“Ho scelto di non arrendermi. Mai”

Vito e Benedetto Molaro
Benedetto Molaro è affetto dalla sindrome di Usher, una rara malattia genetica che si manifesta con sordità associata a retinite pigmentosa e perdita progressiva della vista. E lo scorso gennaio ha perso il fratello Vito Molaro, attore di “Un posto al Sole” a causa della fibrosi cistica. Ha messo a disposizione di tutti la sua esperienza e il suo contributo con Fondazione Telethon

Sei affetto dalla sindrome di Usher, una rara malattia genetica che si manifesta con sordità associata a retinite pigmentosa e perdita progressiva della vista. E lo scorso gennaio hai perso il fratello Vito Molaro, attore di “Un posto al Sole” a causa della fibrosi cistica. In cosa trovi la forza e il coraggio per portare avanti le tue battaglie quotidiane?

Ho 33 anni, sono originario di Tufino, un piccolo paesino in provincia di Napoli, sono affetto Sindrome di Usher tipo 2 una malattia abbastanza rara agli occhi che mi è stata scoperta 16 anni fa: la mia paura è stata quella di perdere la vista. Non è stato un momento facile e all’inizio non volevo fare più nulla. Ho ripreso la mia vita in mano, grazie alla Fondazione Telethon nel 2014 e 2015, anni in cui su Rai Uno ho potuto raccontare la mia storia. Ho poi partecipato anche a un cortometraggio del regista Roberto Itri, dal titolo “Semplicemente Eroe”, in cui si parla della mia storia, disponibile su YouTube. Il primo giorno del 2020 ho perso un fratello all’età 28 anni una data che non dimenticherò mai era affetto Fibrosi Cistica. Lui era un attore di teatro e, grazie ai ruoli ricoperti in televisione e al cinema, sognava in grande per la sua carriera. Il suo coraggio, come quello di tanti altri, è stato da leoni. Nel suo ultimo messaggio, postato la notte di San Silvestro, ha scritto “Il leone è ferito, ma non è morto. Sia per lui sia per la mia battaglia personale mi sono sempre esposto in prima persona, ho messo a disposizione di tutti la mia esperienza e il mio contributo con Fondazione Telethon e Fondazione Fibrosi Cistica e continuerò a farlo.

In una recente intervista hai dichiarato: “Oggi con il Coronavirus si sta provando ciò che ogni malato di fibrosi cistica vive fin dalla nascita: mascherine, germicida, contagio, paura, mancanza di respiro”. Ce ne puoi parlare?

Tutte queste pratiche le ho messe per 25 anni nei confronti di mio fratello Vito, affetto da Fibrosi Cistica. Ho cercato in tutti i modi di evitare ogni forma di contagio. So cosa significa stare “a un metro di distanza”.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
Ho molti interessi, sono una persona curiosa e sono molto concentrato sugli obiettivi. Il mio sogno è quello di poter partecipare a un reality, senza mai arrendermi. Amo molto lavorare nel settore del sociale, con l’organizzazione e la partecipazione a eventi, in cui sto portando i progetti a nome dei Fratelli Molaro, anche in memoria di mio fratello Vito.

Benedetto Molaro si è diplomato in Tecnico delle Industrie Meccaniche nel 2007 all’’istituto professionale Galileo Ferraris, dietro la spinta anche della sua famiglia che l’ha sempre sostenuto in ogni passo verso lo studio. Ha una grande passione per il calcio, la palestra, il mondo del sociale, la politica e la televisione.

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