“Questa è la domanda che dovremmo porci tutti i giorni”

Fabrizio Cotza
Fabrizio "Faber" Cotza ha iniziato la sua attività imprenditoriale a 18 anni, fondando un'azienda editoriale. Negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di formazione e consulenza direzionale per micro e piccole imprese, con le sue due società "All Winners" e "Imprenditori Sovversivi". Ha scritto 3 libri, l'ultimo dei quali - Imprenditori Sovversivi - riassume tutto l'approccio aziendale che propone ai suoi clienti, basato sulla qualità del lavoro, invece che sulla quantità

Dal 2001 a oggi hai affiancato e formato oltre 800 imprenditori, trasferendo un nuovo modo di gestire la propria azienda, talmente efficace e rivoluzionario che i tuoi clienti lo hanno definito “sovversivo”. Come nasce la tua professione?

Nasce dal disgusto per i metodi che avevo insegnato nei 10 anni precedenti, molto legati all’approccio motivazionale e competitivo importato dall’estero. Col passare del tempo li vedevo sempre più inutili, a volte addirittura dannosi per i clienti. Poiché creano dipendenza psicologica, esattamente come una droga. Oggi preferisco lavorare sulla consapevolezza imprenditoriale, che all’inizio può sembrare “demotivante”, perché permette all’imprenditore di osservare le vere cause dei problemi, che spesso sono legate al suo modo di agire all’interno dell’azienda. Per esempio, la scarsa cura nella selezione del personale, nell’organizzazione interna o nella creazione di una vera strategia commerciale. Tutto questo porta a effetti che poi si ritorcono sull’imprenditore stesso, il quale però si sente “vittima” di quella situazione, invece che parte in causa. Questa consapevolezza, essendo dolorosa, viene rifiutata dal 90% delle persone. Ecco perché l’idea di diventare “sovversivi” non piace a tutti.

Sul tuo profilo Instagram hai scritto: “Stanco anche tu di essere schiavo di qualcun altro? Vuoi diventare finalmente schiavo di te stesso?”. Quali consigli vuoi dare a una persona che vuole cambiare vita?

Quel post era un modo ironico per aiutare le persone a rendersi conto della loro auto-schiavitù. Abbiamo mitizzato il lavoro del libero professionista o dell’imprenditore in quanto permetteva di non dover rispondere a nessun ordine di qualcun altro. Ma spesso diventiamo noi stessi gli aguzzini più esigenti, finendo con il lavorare ben oltre le classiche 8 ore, a volte persino con scarse gratificazioni professionali ed economiche. Dovremmo abbandonare il mito del “duro lavoro” per sposare invece il “lavoro di qualità”. Questo rappresenta il primo passo per smettere di auto-schiavizzarci e diventare “sovversivi”.

Parlando di un tuo viaggio fatto a New York su Instagram, hai scritto: “George mi ha fatto scoprire Harlem. Con una passione meravigliosa e una simpatia spontanea. Non incontrerò mai più George, ma tramite il suo lavoro è riuscito a lasciare in me una piccola traccia indelebile di lui come persona. E in questo c’è tutta l’essenza dell’approccio sovversivo”. Ce ne puoi parlare?

Il lavoro, per noi “Imprenditori Sovversivi”, non è il fine, ma uno strumento di realizzazione personale. E questo concetto è applicabile per qualsiasi ruolo professionale. La domanda che dovremmo porci tutti i giorni è: grazie al mio lavoro mi sto evolvendo come essere umano? Perché se la risposta è no significa che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in quello che stiamo facendo e, soprattutto, nel come lo stiamo facendo. George era una semplice guida di Harlem, ma anche una persona sinceramente gioiosa, che stava bene con se stessa e con le persone attorno a lui. Del quartiere mi ricordo qualcosa, ma la vera esperienza è stata conoscere lui. Ecco, pensate come cambierebbe tutto se i nostri clienti dicessero questo di ogni persona con cui entrano in contatto all’interno della nostra azienda! Di sicuro la qualità di vita di tutti sarebbe migliore e questo si rifletterebbe positivamente sulla salute dell’azienda stessa. Lo dicono numerosi studi scientifici e lo dice il buon senso: chiunque, se sta bene, riesce a dare il meglio, anche nel lavoro. Per questo è necessario partire dalla cultura aziendale, ed è proprio quello che facciamo con i percorsi di formazione e consulenza di “Imprenditori Sovversivi”.

Fabrizio “Faber” Cotza ha iniziato la sua attività imprenditoriale a 18 anni, fondando un’azienda editoriale. Negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di formazione e consulenza direzionale per micro e piccole imprese, con le sue due società “All Winners” e “Imprenditori Sovversivi“. Ha scritto 3 libri, l’ultimo dei quali – Imprenditori Sovversivi – riassume tutto l’approccio aziendale che propone ai suoi clienti, basato sulla qualità del lavoro, invece che sulla quantità.

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