Luce blu, come proteggere la pelle dalle ore passate davanti agli schermi di smartphone, tablet e TV

Come contrastare gli effetti (dannosi) dell'abuso delle radiazioni provenienti dagli schermi di tablet, smartphone e TV

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La nuova ossessione della cosmetica (e dei dermatologhi) si chiama luce blu, o luce HEV acronimo di High Energy Visible, ed è riprodotta artificialmente dalle illuminazione degli schermi che ci circondano: smartphone, tablet e portatili. È una radiazione dello spettro luminoso che si trova fra i 380 e i 500 nanometri e rappresenta il 30% delle radiazioni solari e fa male alla nostra pelle, combatterla sta diventando una nuova ossessione o un nuovo mercato dell’industria cosmetica. 

La luce di per sé non è nociva, ma se ci sovraesponiamo e cambiando i nostri stile di vita è pericolosa. Riflettiamo questa luce già dalle primissime ore del giorno, siamo esposti alla “luce” emessa dai nostri smartphone. Solo in Spagna, il 19% della popolazione passa almeno 5 ore al giorno davanti agli schermi dello smartphone, un dato simile anche in Italia e sono cifre che cresceranno di anno in anno. SModa ha dedicato alla luce blu un articola in cui analizza i pericoli e come difenderci. 

I dati dei dermatologhi spagnoli

Guardare con ossessione gli schermi del nostro smartphone ha già cambiato le nostre abitudini sociali, ha aumentato il livello di cortisolo e ha conseguenze sulla nostra pelle. In un congresso dell’Academia Española de Dermatología gli esperti si sono posti la domanda: Come l’invecchiamento e la struttura della cute sono cambiate dall’esposizione continua alla luce HEV. Le loro conclusioni non sono per nulla ben auguranti. In concreto, un piccolo fosforescente emette il 37% di radiazioni ed è luce blu, quella luce dei LED ne emette un 35%, mentre quella emessa da schermi di smartphone, tablet e TV arriva a un 40%. Tutto questo ha delle conseguenze sulla nostra pelle. 

Gli effetti dell’abuso di luce blu

L’abuso di questo spettro luminoso aiuta a emaciare e ad asfissiare la nostra pelle accelerando il processo di invecchiamento e favorendo la comparsa di macchie, proprio come sottolinea il biologo José Aguilera: “La luce blu può produrre danni alla cute a causa dello stress ossidativo, questo attiva i melanociti affinché incrementano la melanina nella cute. Colpisce anche lo stato idrico della pelle e la barriera cutanea perché l’esposizione a questa radiazione altera la sintesi di alcune proteine. Tutto questo può portare a maggiore invecchiamento e a una maggiore pigmentazione”.

La risposta dell’industria cosmetica

A questi problemi punta a intervenire l’industria cosmetica che si è trovata con un nuovo settore in cui investire e – diciamolo – con una nuova gallina dalle uova d’oro. Alcune donne iniziano già a essere più coscienti e preoccupate dei danni dello smartphone alla propria pelle rispetto al (caro e buon vecchio) antiage. Una linea catalana, la Natura Bissé, ha creato un prodotto ad hoc per combattere l’inquinamento e lo stress ossidativo. Aiutando il microbiota si rafforza così la barriera cutanea e la nostra pelle riacquisice la luminosità perduta. Elsa Vila, del dipartimento tecnico e formazione di Natura Blissé, ha spiegato l’importanza di questi prodotti:

“Passiamo la nostra giornata esposte all’inquinamento all’esterno e all’interno degli edifici”. 

Quali prodotti usare

Questo e altri prodotti puntano a proteggere il nostro microbiota dai rischi dell’esposizione a inquinamento e altri minerali che possono entrarci in contatto. Vi avevamo anche parlato sullo scorso numero di Voilà di altre creme che si prendono cura dei visi “stanchi” a causa della luce blu. La marca catalana ha lanciato sul mercato una crema, la Diamond Cocoon, e ha lanciato un’esperienza di un’ora di durata che promette di far “rinascere” la nostra pelle stanca.

Un rituale al quale spesso si sottopongono prima di serate di Gala o gli Oscar: una purificazione del viso con carbone attivo, un’essenza prebiotica, un’esfoliazione con alfaidroadici per non irritare il pH, un massaggio con giada e un velo anti radicali liberi.  Se non potete aspirare a un trattamento del genere, si possono usare creme da giorno, contorno occhi con tecnologia antiage e anti-inquinamento o più semplicemente… spegnere i cellulari!

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