“Ciò che io mi porto sempre dentro è il sogno di diventare attore e regista”

Daniele Ciniglio

Lo scorso marzo hai partecipato al programma Italia’s Got Talent, con importanti riscontri da parte del pubblico e dei quattro giudici, Mara Maionchi, Federica Pellegrini, Frank Marano e Joe Bastianich, portando un monologo sulla Camorra. Come mai hai fatto questa scelta?

Il monologo “La Camorra è uno scherzo” nasce molto prima di IGT. Quasi un anno prima. Lo scrivo per la mia pagina, “La Mia Routine” e lo pubblico senza troppe pretese. Non ho mai pensato di usare il tema mafia per avere risonanza, lo scopo è sempre stato l’opposto: usare la mia risonanza per parlare della realtà mafia. Quando partirono i casting di IGT mandai proprio il link del mio monologo pubblicato su Facebook. Da lì è stato un susseguirsi di altri provini, modifiche del pezzo e, infine, la registrazione che tutti hanno visto.

Come nasce la passione per la tua professione e come si è evoluta nel corso degli anni?

Sono cambiato così tanto negli anni che non saprei definirmi adesso. Credo però che, nonostante i cambiamenti che tutti affrontiamo con lo scorrere del tempo, ci siano delle cose che ci portiamo per sempre con noi. Ecco, ciò che io mi porto sempre dentro è il mio sogno di diventare attore e regista. Il sogno di raccontare storie attraverso i video, attraverso il cinema.  Così mi sono raccontato recentemente, dopo la mia performance ad Italia’s Got Talent 2020 nel monologo “La camorra è uno scherzo” che mi ha avvicinato, più di ogni passata esperienza, ai grandi riflettori. Ma partiamo dal principio, dove l’unica luce costante su di me era quella del lampione che affacciava sulla mia stanzetta e di notte proiettava le ombre delle finestre di legno. Quella e quella della Tv sempre sintonizzata su Canale 9 o Canale 21 con qualche Totò.  I primi ricordi che ho di me che recito qualcosa è a Natale. Imparavo le poesie a memoria senza nessuna difficoltà e le ripetevo tra gli applausi. Il primo palco vero arriva a 4 anni nello spiazzale delle suore francescane. Era lo spettacolo di Biancaneve e i Sette nani. Ero un bambino timido, introverso, tutto il contrario di chi cavalca un palco con disinvoltura. La svolta arriva nel 2007 quando “girai il mio primo cortometraggio dal titolo “Le Porte di Nico”, un progetto presentato nello stesso anno al Giffoni Film Festival. Fu da quel momento che iniziai a dedicare i miei pensieri a quel mestiere lì.

Puoi parlarci del tuo progetto sui social dal nome “La mia Routine”?

Chiusa la triste parentesi maturità, decido che è il momento per me di imparare le basi scolastiche di questo mestiere e mi iscrivo ad un’Accademia di recitazione a Roma mentre frequento Ingegneria Aerospaziale, per due mesi, ed Economia Aziendale, poi. È per mettere in pratica gli insegnamenti che piano piano stavo acquisendo che decido di scrivere e realizzare una web serie: nasce così “La Mia Routine”.

Quali sono oggi i tuoi progetti per il futuro?
A oggi i progetti più imminenti sono: la serie “Didattica a distanza” con Paolo Caiazzo e un’altra in cui girerò Napoli raccontando vari aneddoti della città. Bolle in pentola tanto altro ma un po’ per scaramanzia, un po’ perché è ancora tutto in fase embrionale preferisco non dichiararmi.

Daniele Ciniglio, diventato famoso per il suo monologo sulla camorra a Italia’s Got Talent 2020, sta portando avanti un suo progetto sui social dal nome “La Mia Routine”. Sogna fin da piccolo di diventare attore e regista.

 

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