Un cammino per ripartire

Terre Mutate

Enrico Sgarella con il suo libro ci porta alla scoperta del primo itinerario escursionistico solidale d’Italia, attraverso territori che hanno conosciuto la violenza dei terremoti, seguita dalla fatica della ricostruzione

Come nasce l’idea del libro “Il Cammino nelle Terre Mutate”?
Dopo gli eventi sismici del 2016 e del 2017 come associazione Movimento Tellurico decidiamo di organizzare la nostra camminata annuale nelle “Terre del Sisma”. La Lunga Marcia parte il 28 giugno 2017 da Fabriano, il bordo più settentrionale del cratere, per arrivare l’8 luglio all’Aquila e proprio camminando a molti di noi viene spontaneo pensare che un cammino escursionistico a disposizione di tutti gli appassionati di trekking che percorra quella medesima traccia può essere anche un aiuto per quei territori martoriati favorendo l’afflusso di un turismo sostenibile che non necessita di particolari strutture per l’accoglienza.

Chi dovrebbe leggerlo?
Come tutte le guide pubblicate dalla casa editrice “Terre di Mezzo” è a disposizione di tutti gli appassionati di trekking che vogliano cimentarsi in un nuovo Cammino passando dalle vie di pellegrinaggio come Santiago o la Francigena ad un Cammino che si pone come primo scopo la solidarietà. Tuttavia il libro contiene anche storie, racconti, uno per tappa, che arrivano direttamente dai protagonisti della restanza, da chi ha deciso di rimanere e lottare per la ricostruzione ed in tal senso può essere letto da tutti.

Il libro arriva dopo l’organizzazione della Lunga Marcia nelle Terre Mutate, un viaggio-evento che è partito da Fabriano lo scorso giugno per arrivare a L’Aquila nel mese luglio con l’obiettivo di promuovere il Cammino nelle Terre Mutate, un nuovo itinerario di turismo lento da percorrere a piedi e in bicicletta in tutte le stagioni dell’anno. Ce ne può parlare?
Chi cammina è a contatto immediato con il territorio. Non lo attraversa distrattamente, osserva da vicino la distruzione, le macerie, ma contemporaneamente viene travolto dalla grande bellezza di paesaggi poco conosciuti. Come rimanere indifferenti di fronte alla tavolozza di colori di Castelluccio, al tempo della fioritura o alla vista a trecentosessanta gradi che si gode dal Monte Mascioni, al centro del lago di Campotosto, che ci permette di vedere tutte le montagne più importanti dell’Appennino centrale? Dal Gran Sasso al Velino, dai Monti della Laga al Terminillo, imbiancati di neve fino alla tarda primavera. Bellezza e macerie, quindi, e la possibilità di conoscere da vicino la realtà, farsi raccontare in prima persona le storie di restanza e resilienza di chi è rimasto sul territorio.

Nel libro si traccia, quindi, un itinerario per contribuire alla rinascita di una terra trasformata, nella fisionomia e nell’anima, e tornare cambiati. Un viaggio attraverso Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Che tipo di pensiero vuole promuovere il libro?
Per la guida, che a giugno del 2020 vedrà già una seconda edizione, è quasi scontato parlare di uno scopo solidarietà. Ma è un Cammino che obbliga ad una riflessione più approfondita: perché aspettare un nuovo terremoto, piangere nuovi morti in un territorio che si sa benissimo essere a rischio sismico, di cui si conosce tutto dal punto di vista geologico, faglia per faglia. Occorre una vera Grande Opera diffusa per la messa in sicurezza del nostro Paese, sia dal punto divista idrogeologico che da quello della diminuzione del rischio sismico e occorre un legge di riordino di tutte le norme di prevenzione disperse in varie normative decretate di volta in volta senza una valida pianificazione.

Lei è anche fondatore del Movimento tellurico: di cosa si tratta?
Una associazione di terzo settore (in attesa che entri in funzione la relativa normativa) che pratica un escursionismo “militante” ovvero che con le camminate che organizza vuole denunciare le criticità ambientali del nostro Paese e promuovere la cultura della cura del territorio.

Enrico Sgarella è avvocato specializzato in diritto di famiglia e ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, ora pensionato. Appassionato di ecologia è un uomo di mare prestato alla montagna. Fondatore e presidente della associazione Movimento Tellurico, trekking ecologia e solidarietà che promuove un escursionismo attento ai problemi ambientali e sociali. Ideatore ed organizzatore del social trekking “Lunga Marcia per l’Aquila”, una camminata di solidarietà nata nel 2012 per sostenere la ricostruzione del capoluogo abruzzese colpito dal terremoto del 6 aprile 2009 e divenuto ora il Cammino nelle Terre Mutate, un nuovo percorso escursionistico che attraversa le zone colpite dai terremoti del 2016/2017 con lo scopo di portare un primo sostegno, non solo economico, alle popolazioni che continuano ad abitare in questi territori.

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