Il calcio femminile in Italia? Dobbiamo avere la possibilità di farlo crescere

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Photo by Molly Darlington - AMA/Getty Images

Oggi sei la centrocampista offensiva della Roma e della nazionale italiana. Hai alle spalle una lunga gavetta, in cui ti sei contraddistinta per le tue peculiarità e il tuo grande talento. Come hai fatto a raggiungere questi risultati?

Il raggiungimento di qualsiasi tipo di risultato è frutto di sacrifici e determinazione. Ci ho sempre creduto, nonostante le molte difficoltà. Gli ostacoli ci sono e ci saranno per sempre fino alla fine della mia carriera, ma in questi anni mi ha aiutato molto la consapevolezze delle mie capacità. Il come è inspiegabile, ma sono sicura che le emozioni che il calcio mi ha sempre dato, mi hanno aiutata a essere sempre più determinata. Infine il sostegno della mia famiglia è stato molto importante!

La tua passione per il calcio quando è nata? Hai avuto problemi come donna a realizzarti in questa disciplina?

La passione per il calcio è nata fondamentalmente da mio papà , super tifoso della Juventus e con un buon passato da calciatore. Mi ha assecondata fin da piccola, portandomi nella scuola calcio del paese dove vivevo con i miei genitori ad Istrana, in provincia di Treviso. All’inizio i maschietti erano fortemente scettici nei miei confronti, ma poi mi hanno riconosciuta all’interno della squadra come giocatore in tutti i sensi, grazie anche alle mie caratteristiche come giocatrice. Poi io ero una di poche parole. Amavo giocare. Ed era tutto ciò che contava. Il genere a quel punto era irrilevante, anche se mi spogliavo in un altro spogliatoio!

Quali sono i tuoi sogni per il futuro?

Ora nel mio presente ed immediato futuro c’è la AS Roma. Io vorrei continuare a giocare cercando di mantenere quella spensieratezza e quel sorriso che oggi mi rendono serena. Spero di contribuire a far crescere il calcio femminile in Italia, ma per fare questo dobbiamo avere la possibilità di farlo.

Manuela Giugliano è nata a Castelfranco Veneto in provincia di Treviso. Inizia a giocare a calcio già da molto piccola, questo grazie a suo padre che ha giocato in categorie importanti come portiere e al fratello più grande. Infatti, già dall’età di sei anni lo segue nel campetto fuori casa mentre gioca con i ragazzi del quartiere. Inizia a dare i primi calci al pallone nelle giovanili miste dell’Istrana, dove gioca fino ai 13 anni, prima di trasferirsi nella prima squadra femminile, il Barcon, esordendo in Serie C. Nell’estate 2013 le viene offerta l’occasione di giocare in Serie A con il Graphistudio Pordenone con il quale debutta già alla prima giornata. Nella stagione 2014 marca la mia prima rete in Serie A, alla 26ª e ultima giornata di campionato contro il Como 2000. Nell’estate dello stesso anno approda alla Torres dove è stato il suo primo anno lontano da casa: purtroppo ci rimane un anno per problemi societari, quindi passa così al Mozzanica. Nell’estate del 2016, durante il calciomercato, dopo una piccola parentesi all’atletico Madrid dove non era pronta per una esperienza così importante, torna in Italia e approda all’AGSM Verona. A luglio del 2017 passa al Brescia per la stagione 2017-2018, dove vince la super coppa italiana e dove arriva in finale di scudetto, purtroppo perdendo ai rigori! Dopodiché approda al Milan, un anno importante per la sua crescita calcistica. Ora parlando di Nazionale: nel 2014 partecipa al Mondiale in Costa Rica dove arriva terza classificata con una bella medaglia di bronzo e un europeo alle spalle sempre con una medaglia di bronzo. Dopo aver fatto tutta la trafila delle nazionali nel 2015, fa il suo esordio in Nazionale maggiore con mister Antonio Cabrini contro l’Ucraina. Da quel giorno ha lavorato sodo per arrivare a coronare un sogno che è stato il mondiale in Francia 2019 dove le azzurre sono riuscite a conquistare i quarti di finale dopo tanti anni di assenza. Ora è a Roma e dedica il suo tempo per rappresentare questi colori al meglio.

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