“Le parole guariscono, eclissano la paura e creano opportunità”

D'industria, librerie
Francesca Chiappa (1979), nel 2008 fonda la casa editrice Hacca con l’intento di pubblicare narrativa contemporanea cercando nuove voci letterarie da affiancare ai recuperi del novecento italiano. Docente in corsi di editoria e di scrittura. Silvia Sorana (1980), sociologa e ricercatrice, si occupa di analisi relative a vulnerabilità sociale e povertà. Docente a contratto presso UNIMC, lavora presso l’Ambito territoriale sociale 17 di San Severino Marche. Insieme gestiscono Kindustria e si occupano di progettazione culturale e creazione eventi

Come, quando e con quali obiettivi nasce Kindustria a Matelica, un piccolo paesino in provincia di Macerata?

Già da qualche anno eravamo attive con la nostra casa editrice, Hacca, che ci ha permesso di conoscere altri editori con progetti editoriali di valore, caratterizzati dalla costante ricerca e dalla cura editoriale, che però non trovavano posto negli scaffali delle librerie del territorio. Sognavamo di dare loro maggiore risalto, e di creare le condizioni per invitare autrici e autori per presentare le loro novità. Quando nel 2013 abbiamo trovato un locale adatto al nostro progetto (aperto, luminoso, accogliente) abbiamo prima fondato una comunità di lettori, anche grazie a un circolo di lettura che oggi conta 40 iscritti attivi, e poi, evento dopo evento, ci siamo costruiti attorno una costellazione di incontri: la libreria è diventato uno spazio e un momento in cui ci si poteva incontrare o conoscere, chiacchierare e tirare fino a tardi.

Le librerie stanno attraversando, in particolare negli ultimi anni, una serie di difficoltà, in particolare quelle indipendenti. Qual è il segreto del vostro successo?

Tutta la filiera del libro vive da tempo una costante crisi dovuta al calo dei lettori e a una moltiplicazione incontrollata delle uscite editoriali. Le librerie, soprattutto le indipendenti, hanno però risposto in modo creativo, creando occasioni inconsuete di incontro con i libri, inventanto iniziative e celebrazioni, intessendo una rete tra loro e con molti editori indipendenti. I lettori hanno capito e le hanno supportate, scongiurando chiusure e abbandoni, aiutando a mantenere aperti presidi culturali fondamentali. Anche noi ci siamo messe in rete, organizzando eventi condivisi (penso ad esempio a Letti di notte, una maratona di presentazioni e concerti serali in libreria) e ospitando editori a raccontare progetti e storie. Ci siamo sempre messe in ascolto dei lettori, per capire esigenze, desideri e illuminazioni. E poi abbiamo allestito piccoli angoli di assoluta bellezza in grado di ristorare e riparare. Lo abbiamo fatto anche in momenti difficili, come quando il nostro territorio, nel 2016, è stato colpito da un forte terremoto e ci siamo trovati dispersi a chilometri di distanza. Con pazienza e cautela quella distanza l’abbiamo annullata, ricostruendo un modo di stare di nuovo insieme. La stessa sfida alla quale siamo chiamati ora.

In un recente post su Instagram avete scritto: “Leggere è l’unica medicina in grado di allontanare la paura” dello scrittore Giuseppe Lupo. Potete commentare questa frase per i nostri lettori, dando loro qualche consiglio?

Giuseppe Lupo è uno scrittore a noi molto caro: oltre a essere un amico prezioso, è anche il direttore della nostra collana editoriale, Novecento.0, che riporta in libreria le scritture del novecento italiano più visionario. La sua citazione (tratta da “Breve storia del mio silenzio”, candidato al Premio Strega) ci pareva raccontasse una speranza. Con il terremoto il nostro motto era «I libri sono i primi a cadere, ma anche i primi a rimettersi in piedi”. Era necessaria una luce nuova, e noi ne conoscevamo una: sapevamo che le parole guariscono, eclissano la paura, creano opportunità, fanno immaginare scenari, ci portano altrove senza farci allontanare troppo. Sappiamo che in queste circostanze non è sempre facile leggere, perché l’emergenza catalizza tutto il nostro pensiero, tutta la nostra attenzione. Ma far sapere che i libri sono lì che ci aspettano, quando vorremmo tornare, ci sembrava rassicurante.

Francesca Chiappa (1979), nel 2008 fonda la casa editrice Hacca con l’intento di pubblicare narrativa contemporanea cercando nuove voci letterarie da affiancare ai recuperi del novecento italiano. Docente in corsi di editoria e di scrittura. Silvia Sorana (1980), sociologa e ricercatrice, si occupa di analisi relative a vulnerabilità sociale e povertà. Docente a contratto presso UNIMC, lavora presso l’Ambito territoriale sociale 17 di San Severino Marche. Insieme gestiscono Kindustria e si occupano di progettazione culturale e creazione eventi.

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