Anche sul caffè è importante avere le idee chiare

Maria Antonella Catenacc
Maria Antonella Catenacci è nutrizionista perfezionata in patologia clinica e nutrizione oncologica. Lavora in Basilicata nei suoi due centri di nutrizione e dietetica, situati a Potenza e Avigliano. Scrive per testate locali come giornalista/nutrizionista, cercando di diffondere un corretto stile di vita molto lontano dal convenzionale concetto di "dieta"

Parliamo di caffè: all’interno di un’alimentazione sana in che quantità giornaliera e quando è giusto assumerlo?

Meno di sei, come evidenziato da uno studio della University of South Australia, che ha dimostrato che superare i sei caffè al giorno farebbe aumentare del 22% il rischio cardiovascolare. Per mantenere il cuore in salute gli esperti consigliano di berne al massimo cinque. Gli autori hanno rivolto la loro attenzione alla caffeina, un composto abbondante nel caffè, ma presente anche nel tè e nel cacao e possibile causa, a quanto pare, di aumenti pressori e scompenso cardiaco. Ora, posto che in Italia e soprattutto nel mio adorato sud, il caffè è un rito, provare ad assumerlo a ridosso di due pasti principali – colazione e pranzo – e concedersene un quarto da consumare in compagnia di amici, credo sia una mediazione accettabile! Esiste anche un momento in cui è preferibile bere caffè e non è nelle prime ore del mattino, come siamo abituati invece a fare, perché a tenerci svegli dovrebbe pensarci il cortisolo – prodotto maggiormente nelle prime ore della giornata; l’ora migliore è fra le 10 e le 12 e dopo pranzo, quando il cortisolo cala e assieme a esso si riduce la nostra attenzione: è allora che il caffè sortisce più effetti senza creare assuefazione.

Quali sono i benefici i benefici dell’assunzione di caffè?

Sono diversi e notevoli: il caffè può essere considerato un vero e proprio alleato di benessere, a partire dal fatto che rappresenta la più grande fonte di antiossidanti nella dieta occidentale. Secondo la letteratura scientifica, infatti, i bevitori di caffè ricaverebbero più antiossidanti da questa bevanda che non dall’insieme di frutta e verdura consumate giornalmente. Tra i tanti benefici, quello sul metabolismo: il caffè infatti è in grado i aumentarlo del 3-11%, con minor efficacia, però, in coloro che lo bevono da lungo tempo. La più recente e ampia revisione degli studi su caffè e salute, pubblicata sul British Medical Journal, ha sottolineato che con 3-5 caffè al giorno si riduce del 17% la mortalità generale, del 18% l’incidenza di leucemia e tumore al fegato; un consumo moderato di caffè, inoltre, riduce la probabilità di molte malattie epatiche croniche, dal fegato grasso alla cirrosi, ha effetti protettivi nei confronti di malattie neurologiche come il Parkinson o l’Alzheimer e diminuire la probabilità di patologie metaboliche come il diabete di tipo 2. Come al solito la moderazione è sempre la scelta opportuna: una buona quantità non è in grado di nuocere, anzi, di regalare un prezioso pool di nutrienti.

A che età è giusto iniziare a berlo?
In età adulta sicuramente! L’American Academy raccomanda di non superare i 100mg/die in adolescenza, quindi circa 1 caffè, mentre ne è sconsigliato l’uso in età pediatrica. Bisogna dedurne, quindi, che in adolescenza si possa iniziare a bere caffè, ma con moderazione.

Il caffè può creare realmente dipendenza?
Si, può farlo! La sostanza bioattiva responsabile di questa dipendenza è la caffeina: alcune ricerche hanno dimostrato che le persone che assumono giornalmente almeno 100 mg di caffeina – all’incirca il contenuto di una tazza di caffè – possono sviluppare una dipendenza fisica che può dare vari sintomi in caso di interruzione del consumo. Esistono però alcune tecniche per spezzare la dipendenza e ridurre la quantità di caffè in giornata, come esporsi il più possibile alla luce naturale: i segnali luminosi captati dalla retina stimolano un più rapido rilascio di cortisolo che, da solo, potrebbe supplire alla caffeina.

Maria Antonella Catenacci è nutrizionista perfezionata in patologia clinica e nutrizione oncologica. Lavora in Basilicata nei suoi due centri di nutrizione e dietetica, situati a Potenza e Avigliano. Scrive per testate locali come giornalista/nutrizionista, cercando di diffondere un corretto stile di vita molto lontano dal convenzionale concetto di “dieta”. Nel 2017 ha pubblicato il testo “Dimagrire Mangiando”, che nel titolo racchiude e sintetizza il principio del suo lavoro: portare i pazienti a una giusta consapevolezza alimentare ed un peso perfetto, senza rinunciare a nulla, per vivere la sana alimentazione in libertà e senza costrizioni.

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