È andata bene

Sonia Peronaci

Se pensate a cucina e a web impossibile non correre con la mente a Sonia Peronaci, vera e propria pioniera e volto tra i più celebri della rete che, dopo il successo di Giallo Zafferano, si è rimessa in gioco con la factory Soniaperonaci.it. E prima ancora ha saputo inventarsi una professione, abbandonando quella sicura da commercialista, per diventare imprenditrice digitale.

Hai capito che Internet era il futuro prima di molte imprenditrici digitali di oggi (la stessa Ferragni vi è approdata solo nel 2009). Come è nata questa intuizione?
Sono sempre stata un’amante della tecnologia e mi piaceva viaggiare in rete da quando c’è stata una possibilità di avere una connessione. Mi piaceva molto il mezzo, mi piaceva l’idea di poter comunicare con tutto il mondo. È anche il mio compagno, Francesco, era molto attivo sul web. Il passaggio successivo è stato unire questa passione con la cucina. Non solo sono figlia di ristoratori, ma sono cresciuta in casa con una nonna che era una cuoca eccellente. Praticamente sono cresciuta in cucina. Francesco aveva già un suo sito. Così abbiamo deciso di crearne un altro che potesse piacere anche a me. Ed è nato Giallo Zafferano. Abbiamo preso esempio da quanto faceva Martha Stewart oltreoceano e ci siamo detti: “se funziona in America, funzionerà anche in Italia”. Chiaramente nel 2006 lo sviluppo del web in Italia era ancora limitato, rispetto agli Usa, e Facebook è esploso solo qualche anno dopo, nel 2008/2009. Le persone non conoscevano bene il mezzo e le aziende ancora non ci investivano, ma per quanto ci riguardava eravamo consapevoli che il web sarebbe esploso anche in Italia.

Vista la difficoltà cosa ti ha motivato ad andare avanti?

Noi avevamo moltissimo seguito e i follower continuavano a crescere ma non riuscivamo a monetizzarlo perché le aziende ancora non ci credevano. Poi nel 2009 siamo stati adocchiati da Banzai, un’agenzia web che investiva nei siti promettenti. Con loro andavamo a trovare i potenziali clienti. Noi spiegavamo cosa fosse GialloZafferano e loro, invece, raccontavano come poter investire, quali erano i vantaggi che ne derivavano. Poi con l’avvento di Facebook, le aziende sono di- ventate meno diffidenti e hanno capito che era un fenomeno destinato a durare nel tempo. Da quel momento è stata una crescita continua. Poi abbiamo deciso di vendere, pur restando nel progetto fino al 2015.

Nei primi anni difficili come ti mantenevi? Avevi già tre figlie….

All’epoca io e Francesco lavoravamo come commercialisti, poi quando finivamo il lavoro, alla sera, ci dedicavamo alla costruzione del sito e dei contenuti. A un certo punto ho lasciato il lavoro da commercialista per dedicarmi al sito. Non erano più sufficienti le tre o quattro ore serali. Individuare le ricette migliori da proporre e cucinarle richiedeva infatti molto tempo. È andata bene, ma i momenti di sconforto non sono mancati.

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