? Andai dal direttore della Carrara e gli chiesi di poter lavorare su un settore ancora poco indagato e mi avventurai nel fondo disegni del museo. Un vero ginepraio, studiare i disegni quando non hai ancora solide conoscenze storico artistiche, ha comportato un lavoro davvero ampio. Ho messo mano ai circa 3.000 disegni della Carrara, chiesto ad alcune mie compagne di corso di lavoraci con me. Ho dunque isolato il mio campo di lavoro: due anni per produrre la tesi, ma la soddisfazione fu grande, anche con qualche scoperta. Ma direi di sì, volevo lavorare in un museo e ci sono riuscita; volevo avere una vita familiare felice e l’ho avuta, con mio marito e due figli; molta determinazione e non poca fatica certo, ma sono stata fortunata.

Dal 1990 è conservatore all’Accademia Carrara di Bergamo e dal 2017 è direttore della Fondazione Accademia Carrara. Quali obiettivi vuole perseguire in Carrara con la sua direzione? Come riesce, di anno in anno, a tenere viva l’attenzione del pubblico?

In verità il percorso è stato arricchito da un periodo molto significativo di 15 anni alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, un’esperienza che mi ha spalancato orizzonti che non avrei immaginato e che tornano utilissimi oggi. Quello che richiede la direzione di un museo è una notevole flessibilità, sia che si tratti di arte antica sia di arte contemporanea, oltre a un’attenzione per il pubblico che nei modi si aggiorni continuamente. Il museo è un luogo di conservazione, di educazione, ma è altrettanto importante che sia capace di coinvolgere il pubblico; il mondo cambia con rapidità e il museo deve saper stare al passo con i tempi. Questo significa agganciare i giovani che sono il futuro. Tener viva l’attenzione vuol dire innanzitutto tenere alta la qualità del progetto, proporre iniziative culturali nuove e comunicarle nel modo giusto. I miei programmi si articolano sull’arco di tre anni, anche questo conta, perché riuscire a programmare è indispensabile. Sto iniziando il secondo triennio e che sto cercando una coerenza tra la prima proposta e la seconda. Bisogna pensare a questo nel rispetto del pubblico di ieri, di oggi e di domani.

Ha avuto difficoltà ad affermarsi come donna nell’ambito dei Beni Culturali?

Direi di no, anche se non posso dire sia stata una passeggiata, ma penso che il genere non c’entri, piuttosto contano idee chiare, tanta volontà e qualche sacrificio sul piano personale. Mio padre mi diceva sempre: “Se hai avuto dei vantaggi dalla realtà in cui vivi e lavori, devi restituire alla comunità”. Questo è il mio motto.

Gli studi di Maria Cristina Rodeschini si sono applicati alla pittura e alla grafica dal ‘500 al ‘700, con particolare riferimento all’ambiente lombardo e veneto, alla cultura artistica dell’800 e del ‘900, alla storia del collezionismo. Ha coordinato progetti di ricerca. Dal 1990 è conservatore dell’Accademia Carrara di Bergamo. Ha contribuito alla nascita e allo sviluppo delle attività della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, inaugurata nel 1991,della quale è direttore dal 1998. È stata responsabile dell’Accademia Carrara dal 2005 al 2016, sviluppando progetti internazionali ( in Europa – Svezia e Polonia, negli Stati Uniti – New York, Washington) e cooperando attivamente alla riapertura del museo avvenuta nel 2015. Curatrice di progetti espositivi d’arte antica, moderna e contemporanea ha pubblicato numerosi scritti di carattere scientifico. Dal febbraio 2017 è direttore della Fondazione Accademia Carrara

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