CamiHawke: “Avere sicurezza in se stesse è una sfida costante”

Tra le protagoniste del numero di Voilà in edicola, CamiHawke è stata scelta come ambassador di Dove Progetto Autostima.

A pochi passi dal milione di follower su Instagram CamiHawke, al secolo Camilla Boniardi, non ama essere chiamata influencer, lei è una creator e infatti a differenza di molte colleghe di (meritato) successo la carriera di Camilla nasce su Facebook e non su Instagram dove sul suo profilo pubblica video irriverenti che l’hanno poi resa anche un noto volto della TV e una nota voce della radio.

Perfetta ambassador scelta da Dove per il Dove Progetto Autostima, CamiHawke – come ha raccontato sulle pagine del numero di Voilà in edicola e scaricabile in versione digitale per dispositivi Apple e Android, lavora ogni giorno per alimentare la sicurezza in se stessa: “è una sfida costante, uno sforzo quotidiano a non demonizzarci”

Ci sono stati periodi della mia vita in cui avevo accanto figure che inconsapevolmente alimentavano le mie insicurezze perché non mi facevano mai sentire all’altezza… il problema non era mio era loro solo che l’ho capito in ritardo…

A proposito di sicurezza in se stessi, il percorso di Camilla verso una maggiore consapevolezza della sua unicità è passato anche attraverso i social dove ha smesso, come molte ancora fanno veicolando modelli di bellezza fasulli e inarrivabili, di modificare le sue foto: “Le mie foto [su Instagram] sono modificate solo nei contrasti, nelle luci nella saturazione. Null’altro”

Una volta toglievo sempre le orecchie se le vedevo spuntare da sotto i capelli in qualche mia foto, ora ho smesso proprio per cercare di interrompere questo circolo vizioso.

Sempre parlando di amore verso se stessi, Camilla Boniardi ha anche ammesso di essere molto fiera della sua resilienza e di essere, benché sia convinta che debba sempre esistere un giusto equilibrio tra vittorie e sconfitte – assolutamente convinta che “le cadute” nella vita siano fondamentali:

Sperare che non ci sia mai un ostacolo nel nostro percorso è fuorviante perché non ci consentirebbe di avere i giusti strumenti per migliorare e apprezzare a fondo ciò che di buono, poi, arriva, perché prima o poi arriva per tutti.


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