Quando lo shopping online diventa malattia mentale

Riempire i carrelli virtuali fino all'inverosimile, acquistare tutto oppure, alle volte, sentirsi meglio anche solo per aver pensato di farlo. Secondo una psicoterapeuta tedesca, la dipendenza dallo shopping online può essere molto pericolosa.

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Sophie Kinsella ha descritto in modo brillante quali possano essere le conseguenze della dipendenza dallo shopping in I love shopping – da cui è stato tratto un film omonimo nel 2009 – ma le cose, da allora, sono piuttosto cambiate. Non solo giri vorticosi per i negozi e sfilate per il centro della città con shopper alla mano: la maggior parte degli acquisti, oggi, viene effettuata online. La Rete pullula di e-commerce e i vantaggi dello shopping online sono innumerevoli. Fare shopping direttamente dallo smartphone, in qualunque luogo, è una vera delizia per le fashioniste. Alle volte, però, è davvero difficile fermarsi.

Spesso accade che, anche solo per noia, si trascorrano ore a riempire spasmodicamente carrelli virtuali raggiungendo cifre astronomiche, senza mai procedere all’acquisto. D’altro canto, succede anche che la fame di shopping sia così forte da concretizzarsi nell’atto del pagamento: occorre solo digitare un codice, quello della propria carta di credito, per dare libero sfogo alla propria voglia di compere.

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Secondo una psicoterapeuta tedesca, Astrid Müller, anche la dipendenza dallo shopping online deve essere considerata una malattia mentale. I casi più gravi, quelli che sfociano nel disturbo ossessivo compulsivo, riguardano il 5% della popolazione.

Stando a quanto riportato da Glamour Paris, la Müller avrebbe studiato 122 persone affette da questo disturbo, dimostrando che sono più soggette a problemi di ansia e inclini alla depressione.

Che ne pensate? Qual è il vostro rapporto con lo shopping online?

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