In forma ai tempi della quarantena e dello smart working

Covid 19, quarantena
Sandra Ciaramitaro è biologa e nutrizionista
Quali consigli può rivolgere su come alimentarsi in quarantena o per chi è passato allo smart working?
 
Quarantena e smart working ci aiutano a mantenere sicurezza dal contagio e mantenimento dell’attività lavorativa, ma influiscono sullo stretto legame tra cibo e psiche e mai come in questo momento, mangiare può diventare un atto consolatorio che va ben oltre le esigenze fisiologiche. Questo può generare un aumento di calorie assimilate e un conseguente aumento di peso causato da una diminuzione dell’attività e del movimento. Quali facili strategie possiamo, quindi, mettere in atto per evitare di ritrovarci a fine pandemia “sovrappeso”? Ecco alcuni suggerimenti:
 
Non tenere in casa cibi pronti. Adesso c’è indubbiamente più tempo da dedicare alla preparazione di cibi sani, e il web offre innumerevoli tutorial/ricette per una cucina sana “alla portata di tutti”.
 
• Fare la spesa in questi giorni non è semplice, cercate di preparate un menù settimanale (coinvolgendo magari tutta la famiglia) che tenga conto, non solo di cibi come necessità nutrizionali ma anche di cibi che stimolino la produzione della serotonina (ormone del “buonumore”): cioccolato fondente, noci, mandorle, banane, kiwi, fragole. Acquistare anche cibi nuovi e diversi dal solito è l’occasione buona per sperimentare piatti alternativi e briosità sulla tavola.
 
Evitate cibi ricchi di zucchero e carboidrati semplici che innescherebbero invece un circolo vizioso di momentanea compensazione e richiesta continua di altri zuccheri. Fattori che generano esclusivamente aumento di peso e sensi di colpa.
 
Anche se limitata, l’attività fisica deve essere costante con semplici esercizi per mantenere la mobilità e migliorare il senso di cura di sé e benessere.
 
Non si mangia solo con il palato, ma con tutti i sensi e più li coinvolgiamo più le porzioni nel piatto diventano piccole creando sazietà. Sperimentate piatti che diventino un’esperienza sensoriale fatte di croccantezza, contrasti cromatici, diverse consistenze, sapori e profumi.
 
• Un piccolo consiglio: questo momento di resilienza è una buona occasione per dedicare tempo ad accrescere la cultura del cibo partendo dalla cosa più semplice: imparare a leggere le etichette per iniziare a conoscere un po’ di più il cibo che consumiamo. La curiosità sia sempre un ottimo input per migliorarci e, in questo caso, migliorare la nostra alimentazione.
 
Sandra Ciaramitaro è biologa e nutrizionista. Laureata in scienze biologiche a indirizzo ecologico, dopo numerose esperienze in campo naturalistico in Italia e all’estero, inizia un nuovo percorso di formazione nell’ambito della nutrizione conseguendo una seconda laurea in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università Statale di Milano. Svolge la sua attività di consulenza e didattica in educazione alimentare attraverso corsi di educazione alimentare, laboratori di cucina genitori e bambini, in contesti multiculturali a Milano, volti non solo alla prevenzione dell’obesità infantile ma al prendersi cura sia del corpo che della sfera affettiva – relazionale con gioia (www.facebook.com/BiologaNutrizionistaSandraCiaramitaro)
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