“Ecco come il vino è entrato a far parte della mia vita”

Simone Roveda
Fondatore di WineryLovers, web marketing strategist e wine traveller, Simone Roveda si è laureato in ingegneria informatica presso il Politecnico di Milano. Durante gli studi si appassiona al mondo del vino e decide di farne una professione. Perseveranza, dinamicità e curiosità lo contraddistinguono da sempre

Come nasce la tua passione per il vino e per la tua professione?

Premetto che sono una persona dinamica e molto curiosa e proprio queste mie qualità mi hanno portato all’interno dell’incredibile mondo del vino. È accaduto tutto durante il periodo universitario: mi capitava di andare a cena al ristorante e di ordinare bottiglie di vino. Non prendevo mai le stesse, proprio perché ero curioso di scoprirne di nuove (continua ad accadere anche oggi). Un vero appassionato di vino deve essere curioso, deve esser disposto ad uscire dalla propria “comfort zone”, deve esser in grado di metter in discussione i propri gusti, altrimenti sarà semplicemente appassionato di una o più “etichette”. Il mondo del vino è talmente vasto che c’è sempre da imparare. Sfido chiunque a conoscere qualunque regione vitivinicola, così come ogni singola cantina. È praticamente impossibile! Ed è qui che saltano fuori due degli aspetti più affascinanti del vino, la condivisione ed il confronto. Sono state proprio quelle bottiglie condivise al ristorante che mi hanno portato a fare i primi giri in cantina tra Piemonte e Lombardia. Il vino era entrato a far parte della mia vita. Per quanto riguarda la professione, invece, decisi che cos’avrei fatto “da grande” solamente due mesi prima di laurearmi. Da sempre appassionato di tecnologia, mi resi conto troppo tardi che non volevo più fare l’ingegnere informatico. In Italia sarei stato un banalissimo tecnico, 8 ore in ufficio a far sempre le stesse cose. Non ero disposto a fare quel tipo di vita! Così, comunicai la mia decisione alla mia famiglia. Era metà dicembre 2015, pronti per cenare, e loro completamente scioccati. Volevo lanciarmi nel digital marketing, molto più in linea con la mia persona, e pensai appunto di unirlo alla passione per il vino. Dopo attente ricerche, mi resi conto che non c’era stato ancora un cambiamento nella comunicazione di settore. Fu una scommessa, ma complice la mia testardaggine, oggi sono qui che faccio ciò che più amo. Visito territori incredibili, assaggiando i migliori vini con abbinamenti deliziosi e conoscendo persone fantastiche, raccontando il tutto alle persone che mi supportano ogni giorno, cosicché le mie esperienze possano esser loro d’aiuto.

Qual è il senso di responsabilità che ti deriva dal fatto di avere così tanti follower?

Molti credono che i follower siano solo dei numeri ma non è così, dietro quei numeri ci sono delle persone che hanno deciso di fidarsi di te, che ti seguono ogni giorno. Chi svolge questo lavoro ha delle responsabilità, sia nei confronti del pubblico che delle aziende che decidono di collaborare. Non ci si può improvvisare, bisogna sapere di cosa si sta parlando. Sfido chiunque a farsi operare da un medico che ha visto qualche tutorial su YouTube. Proprio per questo, inizialmente conseguii il diploma di sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier) per poi ottenere il livello 3 WSET (Wine & Spirit Education Trust). Attualmente sto studiando per il DipWSET presso la London School. Come dicevo prima, il vino è un mondo talmente vasto che c’è sempre da imparare. Quindi, penso proprio che andrò avanti con gli studi dopo che otterrò il DipWSET. Il mio lavoro non consiste nello scattare delle semplici fotografie (per quelle esistono i fotografi), ma nel saper comunicare un messaggio attraverso contenuti multimediali (foto e video principalmente). Magari faccio 3 o 4 ore di viaggio per raggiungere un posto particolare in cui so che il mio messaggio risulterà ancor più efficace.

Cosa ti rende realmente felice?
Viaggiare alla scoperta di nuovi territori mi rende felice: molti posti li ho sempre visti solo in foto e quando mi ci trovo personalmente mi domando se è tutto vero da tanto sono contento. Conoscere e confrontarmi con le persone mi rende felice: adoro stare in mezzo alle persone, a parlare con loro e conoscere meglio le loro storie. C’è chi ha avuto una vita più “facile” e chi ha dovuto rimboccarsi le maniche, chi ha decine d’anni d’esperienza nel settore e ti sa dare le giuste dritte e chi ha appena iniziato ed allora sono io a dover consigliare. Assaggiare nuovi vini e cercare conferme in quelli già provati mi rende felice: bisogna entrare nell’ottica che il vino è vivo e di conseguenza evolve all’interno della bottiglia. Può capitare di assaggiare lo stesso vino da due bottiglie differenti e rimanere entusiasti da una e delusi dall’altra. Quando assaggiamo un vino contano anche il nostro stato d’animo, la condizione fisica in cui ci troviamo, il momento della giornata, o l’ambiente che ci circonda. Sono tutti fattori che possono cambiare completamente l’esperienza, che sia un vino nuovo o uno già conosciuto. Il fatto di non avere una reale routine mi rende felice: ieri sarei potuto essere in Sicilia, oggi a casa, domani in Alto Adige e dopodomani a Bordeaux, ed il lavoro svolto in ciascuno di questi posti non è lo stesso. Rispondere ai messaggi degli appassionati che mi seguono mi rende felice: cerco sempre di rispondere a tutti così da esser d’aiuto mettendo a disposizione le mie esperienze e competenze. Tutto questo è quello che faccio e mi rende realmente felice, altrimenti non avrei scelto questa strada.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho alcune idee per la testa ed altre che ho già iniziato a svilupparle ma non posso svelare nulla al momento. Uno degli obiettivi principali è quello di continuare a scoprire e raccontare nuovi territori. Mi piacerebbe anche ottenere il DipWSET il prima possibile, poiché il percorso è stato rallentato per via di Covid-19. E perché no, intraprendere il percorso di Master of Wine. La cosa certa è che le novità non mancheranno mai e saranno sempre annunciate sui canali di WineryLovers.

Fondatore di WineryLovers, web marketing strategist e wine traveller, Simone Roveda si è laureato in ingegneria informatica presso il Politecnico di Milano. Durante gli studi si appassiona al mondo del vino e decide di farne una professione. Perseveranza, dinamicità e curiosità lo contraddistinguono da sempre. Sommelier AIS (2018), ha superato il livello 3 WSET (2019) ed attualmente sta studiando DipWSET presso la London School. Creatore di contenuti, comunicatore e giudice per competizioni. Simone collabora con le aziende vitivinicole per migliorare il loro posizionamento su web e quindi incrementare le vendite. Co-autore di #nofilter (Positive Press). Ha partecipato alle edizioni 2017 e 2018 di wine2wine parlando di comunicazione digitale. Autore del corso “Wine Smart”, pubblicato sulla piattaforma di e-learning Feel Class, in cui condivide strategie per espandere il business del vino su web..

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