“Un post sui social network non è mai per soli amici”

Social Network
Foto di free stock photos from www.picjumbo.com da Pixabay

“L’inserimento di foto di minori online deve considerarsi un’attività in sé pericolosa in ragione delle caratteristiche proprie di internet. La pubblicazione di foto di minorenni, infatti, genera un potenziale pregiudizio per gli stessi, vista l’estrema pervasività della divulgazione di contenuti personali sul web. Proprio l’imprevedibile e incontrollabile capacità di internet di veicolare la trasmissione di immagini e di dati personali con estrema rapidità fa sì che questi possano agevolmente diffondersi ed entrare nella disponibilità di un numero imprecisato di persone, la maggior parte delle quali sconosciute e alcune potenzialmente malintenzionate. Inoltre, non può dimenticarsi l’ulteriore pericolo costituito dalla condotta di quei soggetti che, dall’immissione nella rete di foto di minori, mediante un procedimento di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati” – spiega Simona Fiorello, avvocato penalista del Foro di Milano.

Quali sono le riflessioni che si possono fare sulle pubblicazioni di foto di minorenni sui social network?

Spesso capita di notare genitori che, con estrema leggerezza e superficialità, pubblicano foto dei propri figli minorenni sui sociali network senza aver considerato i rischi ai quali espongono gli stessi nel momento in cui tali immagini diventano di “dominio mediatico”. Ci sono molti casi giudiziari sul tema tra i quali ne ricordo uno, molto significativo, di una madre che aveva pubblicato, su un noto social, post e foto riguardanti il proprio figlio minorenne che soffriva di un forte disagio psicologico che, a causa della propagazione di queste informazioni tra il “pubblico” del social, si era aggravato. Questa vicenda aveva così giustificato la richiesta del giovane, valutata positivamente dal giudice, di potersi trasferire all’estero, ove ricreare un nuovo ambiente di socializzazione. Oltre ai più generali rischi citati sopra, quindi, l’uso spregiudicato e a volte poco ponderato dei social media da parte degli adulti può comportare gravi lesioni ai diritti fondamentali di un minore di età, ovvero deviarne la sua normale crescita e maturazione. Di qui l’obiettivo primario della legge di tutelare l’interesse preminente dei minorenni, garantire loro l’assoluta prevalenza del diritto alla riservatezza e della protezione dei dati personali (basti ricordare, ad esempio, che il limite minimo di età per iscriversi ai principali social network è fissato a 13 anni).  Il mio suggerimento è, pertanto, quello di non pubblicare foto o dati sensibili riguardanti minori se vogliamo assicurare loro una completa protezione dai potenziali e molteplici rischi che ne potrebbero derivare dalla loro divulgazione in internet; e che non basta, a mio avviso, oscurare il viso o condividere foto di un bambino con il volto girato poiché, in realtà, spesso tutti gli altri elementi che sono presenti nella foto stessa sono idonei a identificarlo.

Cosa è necessario sempre tenere a mente su questo tema?

La pericolosità della divulgazione online delle foto di minori rappresenta una problematica molto seria e particolarmente attuale. Poiché l’estrema pervasività della divulgazione via Internet può rendere concreto il pericolo della violazione dei diritti dei minori è necessario che il livello di responsabilità da parte degli adulti sia massimo quando vengano inserite sul web informazioni riguardanti bambini, perché, come ha affermato il Garante Privacy nella newsletter n. 426 del 29.03.2017, “un post su Facebook non è mai per soli amici” .

Simona Fiorello è avvocato penalista del Foro di Milano.

 

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