“Superare se stessi è essere forti”

Alberto Mereghetti
Alberto Mereghetti è uno a cui piace allacciarsi le scarpe e uscire a correre. Il suo primo approccio con lo sport, però, nasce nell’acqua. Dalle prime bracciate al nuoto agonistico il passo è breve. Arrivano le prime soddisfazioni, i primi podi e le prime vittorie. Nel 2018 organizza una 100km di corsa in solitaria non stop nel centro di Milano, al fine di sensibilizzare e avvicinare la collettività a tematiche relative all’inquinamento. Quest’anno è uscito il suo libro, scritto insieme a Matteo Simone, dal titolo “Da 10 a 100. Dai primi 10 km corsi alla 100 km per Milano”. Photo Credit: Alessandro Barberio

Quest’anno è uscito il tuo libro, scritto insieme a Matteo Simone, dal titolo “Da 10 a 100. Dai primi 10 km corsi alla 100 km per Milano”. Ce ne puoi parlare?

Tempo fa Matteo mi aveva contattato per farmi qualche domanda, da psicologo sportivo era rimasto colpito da alcuni miei progetti autogestiti, legati a tematiche ambientali. Ne è nata una bella intervista. Qualche mese dopo ci siamo risentiti per mettere nero su bianco qualcosa di più. Le mie esperienze sportive commentate da Matteo sotto l’aspetto psicologico. Ci siamo scambiati molte mail con le bozze dei vari capitoli ed alla fine il libro lo abbiamo pubblicato. Non è un libro che parla di un campione o di qualche record, racconta la trasformazione positiva che lo sport può trasferire alle persone. Secondo me siamo tutti nati runner, qualcuno se ne accorge prima, qualcuno più in là con l’età, ma la realtà è questa. Ci sono le mie corse, alcune con il pettorale, altre senza. Ci sono i miei progetti, le mie esperienze nel triathlon e nei viaggi che ho fatto nel mondo. Non sono certo uno scrittore, ma spero con questo mio libro di riuscire a trasmettere qualcosa a chi vorrà leggerlo.

Come nasce la tua passione per la corsa?

La mia storia sportiva nasce nell’acqua. Soffrivo di scoliosi e così i miei genitori mi avevano iscritto a alcuni corsi di nuoto. In breve tempo sono passato al nuoto agonistico ottenendo anche buoni risultati. La corsa è arrivata dopo, molto dopo. Intorno ai 30 anni. La mia prima corsa in scarpe da basket è stata di 10 km, al termine sono svenuto. Il mio corpo non era pronto a uno sforzo del genere. Poi gradualmente ho iniziato ad allenarmi arrivando a correre le 100 km. Adesso mi alleno ogni giorno due volte, alternando corsa, nuoto, bici e palestra. Ultimamente ho un po’ abbandonato l’agonismo per dedicarmi a progetti come la 100 km per Milano, in cui ho corso per cinque volte il perimetro della città per sensibilizzare le persone sul tema inquinamento. Oppure la Plasticless Marathon in Grecia, in cui ho raccolto un rifiuto plastico per ogni km percorso. Nel corso della mia permanenza sull’isola di Rodi ne ho raccolti 630, l’equivalente di una maratona al giorno.

Sul tuo sito hai dichiarato: “Superare se stessi è essere forti”. Cosa significa per te questo aforisma? Quali consigli vuoi dare a chi vuole farne della tua esperienza un esempio da seguire?

La frase “superare se stessi è essere forti” racchiude un po’ la mia filosofia. Spesso noi siamo il nostro peggior nemico. Dicono che l’unica persona che ci può impedire di raggiungere gli obiettivi prefissati è quella che vediamo riflessa nello specchio. L’aspetto mentale nello sport a mio parere è di gran lunga più importante di quello fisico. Non so se posso essere considerato un esempio, certo la cosa mi riempirebbe di orgoglio. Faccio del mio meglio per dare il buon esempio, sono convinto che se si imitano le cattive abitudini, lo stesso vale per quelle buone. Il miglior modo di dare l’esempio è compiere le azioni. Non credo di essere quello che viene definito “influencer ” e non mi interessa esserlo, tento con le mie iniziative di essere un ponte tra quello di cui ha bisogno il nostro pianeta e chi lo abita.

Alberto Mereghetti è uno a cui piace allacciarsi le scarpe e uscire a correre. Il suo primo approccio con lo sport, però, nasce nell’acqua. Dalle prime bracciate al nuoto agonistico il passo è breve. Arrivano le prime soddisfazioni, i primi podi e le prime vittorie.
Poi l’overtraining. Mereghetti ha fatto qualche Ironman 70.3, qualche maratona, qualche trail e ha attraversato diversi laghi a nuoto. Dopo diversi anni di competizioni, si rende conto che il pettorale, il cronometro e la linea del traguardo gli stanno facendo perdere il gusto del gesto sportivo in sè. Decide, quindi, di allontanarsi un pò dal mondo delle gare e di dedicarsi a progetti autogestiti, per riscoprire lo sport come piacere per me stesso e come strumento per aiutare gli altri. È così che si “inventa” un ultra a tappe correndo 6 half Marathon in 6 giorni intorno a Milano. Nel 2018 organizza iuna 100km di corsa in solitaria non stop nel centro di Milano, al fine di sensibilizzare e avvicinare la collettività a tematiche relative all’inquinamento. Nell’agosto del 2019 sull’isola greca di Rodi ha portato a termine la Plasticless Marathon, una maratona ideata e autogestita in cui ha raccolto rifiuti plastici trovati lungo il tracciato, uno per ogni km percorso. Attualmente è anche istruttore di ginnastica posturale e speaker motivazionale durante eventi o fiere.

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