“La musica è un bene collettivo”

Barbara Capizzi
Photo Credit: Jvan Lunardi

Hai lanciato “Liberte'” il primo dei brani in programma per il tuo progetto “Beba Music At Home”. La particolarità di “Liberte'” è la collaborazione e l’unione tra la tua musica e le interpreti del gruppo ChillsLis. Ce ne puoi parlare?

Libertè, omaggio al fantastico, ma ancora poco noto Mario Panseri, è un progetto nato dalla mia voglia di arrivare al cuore di tutti, in questo caso ho pensato a quanto fosse bello rendere accessibile questa canzone anche a non udenti, dopotutto la lingua dei segni non è solo comunicazione, ma anche espressione artistica e le ragazze del gruppo ChillsLis di Napoli l’hanno dimostrato con la loro meravigliosa performance che rende il brano unico e davvero toccante. Da subito, grazie alla disponibilità di Filomena Orefice, mia referente ChillsLis, hanno risposto con entusiasmo e hanno aderito al progetto le splendide Angela Pezzullo, Sara Celotto, Alessandra Romano, Grazia Maria Romano, Michela Ragozzino, Filomena Orefice. Le chitarre dal gusto retrò di Emanuele Rossi e il Violino di Dario Retegno rendono il pezzo una dolce carezza sonora, ma a chiudere il quadro con passi di danza dolci e delicati arrivano i ballerini Simone Giuliana e Lucrezia Duso di Simone e Lucrezia Dancers. Devo ringraziare anche Marco Sasso IlCinghia Studio per tutto il lavoro di mixing e mastering audio. Questa per noi è la vera potenza della musica, i passi di danza e della musica del Piemonte hanno accarezzato le voci dei segni delle ragazze campane. Tutto per dare omaggio a Libertè.

Tu sei affetta da sclerosi multipla, ma in primis sei mamma di una bimba di quasi 3 anni e un’artista, sempre pronta a lottare con la disabilità. Quali sono le battaglie che stai portando avanti come donna e protagonista del mondo dell’arte musicale?

Come donna vivo giornalmente combattendo la mia battaglia contro la sclerosi multipla, compagna scomoda di viaggio che mi porto dietro da ormai 22 anni, la mia vita è come le montagne russe fatta di alti e bassi. Ci sono momenti con delle difficoltà legate alla patologia, ma nello stesso tempo la patologia stessa mi ha dato l’opportunità di ampliare la mia parte artistica che magari in una situazione diversa sarebbe rimasta forse più chiusa e confinata. La patologia mi ha fatto conoscere il mondo, che per certi versi mi appartiene e che mi sento quindi di dover aiutare dal punto di vista artistico, perché l’arte è la cosa che in questo momento mi appartiene di più. Battaglia come donna intesa come battaglia contro una malattia con cui voglio dimostrare che si può e si deve convivere, con cui si può avere quantomeno una vita normale anche se con alcune limitazioni ma una vita normale.
Sono assolutamente consapevole di avere una malattia invalidante ma la malattia non mi farà mai soccombere, non mi rende la sua vittima, anzi mi ha fatto reagire con una gravidanza, ho una bimba bellissima Beatrice di quasi 3 anni, mi fa reagire perché ho la possibilità di condurre una vita tutto sommato normale e la possibilità di parlarne, rendendo visibile tutto quello che è il mondo della sclerosi multipla, da 3 anni sono direttrice artistica del “Galà AISM di Beneficenza” della sezione di Biella, insomma si può dire che ci metto la faccia. In questo momento la mia seconda battaglia come artista è quella di non far morire la musica, di dare voce a chi come me ha deciso di vivere di musica dando un contributo alla comunità, perché la musica è un bene collettivo. Sicuramente questa situazione di Covid 19 sta mettendo a dura prova anche questa situazione lavorativa, c’è molta incertezza e si fa fatica a pensare al futuro prossimo proprio perchè un elemento essenziale della mia carriera artistica sono gli spettacoli per promuovere iniziative importanti sul piano sociale e non solo, sul piano professionale compromette la possibilità di lavorare sui prossimi mesi.

Con il tuo progetto hai dichiarato di avere come obiettivo anche quello di voler far sentire la tua voglia di libertà. Cosa significa oggi per te come artista questa parola?

Nel corso degli anni credo di esser cresciuta musicalmente e artisticamente anche per il mio vissuto che mi ha portato ad affrontare un repertorio di carattere più personale e intimistico, avvicinandomi al cantautorato. Nelle canzoni che scrivo e che reinterpreto affronto spesso argomenti di carattere etico e sociale. Libertè, appunto, vuole sottolineare la difficoltà di conservare e mantenere questa condizione, vuole fare capire che bisogna imparare ad apprezzarla e a gestirla. Concetti che spesso si danno per scontati perché nella società moderna la libertà è un valore riconosciuto. Questa è la vera libertà per un artista, poter far arrivare alle persone il proprio messaggio e la propria identità attraverso la propria arte, trattare temi anche seri in modo leggero, ma non superficiale, facendo riflettere, mentre magari, canticchiamo un pezzo con le cuffiette nelle orecchie o sotto la doccia.

Classe 1980, Barbara Capizzi, in arte Beba, si appassiona al mondo del bel canto fin dalla tenera età. Spronata dai genitori, Beba comincia a esser seguita da diversi maestri, grazie ai quali, di anno in anno, si appassiona sempre più alla musica. Intanto la ragazza cresce e, diventata adolescente, comincia a esibirsi in diversi concorsi nazionali come Area Sanremo. Nel 1998 affianca l’artista Santino Rocchetti nel suo tour, nel 2003 diventa la voce ufficiale dell’Orchestra Romagnola Vittorio Borghesi ma queste sono solo alcune delle esperienze musicali, da aggiungeread un bagaglio d’esperienza molto vasto. Nel 2000 Domenica In Rai1 viene scelta come sosia di Mina. Sarà lei insieme alla sua band Artemisia a prender parte alla realizzazione del video di Max Pezzali “MezzoPieno MezzoVuoto” girato a Roma. Dal 2016 cantante per eventi di classe insieme al collega Federico Saccente. Nel 2019 diventa operatrice di canto prenatale per future mamme (e papà) in attesa, vince Premio Fucina 2019 (per la sua alta creatività artistica, per aver saputo coniugare passione per la musica con gradi doti canore alla solidarietà, amalgamando il tutto con elevati valori etici), sempre nel 2019 fonda l’Associazione culturale “Libera la Voce” insieme a Federico Saccente (vicepresidente) e Valentina Capizzi (Segretaria/tesoriere).

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