Nostalgia degli anni ‘90? Ecco come sarebbe la quarantena nei Nineties

Anni 90
La Squinzia, all’anagrafe Alessandra Campodonico, nasce a Chiavari il 24 ottobre 1990. Tra una puntata di Non è la Rai e una di Bim Bum Bam, divora contenuti televisivi a più non posso, insieme a una buona dose di Speedy Pizza, Sofficini e tazze di latte con i cereali. Dopo aver lavorato come giornalista per nove anni, quattro dei quali come content editor per Yahoo! Italia, nel 2019 si trasferisce a Milano. A gennaio 2020 inizia a lavorare al progetto editoriale sugli anni ‘90, che ha preso il via nel mese di marzo

Durante questo periodo di emergenza sanitaria, hai lanciato su Tik Tok e Instagram un progetto dal nome “Quarantena negli Anni Novanta”: da cosa nasce questa idea? Ce ne puoi parlare?

L’idea di base era quella di cercare di trovare del buono nel fatto che quanto stiamo vivendo adesso sia accaduto proprio nel 2020, in virtù di tutti i comfort e degli aiuti da parte delle tecnologie. Pensiamoci un secondo: abbiamo connessioni internet superveloci che ci consentono di avere qualsiasi tipo di intrattenimento a portata di click, tutorial per cucinare o per il trucco, per tagliarci i capelli. Possiamo fare videochiamate ad amici e parenti lontani, fare la spesa online, ordinare con le app se non abbiamo voglia di cucinare. In televisione possiamo vedere in chiaro un centinaio di canali, per non parlare di Netflix, Disney Plus o Amazon Prime. 30 anni fa, negli anni ‘90, erano in pochissimi ad avere internet a casa, un vero e proprio lusso, così come le prime console. In televisione avevamo una ventina di canali al massimo e la sera ci dovevamo accontentare di quello che trovavamo sulla Rai o sulle reti Mediaset senza contare le litigate per il telecomando. Insomma, se proprio dovevamo vivere un periodo di quarantena come questo, forse il 2020 è il periodo migliore per affrontarla. Per quanto riguarda Tik Tok, con un taglio diverso, mi diverto a evidenziare le differenze e le affinità nelle mode di ieri e oggi.

Il progetto avrà poi un seguito, finito questo periodo di lockdown, con un format sugli anni ’90 attraverso la creazione di un sito web e di una serie di video su YouTube. Come sarà organizzato?

Per ora diverse cose devono essere ancora definite, comunque la mia intenzione è quella di ripercorrere con un format video il decennio nei suoi aspetti più pop. Si tratta di anni davvero densi, nei quali abbiamo visto la nascita di tante belle realtà, ma allo stesso tempo non voglio che passi il messaggio che era tutto bellissimo, perché non è affatto così. C’è anche tanto, tanto trash e spazzatura vera. Prendiamo la musica: oggi in molti, magari anche per snobismo, si tappano le orecchie per la Trap, ma non dimentichiamoci che negli anni ‘90 abbiamo assistito alla nascita di gruppi, tra gli altri, con canzoni profonde quanto una pozzanghera. Insomma, non tutto quello che c’era in passato era meglio di quello che c’è adesso!

Come mai, secondo te, sta scoppiando, soprattutto quest’anno, questa nostalgia degli anni ‘90?

Credo che sia un insieme di tanti fattori: in primo luogo il fatto che i trentenni di oggi, i ragazzi nati nel 1990 insomma, siano molto diversi da quelli di 10 anni fa. Sono stati i protagonisti del passaggio dall’analogico al digitale, hanno vissuti ancora più della generazione anni ‘80 il bombardamento della televisione commerciale. E questo forse ci rende per certi aspetti meno ingessati rispetto a chi ha compiuto 30 anni nel 2010 o nel 2000. Non ci vergogniamo ad ammettere di essere ancora legati ai cartoni animati della nostra infanzia, che guardiamo ancora oggi, e alcuni dei gamer professionisti più “anziani” appunto sono di questa generazione. Secondariamente gli anni ‘90 sono stati veramente l’ultimo decennio di benessere. Non si stava più bene come negli anni ‘80, ma l’essere alle soglie di un nuovo millennio faceva in modo che comunque continuasse a respirarsi un’aria estremamente positiva e di fiducia verso il futuro, quindi anche per questo credo vengano ricordati con piacere. E poi, semplicemente, a livello globale siamo innamorati del revival: oggi gli anni ‘90 sono gli anni ‘80 di ieri e così via. Perché guardando al passato tendiamo a far tornare a galla i ricordi più belli e quando il presente non ci piace è una bella via di fuga.

La Squinzia, all’anagrafe Alessandra Campodonico, nasce a Chiavari il 24 ottobre 1990. Tra una puntata di Non è la Rai e una di Bim Bum Bam, divora contenuti televisivi a più non posso, insieme a una buona dose di Speedy Pizza, Sofficini e tazze di latte con i cereali. Dopo aver lavorato come giornalista per nove anni, quattro dei quali come content editor per Yahoo! Italia, nel 2019 si trasferisce a Milano. A gennaio 2020 inizia a lavorare al progetto editoriale sugli anni ‘90, che ha preso il via nel mese di marzo. @lasquinzia Instagram e @lasquinzia90 TikTok.

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