“Non è necessario rinunciare alla femminilità per essere delle brave femministe”

Giulia Cuter e Giulia Perona
Giulia Cuter e Giulia Perona dal 2016 lavorano al progetto del podcast Senza rossetto. Sono autrici del libro “Le ragazze stanno bene” Photo Credit: AlmaVassallo

Come nasce l’idea del vostro libro “Le ragazze stanno bene” e come mai avete scelto di pubblicarlo proprio in questo momento storico?

“Le ragazze stanno bene” nasce dal nostro progetto “Senza rossetto”, un podcast letterario e una newsletter che dal 2016 raccontano le donne italiane, di ieri e di oggi. Dopo diversi anni passati a occuparci di questioni di genere e pari opportunità, abbiamo pensato di provare a raccontare il percorso che ci ha portato ad avvicinarci al femminismo. È nato così questo libro che, mischiando saggistica e narrazione, affronta le tappe fondamentali nella vita di una donna (dalla prima mestruazione al primo bacio, dal primo colloquio di lavoro alla prima gravidanza) per fare il punto su quello che è successo in Italia e nel mondo occidentale negli ultimi venti/trent’anni per i diritti delle donne a partire dalla nostra esperienza diretta.

Come è possibile oggi ripensare al femminismo, quello storico e con la effe maiuscola alla luce dei cambiamenti intercorsi fra quegli anni e questi?

Il femminismo nel tempo è cambiato molto, perché è cambiato il mondo e gli strumenti che abbiamo a disposizione per osservarlo, capirlo e raccontarlo. Dopo un periodo in cui la parità di genere era data per scontata, negli ultimi anni il femminismo è tornato in auge ed è diventato molto popolare (soprattutto dopo il 2017 e la nascita di movimenti di respiro internazionale come il #metoo). Forse finalmente ci siamo rese conto che il fatto di avere delle leggi a difesa della parità di diritti prima di tutto non è mai da dare per scontato e in secondo luogo in molte occasioni non basta: è ancora importante parlare di diritti delle donne e parità di genere se vogliamo scardinare un sistema ancora profondamente maschilista e patriarcale come la società in cui viviamo. Il femminismo è uno strumento importantissimo per pensare il nostro futuro e dev’essere sempre più alla portata di tutti, anche degli uomini che senza rendersene conto sono ingabbiati in tanti pregiudizi e stereotipi quanto le donne.

È possibile, oggi, non rinunciare al femminismo, ma nemmeno alla femminilità?
È sempre stato possibile, in realtà, ma tutti siamo stati vittime dello stereotipo per cui le femministe sono quelle arrabbiate, non depilate, che odiano gli uomini. Oggi più che mai abbiamo tantissimi nuovi strumenti per proseguire la lotta, per raccontarci e per immaginare un futuro diverso, quindi no, assolutamente non è necessario rinunciare alla femminilità per essere delle brave femministe. Anzi, siamo convinte che in un movimento globale, trasversale e inclusivo come il femminismo possa trovare voce chiunque.

Giulia Cuter, nata a Brescia nel 1990. Laureata in Storia all’Università Ca’ Foscari di Venezia e diplomata alla Scuola Holden di Torino. Lavora in editoria, occupandosi di marketing e comunicazione, e da diversi anni collabora con la redazione web del Festivaletteratura di Mantova. Dal 2016 cura il progetto del podcast Senza rossetto insieme a Giulia Perona.

Giulia Perona, nata a Biella nel 1990. Laureata in Lettere moderne all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e diplomata alla Scuola Holden di Torino. Social media editor e podcast editor per Vanity Fair Italia, ha pubblicato un racconto nella raccolta Brave con la lingua (Autori Riuniti, 2018) e un saggio nella raccolta Tutte le ragazze avanti! (add editore, 2018). Dal 2016 lavora al progetto del podcast Senza rossetto insieme a Giulia Cuter.

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