“Nella poesia bisogna essere fedeli a se stessi”

Davide Rocco Colacrai
@tramonti

Il tuo ultimo libro di poesie s’intitola “Asintoti e altre storie in grammi” ed è pubblicato da Le Mezzelane Casa Editrice nella collana Ballate. Ce ne puoi parlare?
Si tratta di un libro completamente diverso dai classici libri di poesia – infatti si presenta con un formato che hanno tipicamente le agende, si sfoglia come un’agenda, ed è ricco di storie, alcune delle quali raccontate anche da due punti di vista diversi. Asintoti e altre storie in grammi è infatti una raccolta di storie nelle quali il protagonista è l’uomo-cittadino nelle diverse fasi del percorso che siamo soliti chiamare vita. Vi troviamo il rapporto con la madre e il padre, l’immedesimazione con la natura, vi troviamo l’amore, le notti insonni e il perdono, vi troviamo anche fatti storici come per esempio l’11 settembre e la strage del treno di Natale. Sono storie che apparentemente pesano pochi grammi ma che, se ascoltate attentamente, svelano la loro natura di asintoti.

Come hai capito che la poesia fosse la tua strada?
Diciamo pure che ho sperimentato molteplici arti – dalla musica, ho studiato pianoforte per dieci anni e flauto per quattro, alla pittura fino alla recitazione, ma ho trovato l’espressione più adatta a me, quella rispetto alla quale mi sento più a mio agio, che vivo con maggiore naturalezza, nella poesia. Sono solito dire, infatti, che la poesia è arrivata a me.

Quali consigli vorresti rivolgere a qualcuno che vuole iniziare a scrivere poesie?
Il mio consiglio – onesto e disinteressato – è quello di leggere tanto, di non dare niente per scontato e soprattutto di non imitare nessuno. Nella poesia bisogna essere fedeli a se stessi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho già pronto il mio nuovo libro – il nono – ma prima vorrei presentare Asintoti come sono solito fare: con uno spettacolo di poesia in teatro. Mi manca molto il palcoscenico e l’incontro – magico – della poesia con la recitazione.

Giurista e Criminologo, Davide Rocco Colacrai partecipa da dodici anni ai Premi Letterari e nel frattempo ha ricevuto numerosi riconoscimenti, molti anche internazionali ed europei. Tra gli ultimi: il Premio “Città di Tollo”, il Premio della Giuria al Premio Biennale “Ugo Carreca”, il Premio Letterario Europeo “Massa, città fiabesca di mare e marmo” (aggiudicato per il secondo anno non consecutivo) e la Medaglia di Bronzo per Meriti Letterari al Premio Internazionale “Medusa Aurea” organizzato dall’A.I.A.M. (dopo aver vinto per due anni consecutivi quella d’oro). Ė autore dei seguenti libri: Frammenti di parole (2010), SoundtrackS (2014), Le trentatré versioni di un’ape di mezzanotte (2015), Infinitesimalità (2016), Istantanee Donna (poesie al femminile) (2017), Il dopo che si ripete, sempre in sordina (2018), polaroiD (2018) e Asintoti e altre storie in grammi (2019) (vincitore di due premi). Ama presentarli sotto forma di spettacoli di “poesia in teatro”, con cui gira da alcuni anni l’Italia. Per le sue performance poetiche ha ricevuto il Premio “Affabula – L’arte di raccontare storie” dal Comune di Fucecchio. Hanno scritto di lui Alfredo Rienzi, Carmelo Consoli, Livia de Pietro, Armando Saveriano, Italo Bonassi, Flavio Nimpo, Mauro Montacchiesi, Gordiano Lupi, Alfredo Pasolino, Stefano Zangheri e molti altri. Nel tempo libero, insegna matematica, studia recitazione, è autore radiofonico per whiteradio.it, colleziona 45 giri da tutto il mondo – ne possiede duemila – ama leggere, praticare sport all’aria aperta con il suo cane Mitty e viaggiare.

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