“È stato come sognare a occhi aperti”

Ramzi Lafrindi
Ramzi Lafrindi è l’attore principale di Rajel, la web serie che, nata in seno al progetto Oltre - Oltre l’orizzonte – Contro-narrazioni dai margini al centro - fortemente sostenuto dalla Commissione Europea, mette in scena la vita quotidiana di alcuni giovani di nuova generazione e non, raccontandone i dubbi, i conflitti di identità, le speranze e i pregiudizi di cui sono oggetto o che, a loro volta, nutrono verso tutto ciò che percepiscono come “altro” e “diverso” da loro

Con i tuoi video sei stato capace di calamitare l’attenzione di milioni di persone strappando loro più di una risata. Tutto è iniziato nel 2014, quando, all’epoca ancora studente in un istituto tecnico, hai cominciato a girare video comici nei quali enfatizzavi le differenze culturali esistenti tra le famiglie straniere immigrate in Italia e quelle autoctone. Oggi sei protagonista della di Rajel, la web serie contro i pregiudizi e la discriminazione che ha come protagonisti i ragazzi di nuova generazione. Come è stato ricoprire il ruolo di attore?

È stata un’esperienza meravigliosa, è sempre stato il mio sogno recitare, trovarmi sul set davanti a decine di persone tra attori professionisti cameraman ed altri e altri… non potevo crederci, pensavo di sognare, invece no stavo vivendo il mio sogno, lo stavo realizzando, stavo vedendo il primo risultato dopo anni e centinaia di video sul web. Per la parte negativa, ero molto timido, avevo l’ansia e ogni volta che sentivo il “ciak si gira” andavo in paranoia. Questa cosa è durata per tre giorni finché non ho preso confidenza con la troupe e gli attori.

Sei nato in Marocco, ma cresciuto in Italia, dove ti sei trasferito all’età di sette anni. Credi che oggi siano ancora molte le battaglie da portare avanti per combattere i luoghi comuni e avere una reale inclusione?

Da un lato i vari cliché legati a diverse tematiche rimangono un fenomeno presente con frequenza, tuttavia si stanno sviluppando sempre più campagne di sensibilizzazione per eliminare ogni tipo di atteggiamento di emarginazione nei confronti di individui appartenenti ad altre etnie. Fortunatamente ci sono persone che si impegnano affinché sia possibile raggiungere questo obiettivo.

Rajel” è la parola araba per dire “uomo”. Questo titolo racchiude il conflitto interiore vissuto da Raf, il protagonista della serie, nell’intrecciarsi delle vicende che lo porteranno a capire cosa significa davvero “essere un uomo” e a scegliere che tipo di persona vuole diventare. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Bella domanda! Come disse Raf in una scena della seconda puntata “boh sono indeciso tra le solite cose da marocchini…”. Faccio il montatore meccanico e voglio crescere in quel l’ambito, fare l’attore rimane un optional, un hobby, non perché ho poche speranze, ma per il semplice motivo che devo sopravvivere lavorando. Quando dico lavorare intendo un lavoro che ti garantisca uno stipendio fisso.

Ramzi Lafrindi è l’attore principale di Rajel, la web serie che, nata in seno al progetto Oltre – Oltre l’orizzonte – Contro-narrazioni dai margini al centro – fortemente sostenuto dalla Commissione Europea, mette in scena la vita quotidiana di alcuni giovani di nuova generazione e non, raccontandone i dubbi, i conflitti di identità, le speranze e i pregiudizi di cui sono oggetto o che, a loro volta, nutrono verso tutto ciò che percepiscono come “altro” e “diverso” da loro. Mahmood è ambassador del progetto. Nonostante Lafrindi non abbia mai calcato il palco di un teatro, sono state proprio le sue innate doti di recitazione che, unite alle capacità dimostrate nella realizzazione dei mini-video prodotti, hanno stupito gli autori della serie a tal punto da inserirlo nel cast, assegnandogli il ruolo del protagonista.

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