Vi racconto il mio “Matrimonio in casa”

Michelle Carpente
L’attrice e wedding planner (esperta di destination wedding) Michelle Carpente lancia la sua nuova iniziativa “Matrimonio in casa”. Photo Credit: Alessandro Pensini

Hai appena lanciato il progetto “Matrimonio in casa” per non dover rinunciare al giorno tanto atteso da migliaia e migliaia di coppie in tutta Italia e che incoraggia i futuri sposi a celebrare la loro unione con un ricevimento dentro le mura domestiche. Una iniziativa che non è pensata solo per grandi case o ville. Un ricevimento per pochi invitati, infatti, può esser realizzato anche in una piccola dimora. Ce ne puoi parlare?

Certamente! L’idea è nata non appena usciti dal lockdown, quando le chiese hanno dato il via libera per poter celebrare le messe e i vari sacramenti. Mi sono posta una domanda, se le chiese erano pronte per poter accogliere e celebrare, ma poco chiare ancora erano le linee di riapertura per i catering e per le location, le coppie, una volta sposate, sono costrette a tornare e casa e non possono fare il ricevimento, oppure devono scegliere dei ristoranti che molto spesso non sono attrezzati a ospitare un matrimonio o considerati “freddi”. Per questo motivo ho pensato alla casa. Quella stessa casa che durante il lockdown ci ha accolti e coccolati. Perchè non utilizzare la casa come location per il ricevimento nuziale. In America ed Australia è una prassi abbastanza comune. In Italia solamente nei piccoli paesi di provincia poichè molto spesso le case sono più grandi e, quindi, possono ospitare un numero considerevole di inviati. Mi sono informata e ho conosciuto la tecnica dell’home staging, usata molto nell’immobiliare. Si tratta di alcuni interventi o migliorie non strutturali ma decorative che aiutano ad aumentare il valore dell’immobile. Con la stessa tecnica, è così possibile pensare di poter fare un ricevimento nuziale in casa anche in spazi ridotti per un numero minore di invitati. In questo modo, tutti, anche chi non ha a disposizione un grande giardino, può pensare di fare un ricevimento in casa, rivedendo gli spazi, con una consulenza di un wedding planner, del catering manager e di un esperto designer. Per questo motivo ci tengo a sottolineare che un matrimonio in casa è tutt’altro che di serie B. Può diventare invece un ricevimento luxury allo stesso livello di una location creata ad hoc per i matrimoni.

Quali saranno, secondo te, le nuove frontiere del Wedding?

Si andrà sempre di più verso un matrimonio intimo, un micro wedding. Io da sempre parlo di “intimate” wedding o di elopement poichè credo vivamente che un matrimonio con un numero limitato di invitati sia la soluzione più romantica, comoda e soprattutto divertente. Gli sposi possono così interagire con tutti gli invitati. È così non solo per i matrimoni in casa, ma anche per le location più tradizionali, dove si possono creare eventi sicuramente più dinamici.

Quali sono oggi i tuoi progetti per il futuro?

Vorrei poter raccontare dei miei matrimoni in televisione e ci sto lavorando. Inoltre spero vivamente di poter tornare ad occuparmi di Destination Wedding, ovvero di matrimoni di stranieri in Italia e di italiani all’estero, covid permettendo…

Michelle Carpente, classe 1988, si diploma in arte drammatica nel 2010. Attrice fin da piccola, prima in teatro e poi sul grande schermo nel 2007 con il film di Federico Moccia “Scusa ma ti chiamo amore” e il sequel. Carpente ha lavorato sul grande e piccolo schermo con altri registi e attori come Michele Soavi, Eleonora Giorgi, Antonio Banderas, interpretando diversi ruoli fino ad iniziare la sua carriera come presentatrice televisiva nel 2012 con il programma “Cloud” dedicato al cinema in onda su Coming soon television. È stata volto di Boing tv con il programma “Ben-10 la sfida” ed in coppia con Dario Vergassola su Sky arte per “Sei in un paese meraviglioso”. Da sempre però appassionata al mondo del wedding, in particolare del Destination Wedding, ha creato l’iniziativa “matrimonio in casa”, per tutte le spose del 2020, costrette a rivedere l’organizzazione del loro matrimonio, con un planning virtuale tramite consulenze in video call.

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