“Questa è la mia personale arte di viaggiare”

Travel Blogger
Simonetta Di Zanutto è nata a Udine nel 1974 e da allora vive qui, nel profondo Nordest d’Italia. Per Odòs è autrice delle guide turistiche Sofia e dintorni (2016) e Bratislava e dintorni (2018). Per goWare ha scritto Bosnia Erzegovina. Viaggio on the road nel cuore dei Balcani (2018). Il suo blog è ritaglidiviaggio.it

Hai dichiarato: “sono attratta dai luoghi legati a realtà di confine e da quelli insoliti, in cui la bellezza non è appariscente e conclamata e che di solito sono disertati dalla maggior parte delle persone, perché considerati privi di interesse”. Come hai sviluppato il tuo amore per i viaggi?

Il mio amore per i viaggi è nato in me spontaneamente. Fin da bambina ero attratta dai luoghi diversi e lontani da me. Amavo esplorare, osservare, ascoltare, provare a capire. Mi perdevo a leggere romanzi di Kipling e Salgari che raccontavano di posti lontani e avventurosi, a metà tra la realtà e la fantasia. E mi nutrivo di reportage fotografici sulle riviste e di documentari di viaggio in tv. Non sono nata in una famiglia di viaggiatori e speravo di rendermi al più presto indipendente per avere la possibilità di vedere con i miei occhi i luoghi di cui leggevo in libri e riviste. Dopo aver viaggiato nelle destinazioni più classiche, la mia curiosità si è spinta verso posti che suscitano generalmente poco interesse. Io penso che ogni luogo abbia cose interessanti da vedere, anche se non c’è il Colosseo o la Torre Eiffel. Mi piace andare a vedere quello che c’è e sono sicura che troverò qualcosa di interessante ovunque. Non si tratta di ottimismo, semplicemente quando viaggio amo osservare i punti di forza di un luogo per trovare ispirazione e poterli poi raccontare. È la mia personale arte di viaggiare.

Come sei riuscita a trasformare la tua passione nel lavoro di travel blogger?

Ho aperto un blog di viaggi perché volevo un luogo, una specie di casa, che fosse solo mio. Dopo aver lavorato per tanti anni soltanto a comunicare gli altri, volevo fare qualcosa che fosse fatto da me e soltanto per me. Non è stato un passaggio semplice, ma mi trovato in un momento della mia vita privata e professionale di grandi ripensamenti, dopo aver avuto molte delusioni e alcune pesanti perdite. E così ho ripreso in mano quello che erano le mie più grandi passioni e le mie migliori competenze: viaggiare, scrivere, raccontare con parole e foto, spiegare i punti di forza e di debolezza di qualcosa, scrivere per informare, informare per aiutare e offrire un servizio agli altri, usare la mia innata curiosità per scoprire luoghi del mondo fino a quale momento trascurati, come ad esempio la Bosnia-Erzegovina e tanti altri Paesi dei Balcani e dell’Est Europa. Oppure raccontarne altri più conosciuti ma dal mio punto di vista e in base alla mia esperienza. Non ero certa che a qualcuno sarebbe interessato, ma in quel momento lo facevo soprattutto per me stessa. Un po’ alla volta il blog è cresciuto, i miei contenuti sono stati sempre più apprezzati, ho ricevuto tanti messaggi di ringraziamento da parte di sconosciuti lettori, ho approfondito la SEO e i social media, mi sono creata una rete di persone con interessi comuni, ho legato al blog le mie altre attività a tema viaggio, come la scrittura di guide turistiche, la partecipazione e l’organizzazione di eventi a tema, il cinema e i libri di viaggio. L’impegno è tanto ma quando fai qualcosa che ti piace la fatica che senti è la metà.

Hai dichiarato anche: “con gli anni ho anche imparato a viaggiare low cost, sia perché amo spostarmi il più spesso possibile, sia perché è un modo per avvicinarsi e conoscere di più e meglio le persone del luogo. Puoi parlarcene?

Spesso si dice “fare di necessità virtù”. Ecco, è un po’ il mio caso. Non che disdegni gli hotel a 5 stelle e i ristoranti stellati e mi è capitato di testarne e recensirne, ma, soprattutto all’inizio, quando, come me, non hai grandi disponibilità economiche e vuoi viaggiare il più possibile, è indispensabile trovare soluzioni low cost. Così mi sono data da fare e ho cominciato a viaggiare con budget che hanno spesso fatto strabuzzare gli occhi ai miei interlocutori. Il bello di questo sistema non è soltanto la possibilità di risparmiare, ma anche di avere maggiori opportunità di conoscere gli abitanti del luogo. Soggiornare in un appartamento affittato da privati o in una pensione, pranzare in una piccola trattoria, frequentare le bancarelle degli artigiani e le caffetterie dove fanno colazione gli abitanti permette di osservare uno scorcio autentico di vita quotidiana e magari di scambiare qualche parola con le persone del luogo. Questi per me rimangono sempre tra i momenti più autentici e arricchenti di ogni viaggio. Kapuściński diceva che “bisognerebbe essere viaggiatori capaci di rimanere nell’ombra” e io sono d’accordo con lui e cerco di seguire il suo esempio. Per non “modificare la scena” che mi trovo ad osservare, cerco di fare in modo che la mia presenza sia il più possibile discreta. Non è soltanto una questione di rispetto. C’è anche un motivo più egoistico. Voglio cercare di vedere il luogo e i suoi abitanti nel modo più naturale possibile, senza che la mia interferenza possa rischiare di determinare cambiamenti spiacevoli. Kapuściński lo dice molto meglio di me: “Voglio diventare parte del mondo che descrivo, immergermici e dimenticare ogni altra realtà. Ho bisogno di illudermi, sia pure fuggevolmente, che il mondo dove mi trovo in quel momento sia l’unico esistente”.

Simonetta Di Zanutto è nata a Udine nel 1974 e da allora vive qui, nel profondo Nordest d’Italia. Ha una laurea in Conservazione dei beni culturali, un tesserino da giornalista professionista e lavora nel settore della comunicazione da 20 anni. Per Odòs è autrice delle guide turistiche Sofia e dintorni (2016) e Bratislava e dintorni (2018). Per goWare ha scritto Bosnia Erzegovina. Viaggio on the road nel cuore dei Balcani (2018). Il suo blog è ritaglidiviaggio.it

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA